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Banchette

Otto anni per fare un parcheggio? "Qui non si vive più!"

Il progetto è datato 31 dicembre 2015 e i lavori sono iniziati nel settembre 2022, ma la storia di piazza Borgonuovo risale ben al 1963

Cantiere

Otto anni per realizzare un parcheggio?

A battere il tempo al sindaco di Banchette Antonio Mazza sono i consiglieri di opposizione di Uniti con voi per Banchette che già due mesi fa chiedevano a che punto fossero i lavori.

Ad ottobre Mazza aveva rassicurato dicendo che entro un mesetto tutto sarebbe stato risolto, e invece?

"Invece tutto è fermo - sbottano i consiglieri Emanuele Splendore, Maurizio Cieolo e Alberto Russo -. Abbiamo già documentato i disagi creati dal cantiere del parcheggio in corso di realizzazione in piazza Borgonuovo a Banchette. Il Sindaco in un'intervista del 15 ottobre 2023, dichiarò che il parcheggio sarebbe stato ultimato entro 30 giorni, ma ad oggi non c’è alcuna novità se non un ulteriore degrado".

Lo studio di fattibilità del parcheggio fu deliberato in Giunta il 31 dicembre 2015, quando Antonio Mazza era assessore all’urbanistica e il sindaco era l'avvocato Franca Sapone: "E' un progetto di otto anni fa e i lavori sono iniziati nel settembre 2022, 16 mesi fa! Incredibile che siano ancora fermi".

E i residenti cosa dicono?

"Sono furibondi - raccontano -. Sono mesi che vivono nel disagio, soprattutto i disabili. E adesso che è arrivato il Natale si aggiungono i problemi relativi all’accesso alle attività economiche presenti".

E visto che a far pensar male si fa peccato, ma a volte si indovina, secondo i consiglieri il parcheggio verrà inaugurato i prossimi mesi durante la campagna elettore: "Sì, siamo certi che si tratterà di un taglio del nastro di pura propaganda che avverrà tra maggio e giugno 2024. Propaganda pagata con il prezzo che stanno pagando i cittadini in termini di disagio!".

Ad ottobre il sindaco Antonio Mazza spiegava che ormai i lavori erano agli sgoccioli.

"Il parcheggio è già stato realizzato, le opere sono concluse. Ora lì ci sono 14 nuovi posti auto gratuiti e ne abbiamo riservati due per i disabili. Ce n'era soltanto uno, ma l'attenzione nei confronti delle persone più fragili non è mai abbastanza".

Nonostante le rassicurazioni del sindaco, il cantiere è ancora lì

Ma allora, perché non riapre?

"La ditta deve ancora mettere una scaletta che consentirà il passaggio su via Castellamonte. Poi dovrà fare la segnaletica relativa ai parcheggi, tracciare le strisce, mettere i cartelli. Infine l'area verrà pulita e aperta".

Proprio quella scaletta sarebbe al centro di un contenzioso con la ditta che ha eseguito i lavori: "Un muro è stato eseguito in modo non conforme e la cosa è venuta fuori anche in Consiglio. Per risolverla è stato deciso di fare quella scaletta" spiegano i consiglieri di opposizione".

Mazza, però, aveva anche fatto notare che quella pizza è in stato di abbandono da ben prima che lui diventasse assessore e Franca Sapone sindaco: "Il parcheggio è lì da un anno. Ma l'intera area è rimasta in stato d'abbandono dal 1985 al 2014. E questo lo sanno tutti i banchettesi. C'erano gru pericolanti e Cieol non si è mai preoccupato di farle rimuovere nonostante fosse una questione di sicurezza dei cittadini". 

Come sono andate davvero le cose?

La storia di questa piazza risale a molti, moltissimi anni prima.

Il piano regolatore redatto nel 1963 e approvato in via definitiva nel 1966 vincola l’area dell’attuale piazza con il perimetro che comprende anche il parcheggio in costruzione ad area destinata a “attrezzature sociali”.

Il piano regolatore del 1975 in vigore fino al 1985, definisce l’area in modo più puntuale “complesso edilizio integrato”. Dal 1975 al 1985 il Comune è amministrato dalla sinistra con un’alleanza PCI, PSI, indipendenti.

Dal 1975 il Sindaco è il socialista Dominijanni, dal 1980 al 1985 il Comunista Romussi. Durante il mandato del sindaco Romussi viene indetto un concorso per idee su cosa inserire nel complesso edilizio integrato.

Ma è nel corso dell'amministrazione del sindaco Valtorta, 1985-1990, che l'amministrazione presenta un progetto elaborato dall’architetto Piazza in collaborazione con due importanti architetti: Gabetti ed Isola. Il Progetto prevede una piazza con forma di elisse circondata da palazzi ed un grande supermercato che è il motore finanziario dell’operazione, il perimetro e le volumetrie sono quelli attuali.

L'area indicata nel piano regolatore del 1963

LA PROTESTA CONTRO IL CENTRO COMMERCIALE

Il progetto proposto suscita un forte movimento di protesta soprattutto per il motore finanziario ovvero il centro commerciale. Una protesta ha come punti di riferimento i consiglieri di opposizione Maurizio Cieol, Barisione e Massara.

Nel 1989 “l’Immobiliare Borgonuovo” richiede la concessione edilizia per realizzare l’intervento.

Con le elezioni del 1990 viene rieletto sindaco Valtorta (riferimenti politici PSI e PRI). L’Amministrazione procede con il progetto.

A raccontare come andarono le cose è proprio Maurizio Cieol: "Nel 1992 viene stipulata la convenzione tra il Comune e l'immobiliare Borgonuovo. Nel1992 viene notificata la concessione edilizia per realizzare il “complesso edilizio integrato di animazione urbana” che comprendeva anche un edificio di culto. Nel dicembre del 1993 inizia la costruzione dell'edificio di culto e nel 1995 la Eleca s.p.a. di Cantù acquisisce l’area nello stato di fatto da “Immobiliare Borgonuovo”.

Nel 1995 si ricostruisce l’alleanza di sinistra con Alessio Sindaco e Barisione assessore all’Urbanistica. Entra in consiglio anche Maurizio Cieol.

Il Progetto degli architetti Piazza, Gabetti e Isola

IL SUPERMERCATO FINISCE A PAVONE

Nel frattempo Pavone acquisisce il permesso destinato a Banchette di realizzare un supermercato (l'attuale Bennet) per cui il Comune di Banchette si trova senza il motore finanziario per realizzare la Piazza e tutti i vincoli derivanti dai permessi rilasciati alla “Immobiliare Borgonuovo”, successivamente trasferiti ad Eleca.

"Si giunge ad un accordo con Eleca - racconta Cieol - e il motore finanziario dell’operazione diventa la RSA in sostituzione del supermercato. Scelta peraltro tanto obbligata quanto più gradita alla nuova Amministrazione".

Nel 1999 viene approvato il nuovo progetto che sostanzialmente è quello attuale, ma nel 2000 l’alluvione crea seri problemi al progetto in quanto l’area viene dichiarata esondabile e il progetto viene rivisto eliminando le autorimesse seminterrate.

"La realizzazione delle arginature  - prosegue Cieol - permette di realizzare autorimesse seminterrate ma per gli edifici destinati a civile abitazione (quelli che sono stati realizzati) non è più possibile in quanto erano già iniziati i lavori. Per la RSA, invece, si riesce a rivedere il progetto e quindi una nuova variante per modificarne il progetto. La revisione dei progetti comporta anche problemi sugli standard previsti (parcheggi e verde) dalla legge regionale per cui è necessario definire come pubblico un parcheggio che nel progetto originale era privato (è il parcheggio oggi in costruzione)".

L'attuale progetto

Nel 2004 viene eletto sindaco Maurizio Cieol che resterà in carica fino al al 2014.

Vengono approvati i progetti e la convenzione si procede alla realizzazione del complesso e si inizia il lungo iter di esproprio dell’area del parcheggio nei confronti di Eleca.

L’iter termina il 21 giugno 2012 quindi l’Amministrazione procede all’appalto per la realizzazione del parcheggio.

"Il 7 luglio 2014 il rappresentante del Comune Paolo Giordano ed il rappresentante della ditta che ha vinto l’appalto “Iso Costruzioni S.p.A.” firmano il contratto, per avviare i lavori manca solo che l’Ufficio Tecnico faccia il formale atto della consegna lavori.

Nel 2014 viene eletta la sindaca Franca Sapone.

"La società Eleca costituisce la società “la Piazzetta di Banchette S.r.L.” per il completamento dell’intervento - racconta Cieol -. La nuova Amministrazione Sapone - Mazza decide di cambiare il progetto, quindi blocca l’avvio lavori e chiede all’Ufficio tecnico di produrre uno studio di fattibilità. Tale studio che è la base dell’attuale parcheggio in costruzione viene approvato con delibera di Giunta n.102 del 31 dicembre 2015. 8 anni fa!!!

Nel 2017 la Eleca fallisce.

Il 6 aprile 2017 il tribunale di Como dichiara il fallimento della società “la Piazzetta di Banchette S.r.L.”

Nel maggio del 2019 il Comune acquisisce nello stato di fatto (muri perimetrali e soletta) con cessione gratuita il manufatto da destinare a biblioteca e in cambio si impegna a non presentare opposizione allo stato passivo del fallimento.

"E’ evidente che prima di tale data il pubblico non poteva intervenire su quel manufatto ed è con la nuova Amministrazione che inizia l’intervento sulla base di un progetto approvato dall’ Amministrazione Sapone-Mazza" commenta Cieol.

Alla luce della ricostruzione completa della vicenda, è Cieol a togliersi un sassolino dalla scarpa: "La mia amministrazione ha iniziato i lavori dell’area su progetti e convenzione approvati sa Sindaci precedenti, Eleca è fallita durante l’Amministrazione Sapone, l’attuale biblioteca è stata realizzata sulla base di un progetto dell’Amministrazione Sapone-Mazza che se ne assume la responsabilità, nel 2014 c’era già il contratto per realizzare il parcheggio, tale progetto è stato modificato legittimamente dall’Amministrazione Sapone-Mazza il 31 dicembre 2015, pertanto quella Amministrazione (nonché eredi) si assume anche la responsabilità della decisione e degli eventi conseguenti fino ad oggi".

Per quel che riguarda il fallimento, Cieol spiega: "L’area di cantiere è stata ed è proprietà privata compreso le attrezzature per l’intervento tra le quali le uniche che avevano valore commerciale erano le gru che furono vendute dalla proprietà per pagare qualche creditore. Tutto ciò è documentato dagli atti. E’ normale che per correttezza di informazione tutte le parti in causa possano dire la loro opinione ma manipolare la realtà è un’altra cosa".

Maurizio Cieol è consigliere di opposizione con Emanuele Splendore e Alberto Russo nel gruppo Uniti con voi per Banchette

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