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Busano

Il veterano dei sindaci, dopo 40 anni in Comune, appende la fascia al chiodo: "Non ne posso più!"

Ha iniziato negli anni 80 e non ha più smesso, per cambiare le cose era stato anche tra i fondatori dell'Anpci

Busano Chiono Giambattistino

Il Sindaco Giambattistino Chiono

Dopo 44 anni in Comune ha deciso di dire addio alla fascia.

Gianbattistino Chiono, sindaco di Busano, il prossimo anno non si candiderà per le elezioni comunali e sarà la prima volta che il suo nome non comparirà in nessuna lista. Un addio che Chiono fa alla sua maniera: lanciando tutto per aria, battendo i pugni, facendone una questione di principio.

"Sono stanco di vedere le cose che non cambiano. Sono stanco di vedere cadere nel vuoto tanti sforzi. Sono stanco di litigare con tutti per poi sentirmi dire, quand'è troppo tardi, che avevo ragione. Sono stanco di vedere i piccoli comuni trattati peggio dell'ultima ruota del carro. Non mi riconosco più in questo mondo, in questo ambiente. E' giusto che vadano avanti altri".

Ha iniziato la sua carriera politica nel 1980. "All'epoca eravamo dilettanti allo sbaraglio - racconta -. Il sindaco era un ragazzo giovane che studiava architettura, Gilberto Paletto. Per i 5 anni del suo mandato io sono stato sindaco facente funzione perché lui prima si è laureato, poi ha sostenuto l'esame di stato, poi è partito per il militare e poi si è sposato. Veniva giusto nelle situazioni più importanti dov'era necessaria la sua presenza. In quegli anni mi sono fatto un bel mazzo" racconta Chiono.

Per lui quei cinque anni sono stati una rampa di lancio: "Nel 1985 ci siamo ripresentati alle elezioni e abbiamo vinto. Fino 2004 il sindaco sono stato sempre io. Poi, avendo fatto tre mandati consecutivi, non mi sono potuto ripresentare e sono finito in opposizione fino al 2009 con il sindaco Eugenio Matteis".
Mentre è in minoranza Chiono tenta anche la via di una candidatura in Provincia: "Subito mi hanno dato per eletto, ma c'era stato un errore di conteggio. Il mio partito, l'Udc, infatti, non aveva raggiunto il 3 percento, e il mio 9 percento in quelle condizioni non aveva valore. E così è passato solo il candidato a presidente della lista, Ferrero".

Nel 2009 Chiono si ripresenta e vince. Idem nel 2014. L'ultima sua elezione è stata nel 2019 e quello che sta per concludersi è il suo terzo mandato consecutivo.

Nonostante sia in approvazione una legge che toglie il limite dei tre mandati per i piccoli Comuni, Chiono non vuole più presentarsi. A pesare non sono certo i suoi 72 anni, ma quelli trascorsi lottando per cambiare le cose senza ottenere i risultati sperati. 

"Sono al capolinea, mi ritiro. Il problema è che mi sono stufato. Per i piccoli comuni non c'è alcuna attenzione. Ed è sempre peggio. In questo momento mi ritrovo a lavorare solo con quattro dipendenti e quando ci sono tutti sono sei. Eppure abbiamo 1680 dipendenti e il lavoro è lo stesso che c'è nei grandi Comuni. E non sono mancati i momenti in cui sono rimasto da solo. Fossi stato assente anche io avrei dovuto chiudere il Comune. In un contesto del genere, poi, divento un sindaco cattivo perché non riesco a dare le ferie ai dipendenti. Ma siamo paurosamente sotto organico".

Chiono sospira, allarga le braccia: "Sicuramente una grossa colpa è mia, ma anche dei miei colleghi. La realtà è che il 70% dei comuni in Piemonte sono in questa situazione".
Una constatazione amara per uno come lui che è stato tra i fondatori dell'Associazione Italiana Piccoli Comuni: "L'Anpci è nato proprio per dare voce alle piccole realtà. C'è stato un momento in cui volevano proprio cancellarci, farci sparire. Battaglie ne abbiamo fatte, ma non so se siano servite davvero. Spesso ci ritroviamo al punto di partenza".
A pesare, però, sono anche le ultime battaglie combattute con poco successo sul territorio: "La storia dell'appalto relativo alla raccolta rifiuti è stata massacrante. Io e un manipoli di altri sindaci abbiamo lottato con tutte le nostre forze. Gli altri colleghi ci guardavano come degli alieni. Ed ora ci danno tutti ragione. Quel capitolato d'appalto faceva pena. E il problema dei bidoncini è solo uno. Un po' per volta verranno a galla tutti gli altri problemi".
Ci sono opere pubbliche di cui si parla da decenni e che ancora oggi sono sulla carta, come la Lombardore Front: "Ho sempre detto che finché non l'avessero realizzata avrei continuato a fare. Ma c'è un limite a tutto... mi arrendo".
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