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Chivasso
24 Dicembre 2023 - 12:34
Alcuni ragazzi dell'associazione
Quante volte capita di sentirsi abbandonati o non ascoltati dallo Stato e dalle Istituzioni? E quante volte a ritrovarsi in questa situazione sono le persone vicine ai più fragili?
Da una condizione simile è nata l’Associazione Sorriso... dall’esigenza di un gruppo di genitori di ragazzi diversamente abili di “farsi sentire” e di fare qualcosa di concreto per i propri figli.
Abbiamo incontrato Rosa Pecora, che ci ha spiegato che l’associazione è nata nel 1996. “Mio figlio era entrato in un centro diurno di Chivasso, seguito dai servizi sociali, e spesso, in riunione, i genitori si lamentavano di non essere ascoltati dagli Enti Pubblici. Nove di noi hanno deciso di creare questa associazione, di cui ai tempi sono stata presidente… quasi non sapevo cosa significasse esserlo, ma con l’aiuto di persone vicine ce l’ho fatta. Devo molto, in particolare, ai signori Mazzoni Fernanda ed Enrico - spiega -. Inizialmente siamo stati ospiti della Pro Loco Santa Margherita di Betlemme, che ringrazio perché sono stati davvero tutti squisiti e hanno fatto tanto per noi, in particolare le famiglie Foresto e Borgaro. Successivamente siamo venuti a sapere che la scuola di Montegiove doveva essere venduta e così abbiamo chiesto che venisse data a noi, anche se cadeva a pezzi. Ai tempi c’erano il Sindaco Andrea Fluttero e Bruno Matola come Assessore agli Affari Sociali e ci è stata concessa in comodato d’uso. Abbiamo cominciato a cercare fondi per la ristrutturazione, ne abbiamo avuti da Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Lions Duomo, dalla Regione e ci siamo avvalsi della collaborazione professionale dell’architetto Francesco Guerra”.

Rosa e alcuni dei ragazzi

Presidente e vicepresidente dell'associazione
Nel 2004 i lavori di ristrutturazione sono terminati e la sede di via Sant’Isidoro è diventata agibile. E’ nato il progetto “Ritroviamoci Insieme” per avere un servizio complementare nei giorni in cui i servizi sociali non svolgono attività, ovvero nel fine settimana, e nei giorni di festa. Hanno introdotto attività culinarie, manipolazione con la creta, sport, gite, centri estivi, di tutto e di più, e dal 2005 sono stati affiancati da Sonia Soave, che Rosa ci racconta essere stata ed essere ancora molto più di una psicologa, una persona davvero preparata in tutto.




“Siamo riusciti anche ad organizzare dei soggiorni di vacanza al mare sovvenzionati dai Lions Host, dai Lions Duomo e dalla Fondazione CRT - racconta -. Le spese, ovviamente, sono sempre tante fra luce, acqua, metano, assicurazioni varie, i due pulmini (uno dono di Giada e Paolo, coppia si sposi che ha scelto di ‘spendere’ così il proprio regalo di nozze, e uno della signora Bruna, donatoci in memoria del marito) ecc ecc e nel tempo, purtroppo, gli aiuti sono diminuiti ed i fondi per andare avanti di conseguenza, quindi ci arrangiamo come possiamo, ad esempio organizzando la Lotteria della Befana. Fra gli ultimi interventi fatti vi sono l’installazione degli impianti di aria condizionata, offerti da Unicredit, e grazie alla sopracitata signora Bruna abbiamo potuto cambiare gli infissi della sede - racconta ancora -. Fino ad un determinato periodo, con determinate persone, e ci tengo a precisare che non c’entra la politica, abbiamo avuto un certo tipo di confronto e di riscontro, ma poi sono entrambi venuti meno. Noi ora siamo più ‘deboli’, più ‘vecchi e stanchi’, manca il ricambio vero e proprio con genitori giovani, i volontari diminuiscono ed è sempre più difficile gestire tutto ed andare avanti - spiega -. Per vent’anni sono stata la presidente dell’associazione, oggi non lo sono più ma ne faccio comunque ancora parte insieme a Sergio Pivato, Nicolino Bechon, Rosalia Larosa, Ivana Bertolina, Salvatore Pecora, Rosanna Pellegrino, Cristina Parisi, Ornella Maranzano e gli altri soci: siamo 44 in generale, inclusi 23 ragazzi, e i volontari sono una ventina, ma siamo noi genitori a svolgere questa attività, per lo più”.





Il più grande desiderio di Rosa e degli altri è di trovare genitori giovani e volenterosi disposti ad impegnarsi in associazione. Vorrebbero anche creare quello che chiamano un ”Dopo di noi”, ovvero un centro diurno e notturno dove i loro figli potranno stare bene e vivere serenamente anche quando loro non ce la faranno più ad occuparsene o non ci saranno più. “A Chivasso manca una struttura del genere per i ragazzi disabili, una “casa” per loro e sarebbe bello se fra tutti, ovvero Istituzioni, Comune, Ciss e Asl ci si interessasse per procedere in questa direzione” afferma Rosa e ci saluta.


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