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Politica
22 Dicembre 2023 - 19:30
In foto Martina Gavazza e Alessandro Chiera
Lei è gentile, simpatica, con solide radici a Torrazza. Un giorno s'è svegliata e s'è detta: "Perchè non fare qualcosa di più per il paese in cui vivo!".
Ne ha parlato con il padre. Ne ha parlato con la madre. Ne ha parlato con il fratello. Ha fatto qualche telefonata e poi ha deciso. "Si! Lo faccio!".
Non è così strano in una famiglia in cui da anni si parla di "politica" e di "amministrazione della cosa pubblica" a pranzo, a cena e a colazione.
Lei è Martina Gavazza, giovane, anzi no, giovanissima. E' la figlia di Gianluca, il consigliere regionale della Lega. Il fatto che sia sua figlia, in verità, non significa un bel nulla.
"Mio padre - ci aveva raccontato - Non avrebbe voluto. Ma io questa cosa la voglio fare e la farò...".
Nell'agenda che da qualche settimana a questa parte si porta sempre appresso ci sono una lunga fila di numeri di telefono.
"Tutta gente che conosco - ci aveva spiegato - Amici, conoscenti, cittadini che come me sentono il bisogno di fare la propria parte per questo paese... Ci siamo presi ancora qualche giorno per decidere, ma non ci vorrà molto...".
Bene, quel giorno è arrivato ed è oggi. Tutto scritto nero su bianco in un comunicato stampa firmato da lei e da Alessandro Chiera.
"Noi ci siamo. Siamo pronti a progettare la Torrazza del futuro e a portare nuova linfa alle prossime elezioni amministrative del 2024 - dichiarano - Vogliamo creare un gruppo di lavoro con persone pronte a prendersi un impegno serio, realmente interessate al bene comune, ognuna con proprie sensibilità e talenti da mettere in gioco e da offrire per la nostra comunità. Ecco il profilo di chi cerchiamo...".
E poi ancora: "Vogliamo poter raccogliere istanze e confrontarci con i torrazzesi in merito a tematiche attuali e future che coinvolgono e coinvolgeranno la nostra comunità, la nostra gente e i nostri interessi nei prossimi 5 anni. Cinque come i temi a noi cari: salute, sicurezza, ambiente, lavoro e attrattivitá. É ora di metterci la faccia, di farsi avanti e di cambiare rotta, portando avanti ció che é funzionale e modificando ció che non lo é con nuove prospettive . Noi ci siamo e voi?”.
Un invito? Un appello? Chiamiatelo come volete...
Diciamo che se questo sogno diventasse realtà. Se Martina riuscisse nell'impresa che il padre sognò tante volte, sarebbe già la seconda volta che ce la fa...
La prima nel 2017 quando a 28 anni, a poche settimane dalla laurea in infermieristica mise in pista un progetto, in collaborazione con i servizi sociali e Vita Tre, a Torrazza, Verolengo e Rondissone, che poi divenne la sua tesi di laurea, per “far nascere una nuova figura professionale che si prenda cura della salute del cittadino e non solo”.
Un infermiere di comunità, insomma.
“Sono molto contenta - raccontava la sua esperienza Martina in redazione - In tutti e tre i Comuni ho incontrato 207 persone. Forse per il fatto che sono nata e vivo a Torrazza, il 75 per cento degli accessi sono avvenuti lì. E poi Rondissone e Verolengo Temevo che ci fosse un po’ di titubanza da parte loro all’idea di presentarsi a qualcuno che già conoscono e invece si è rivelato un punto di forza. Mi cercavano anche al di fuori dello studio”.
Oggi Martina lavora all'Asl To4 ma non ha mai dimenticato la sua esperienza da infermiere di comunità che è poi un po' come fare il sindaco. Un sindaco di comunità che si preoccupa dei problemi dei cittadini.
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