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“Sbattitene il c... e mandali a f…". Frase shock in consiglio comunale

E' successo quando sui tavoli sono atterrati gli emendamenti alla mozione sulla Striscia di Gaza

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In consiglio comunale a Ivrea a microfoni accesi

Miracoli del web, senza filtri né censure. Ad un certo punto, in diretta streaming, a microfoni accesi (e avrebbero dovuto essere spenti) dalla grigia e fredda sala del consiglio comunale di Ivrea, qualcuno s'è lasciato andare ad una frase che definire "sconcia" è forse un po' pochino....

“Sbattitene il cazzo e mandali a fanculo…”. 

Una dichiarazione da raggelare i polsi e pure gli animi non fosse che in quella stanza (brrrrrr......)  tutti erano già infreddoliti e con il cappotto addosso per "disposizione" del sindaco ecologista.

Signore e signori, ladies and gentlemen, madame et monsieur, mein Damen und Herren, benvenuti nell’irriverente Ivrea… 

Parole grosse, parole crude che di più crude di così non si sarebbe potuto.

All’ordine del giorno la mozione, presentata e firmata dai capigruppo di maggioranza, sulla guerra che si sta combattendo nella Striscia di Gaza, e sui 14 emendamenti presentati dal capogruppo di opposizione Andrea Cantoni che avrebbero potuto mandare in tilt ogni genere di discussione e dibattito. Insomma roba seria...

Il consigliere comunali Andrea Cantoni

Stando a quel che si dice, a pronunciarla sarebbe stato un impiegato del Comune, in grande confidenza con sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza...

Diciamo che è andato oltre a quel che si legge nel manuale in dotazione sul buon comportamento istituzionale.

Una sorta di surreale incursione nella politica di un attore della Compagnia teatrale dell'imprevedibilità. 

Impossibile pensare ad un improvviso desiderio di protagonismo o ad un’ispirazione tratta da alcune scene de  "Il Padrino" o di  “House of Cards". Più verosimilmente stanco di un consiglio comunale che stava andando per lunghe.  Con la flebo attaccata dopo il racconto delle linee programmatiche tracciate dal primo cittadino (durate più di un’ora), il “nostro” ha comunque regalato a tutti un momento di spettacolo o “avanspettacolo”, di sicuro una performance non programmata o se si preferisce “improvvisata”.

Cosa è successo dopo? Nulla! Qualcuno s'è messo a ridere, qualcun altro s'è accorto dei microfoni accesi.

"Chiudete l'audio, chiudete l'audio!". La speranza è che non ci fossero bambini davanti al Pc ad ascoltare. Si dirà loro che era solo una battuta, un intercalare tra i tanti che "i grandi" sono abituati a pronunciare, un tanto al chilo...  Insomma: Amen!

Solo un appunto. Se questo è il livello di "amicizia" tra impiegati e politica, chissà quante se ne dicono, nelle segrete stanze, sui rappresentanti delle Opposizioni. 

"Occhio che prima o poi arrivano i fuori onda del Gabibbo...!" s'è lanciato, sul finale, in una battuta il consigliere comunale di Azione Italia Viva Massimiliano De Stefano.

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