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Ivrea

La Fondazione del Carnevale taglia la testa ad Alberto Tosin. Ecco le braje bianche

Oggi riunione movimentata, tra riconferme, conferme dei gossip e... una prima nomina

Carnevale, Ivrea, battaglia arance

Alberto Tosin

Lo scorso fine settimana? Decisamente  movimentato dalle parti della Fondazione dello storico carnevale. “Quello sì, quello no!, quello boh”.

La verità? Cambia chi comanda ma non la musica ed è di nuovo un gioco ad excludendum sulle “braje bianche” o “aiutanti di campo” che dir si voglia.

Sul tavolo, o meglio, alla segreteria del sindaco Matteo Chiantore, erano arrivate, così come previsto dal Bando di arruolamento emanato dal cittadino designato al ruolo di Generale Alberto Bossino,  sei domande. Di Marco Campanella, Massimo Lova, Alberto Tosin, Riccardo Paglia, Vito Donato Mastrofrancesco e Riccardo Zannini.

alberto Tosin, braja bianca

E siccome nell’edizione del 2023 le braje bianche erano state indossate da Dario Vallino (Addetto del Generale) alla sua quinta e ultima esperienza e poi da Alberto Tosin (Addetto allo Stato Maggiore), Riccardo Paglia (Addetto alla Mugnaia) e Massimo Lova (Addetto del Generale), fino a domenica mattina si presumeva che tutte e tre sarebbero stati confermati, con l’aggiunta di Riccardo Zannini per fine espiazione delle colpe che avevano portato ad una sua “condanna” firmata dall’ex vicesindaca Elisabetta Ballurio travolta da un messaggio sessista sul suo conto firmato su whatsapp proprio da Zannini.

Stando ad una tradizione non scritta, infatti, avendo fatto sole tre campagne, Tosin, Paglia e Lova avrebbero dovuto farne almeno altre due.

...E invece no! Non è andata così. In perfetto clima di “restaurazione” ci voleva un patibolo ed almeno una testa da tagliare. Morale?

Sono stati confermati Riccardo Paglia e Massimo Lova ma non Alberto Tosin, che evidentemente paga l’amicizia con l’ex Generale Vincenzo Ceratti e i vecchi amministratori comunali.

Ci sarà, invece, nonostante tutto Riccardo Zannini. Infine, alla prima nomina,  Vito Donato Mastrofrancesco.  

Che dire! Che la storia degli ultimi anni non ha insegnato proprio un bel cavolo di nulla e continua, in modi diversi, la battaglia tutta politica tra ufficiali di centrodestra e ufficiali di “centrosinistra”.

E se qualcuno non la vuole considerare una questione politica, beh!, allora, sarebbe anche peggio perchè la “guerra” che si combatte ormai da anni intorno allo Stato Maggiore (con tanto di ricorso al Tar) avrebbe dei risvolti tutti personali, di ambiente chiuso, di roba che nulla ha a che fare con una manifestazione che è soprattutto festa.

Qualcuno ci sa dire quali sono stati i criteri utilizzati? Non li chiederemmo - e ce ne staremmo alla larga - se la Fondazione fosse un soggetto privato, come lo fu il Consorzio, ma è una sorta di “municipalizzata” ed ogni decisione, almeno sulla carta, dovrebbe essere presa in maniera pubblica e trasparente. 

Tosin per assurdo, tra tutti, aveva ed ha un’anzianità che non poteva passare inosservata. Arruolatosi per la prima volta nel 1999, sta lì da più 25 anni.

Si dirà che s’è presa la decisione di inserirne due nuovi e lasciarne due vecchi. E se questo è un ragionamento allora va bene tutto, anche il quarto uomo, inserito in via sperimentale e del tutto eccezionale l’anno scorso solo per accontentare il Circolo ufficiali.  Una richiesta accolta, per il quieto vivere, dall’allora Sindaco Stefano Sertoli ma limitata al solo 2023.

In considerazione del fatto - dissero e scrissero - che nel corso degli ultimi anni erano stati chiamati ad un numero sempre maggiore di impegni...”.

Ci si chiede a questo punto se Matteo Chiantore sia stato interpellato o meno e come gliel’hanno venduta.

Perchè il sindaco?

Perchè è a lui che spetta ogni decisione sui personaggi, sugli aspetti e sui momenti della Storica Manifestazione non codificati nel Cerimoniale, evidentemente non prima di aver consultato gli Organizzatori, il Generale ed il Sostituto Gran Cancelliere.

E delle due l’una: o ha condiviso tutto o il suo tacito assenso potrebbe essere considerato come un’Ok alla guerra. Della serie: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi....”. Un po’ come l’abate cisterciense Arnaud Amaury, principale responsabile politico della crociata contro gli albigesi (eretici catari) in Occitania (1209-1229), rispondendo a un soldato durante al battaglia di Béziers del 1209...

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