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Storie di commercianti

Dalla sua passione ha creato un lavoro: per Francesco l'elettronica non ha segreti

La passione per questo mondo lo spinge a fare questo lavoro da trent'anni

Francesco Richiardi

Francesco Richiardi

Il suo negozio su via Lanzo, a Cirié, è un inno all'elettronica: lo si vede dagli addobbi, dal banco da lavoro, dagli scaffali, pieni di oggetti e di componentistica che tutti i giorni mandano avanti i nostri strumenti elettronici. Qui i clienti vengono per chiedere un'informazione o per risolvere un problema. E generalmente Francesco Richiardi, il proprietario, sa dare loro quello che cercano.

Classe 1973, Francesco ha rilevato quest'attività nel 1999, a soli 26 anni. "Prima questo negozio era di Roberto Michiardi, che l'aveva aperto nel 1986" ci spiega Francesco da dietro al bancone. Dopo il diploma da perito elettrotecnico, Francesco ha cominciato a lavorare nel mondo dell'elettronica, per cui ha sempre avuto quello che lui definisce un vero e proprio "pallino".

"Riparavo amplificatori per utilizzare strumenti musicali o hi-fi" ci racconta. E lo fa ancora, visto che si diletta a suonare il basso elettrico. Per lui l'elettrotecnica non ha segreti: la passione l'ha spinto a studiare, a conoscere sempre di più i fenomeni fisici alla base dei processi elettronici. Una passione pura di cui Francesco ha fatto una professione.

"C'è stata un'evoluzione di mercato nel mondo dell'elettronica - prosegue Francesco parlandoci della sua attività -. Prima si riparavano le schede e si lavorava molto coi ricetrasmettitori per esempio, soprattutto nel periodo delle autoradio e dei pianali stereo da autovettura".

Insomma, quando questi oggetti, che ad oggi abbiamo archiviato nell'angolo dell'"archeologia elettronica", erano ancora diffusi c'era ampio spazio anche per un professionista come Francesco, in grado di riparare oggetti di ogni tipo. "Oggi invece non c'è più alcuna convenienza economica nel costruire qualcosa che l'Oriente ci fornisce già collaudato, montato, fatto e finito". E che per di più quando si rompe va solo buttato.

Insomma, "c'è una dipendenza dalla Cina e dai paesi orientali, che sono estremamente competitivi". E se tutto arriva già pronto per essere usato e poi buttato allora lavori come quello di Francesco sono costretti a reinventarsi. "Spesso - spiega il commerciante - è difficile anche reperire componentistica: la miniaturizzazione è spinta a livelli inumani e non sarebbe possibile per un professionista allestire un angolo di produzione, montaggio o riparazione di micro-elettronica".

Il fascino di questo mondo però rimane: "Da sempre ho voglia di conoscere i fenomeni elettrici dal punto di vista fisico, soprattutto quando si tratta di radiofrequenze. L'esperienza in questo campo gioca un ruolo fondamentale, e poi c'è tutto un background matematico da approfondire. Questa voglia di conoscere e di continuare a capire mi spinge ad andare avanti".

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