AGGIORNAMENTI
Cerca
Ivrea
30 Novembre 2023 - 08:00
In foto il tunnel ferroviario. Elisabetta Piccoli e Francesco Comotto
C’è una cosa che i politici, i consiglieri comunali e assessori dovrebbero fare ogni tanto: cospargersi il capo di cenere ammettendo il proprio fallimento. Sull’elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta, anche l’altra sera, in consiglio comunale, si è assistito ad un dibattito surreale, tutto concentrato sullo scaricabarile e sull’io che ne posso.
Definirlo fastidioso, inutile, senza capo ne coda, è dire poco.
All’ordine del giorno una mozione che furbescamente non intendeva parlare degli scarsi risultati raggiunti nelle trattative con RFI, Regione e Trenitalia per evitare i lavori di ampliamento del tunnel ferroviario, ma solo dei silenzi di questi ultimi mesi, in cui la giunta s’è fondamentalmente solo occupata di “compensazioni”.
Dall’altra una maggioranza di governo incapace di ammettere di aver un po’ preso per i fondelli i cittadini e gli elettori con la favola che con loro si sarebbe potuto ottenere di più.
“Abbiamo saputo cosa si è deciso nel corso del dibattito organizzato alle Officine H. Se questa voi la chiamate trasparenza..”, s’è lamentata Elisabetta Piccoli.
Chiaro a tutti che i racconti di chi c’era prima e di chi è venuto dopo non combaciano per niente.
Il sindaco Matteo Chiantore e l’assessore Francesco Comotto giurano e spergiurano che è solo per merito loro se il dosso sul lungodora è passato da un metro a 58 centimetri. Ed è sempre per merito loro se tra le compensazioni è stato inserito il progetto di raddoppio selettivo della linea Chivasso-Ivrea. Piccoli ha sostenuto l’esatto contrario e cioè che la promessa di abbassare il dosso era già stata portata a casa da Sertoli, così come il progetto.

Un momento della protesta organizzata dalla lista Viviamo Ivrea durante la campagna elettorale
“Porterò carte e registrazioni in commissioni. Ne parleremo lì e vedremo chi ha ragione!” ha insistito.
Esisterebbe, dunque, solo su una differenza. Il centrodestra avrebbe preferito la costruzione di una passerella ciclopedonale a fianco del tunnel, il centrosinistra l’ha cancellata e ha opotato per la risistemazione del Valcalcino.
“In campagna elettorale non abbiamo mai promesso di interrompere i lavori di una cosa che era già definita. Si è sempre detto che ci saremmo battuti per cercare alternative o mitigare al massimo l’impatto dei lavori. - è intervenuto l’assessore Comotto - In questi mesi non abbiamo avuto neanche il tempo di respirare. Il progetto esecutivo è ancora in fase di definizione e mano a mano che si delinea cercheremo di mitigare al massimo i disagi. Ricordiamo che la soprelevazione era di un metro, ma alla fine siamo riusciti a ottenere una risagomatura di soli 58 centimetri con il piano marciapiede di 48 centimetri.... Abbiamo confermato la risistemazione del lungodora la cui spesa passa da 200 a 400 ma quando siamo arrivati alla passerella sono emerse delle problematiche. Agganciarla sopra al ponte o lateralmente non si riesce. Si sarebbero dovuti fare dei pilastri e sarebbe costato più di 2 milioni, allora abbiamo pensato di candidare il Valcalcino...”.
Che detta così sembra quasi che si sia fatto uno “sconto” a Rfi.
“Noi all’ampliamento del tunnel - ha inforcato Piccoli - ci siamo sempre opposti, anche in consiglio comunale, con una mozione votata all’unanimità. Era noto c sarebbe stato quasi impossibile, opporsi ai lavori ciononostante in campagna elettorale il candidato a sindaco Matteo Chiantore ha cavalcato la protesta....”.
E sempre Piccoli, oltre ad aggiungere che durante il suo governo si stava lavorando per la “gratuità del tratto autostradale tra Albiano e Quincinetto”, ha ricordato che la passerella avrebbe avvicinato lo stadio canoa alla città ma anche e soprattutto “abbellito” e reso turisticamente interessanti i locali sotto il lungodora (“così come richiesto dalla Soprintendenza”) che sono meravigliosi e meravigliosamente abbandonati, ma rappresentano qualcosa di unico.
“Io non dico che questa sia l’opera che assolutamente andava fatta, ma sarebbe stato giusto parlarne. con i consiglieri comunali di opposizione. C’è una parte della città che ha votato noi. Non sto dicendo che quel che fate voi è sbagliato, ma avremmo voluto spiegarvi le nostre ragioni... Tutto qui!”.
Infine sul Valcalcino che la passata amministrazione (la sua) avrebbe voluto alienare e, con i soldi, sistemare gli uffici di via Cardinal Fietta
“Se non siamo riusciti a farlo è solo perchè dovevamo prima modificare la destinazione d’uso in “turistica” - ha premesso l’ex vicesindaca - Questa città ha troppi immobili comunali e tutti maltenuti. Abbiamo provato a vendere l’ex Jervis ma è difficile. Compensazioni significa compensare. Di certo non i cittadini se poi il Valcalcino viene dato ad altri. Come si possono sentire compensati i cittadini?”
Sullo stesso solco il consigliere comunale Andrea Cantoni.
“Nonostante i proclami del candidato a sindaco in campagna elettorale, tutti abbiamo fatto un bagno di realtà. Però ci sono persone che hanno creduto a quel che si diceva. Dopo mesi di silenzio abbiamo appreso delle compensazioni solo nel corso dell’assemblea alle Officine h. Ho fatto fatica a comprendere il senso della serata visto che non sono state date risposte ...”
E poi anche lui sul Valcalcino.
“E’ il privato che deve investiresull’ex Valcalcino - ha più o meno argomentato - Perchè utilizzare le compensazioni per fare i suoi interessi? Non è un’accusa di corruzione e mi conforta sapere che non si sono presi accordi. Se fosse il contrario sarebbe un problema molto serio. Sono però anche preoccupato. Cosa succederà se poi il privato non c’è? Ci saremmo bruciati le compensazioni per nulla. Non so che cosa dire. La situazione è brutta....”.
In ogni caso “il galateo istituzionale avrebbe imposto un maggior dialogo con le Opposizioni. Se siamo qui è perché i cittadini ci hanno votati. Se queste decisioni non vengono prese in consiglio o in commissione dove vengono prese?”
E delle due l’una... “O le riunioni di maggioranza esterne ed estranee sono diventate l’organo deliberativo di Ivrea oppure anche i colleghi di maggioranza sono stati esclusi e non so quale dei due scenari sia il peggiore...”.
Chiara, coincisa e puntuale la risposta a Piccoli del sindaco
“Le parole stanno a zero, nelle richieste formali il raddoppio selettivo non c’era. Noi lo abbiamo messo nero su bianco....”.
E poi con la favella di un codice di procedura civile....
“Questa mozione parte purtroppo da un presupposto artatamente errato al fine di ingenerare nel lettore un falso intendimento e quindi di screditare il risultato raggiunto da questa amministrazione. Dire che si era proposto il progetto di fattibilità del raddoppio selettivo è falso. E’ errato! Non è vero. Un conto è scrivere in una lettera che si può chiedere una cosa, altra cosa è chiederla. Nelle richieste ufficiali la richiesta del progetto di raddoppio selettivo non c’era. Cercate di sminuire quello che abbiamo ottenuto...”
Per il resto tanto inutile contorno con Emanuele Longheu pronto a sottolineare la differenza che c’è tra un immobile privato (l’ex tipografia) e un immobile pubblico (il Valcalcino) tra una città ricca di posti in cui andare a dormire e Ivrea, con gli atleti del canoa, nei giorni di gara, sparpagliati in tutto il Canavese.
A ruota Paolo Noascone sul valore economico delle compensazioni, considerando che la passerella sarebbe costata a RFI decisamente di più rispetto alla sistemazione del Valcalcino...”
E poi Andrea Gaudino sull’importanza dell’elettrificazione che è da considerare una grande occasione per la mobilità sostenibile e un passo importante verso il servizio ferroviario metropolitano, Nella Franco sulla totale condivisione nel lavoro che fa la giunta e, infine, con la verità in bocca, Barbara Manucci su quell’incontro organizzato a Roma, presso il Ministero dei trasporti, dal consigliere comunale Maurizio Perinetti con l’allora onorevole Davide Gariglio e il sindaco Stefano Sertoli.
“Era il 29 dicembre ed era già stato tutto deciso. Quando ci siamo insediati l’unica cosa su cui si poteva incidere erano le opere di compensazione ...”.
Sante parole...
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.