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Ivrea
29 Dicembre 2023 - 23:13
Il Municipio di Ivrea
Vabbè. Alla fine di un consiglio comunale cominciato alle 16,30 e finito dopo la mezzanotte ci sembra giusto tirare le somme e dare un giudizio su come è andata. Per carità, un giudizio, non richiesto ma doveroso se si considera che all'ordine del giorno, c'era il bilancio di previsione dei prossimi tre anni.
L'impressione non solo nostra? Quel che è emerso da fuori? Beh! Che la maggioranza di centrosinistra non abbia ancora capito che cosa significhi governare con la testa e non con i piedi. Tanto istinto e poca riflessione.
Soporiferi - ed è dire poco - i "no" che si sono susseguiti, senza grandi giustificazioni, uno dietro l'altro, con i 15 emendamenti, molti dei quali condivisibili, anzi no, condivisibilissimi, come direbbe il cantante Alpha.
Ognuno è, evidentemente, libero di governare come può, come sa, come crede, ma il recente passato, quello di Stefano Sertoli al posto di Matteo Chiantore, ci ha dimostrato, salvo in alcune questioni puramente ideologiche, per esempio sull'immigrazione e sul clima, legate al credo di una "fanatica" come solo può considerarsi Anna Bono, che la mediazione è sempre possibile. A volte basta spostare una virgola, togliere o aggiungere una parola, invertire un capoverso. Valeva ieri ma non vale più oggi.
Dalla maggioranza nessuno sforzo, neanche minimo, alla ricerca di una sintesi, anche su questioni che l'avrebbero meritata. Tutti su e giù con la mano come delle marionette e si spera non lo siano.
Quel che stupisce è che nella stessa direzione si muovano non solo le liste civiche, ma anche il Partito Democratico che, suo malgrado, ha vissuto sulla propria pelle cosa significhi fare "opposizione".
Ma ancora non basta! E non basta perchè di fronte ad una Opposizione che si mette lì e scrive 15 emendamenti al Dup (documento unico di programmazione) e 4 al bilancio, conciò dimostrando di averci lavorato, si deve portare rispetto. Non in maniera generica, ma con sentimento.
L'alternativa è la noia. E' il disinteresse. E' un'opposizione che viene in aula a fare un po' di caciara e forse neanche più quella.
Che poi, se dovessimo tirare le somme di questi primi mesi di governo, considerando quel che si ha di fronte e quel che si è visto sino ad oggi, la sufficienza, ci spiace doverlo dire e ammettere, la si dovrebbe dare solo ad Andrea Cantoni, Massimiliano De Stefano e Elisabetta Piccoli, se non altro per l'impegno che ci stanno mettendo
Tra le file della maggioranza, infatti, a parte le rincorse su un terreno "ideologico" non si è ancora visto nulla che ci possa far dire: ecco bravi, stavolta si sono sforzati a fare un ragionamento sulla città.
Bravi, in parte, questo sì, a parlare di clima, di guerra, di sociale, ma son discorsi che se uno vuole approfondire, tutto fa salvo che sintonizzarsi su piazza di città. Chi sono Andrea Gaudino o Vanessa Vidano per spiegarci come butta nella Striscia di Gaza? Quale valore aggiunto potrebbero mai apportare alle notizie che si raccolgono in rete?
Ecco! Appunto! Lo diciamo chiaro e tono. Se per loro è questo fare politica in consiglio comunale a Ivrea non reggerà. O meglio, reggerà, fino a quando l'Opposizione avrà voglia di farsi umiliare. Ancora due mesi, forse tre, magari anche quattro? E poi? Poi delle due l'una e delle due meglio la prima: sarà guerra o disinteresse...
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