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Ivrea

Comdata e Digid: Fratelli d'Italia non partecipa al voto. I consiglieri comunali discutono con il cappotto

Nel 2024 tavolo permanente sui problemi legati al lavoro

Comdata e Digid: Fratelli d'Italia non partecipa al voto. I consiglieri comunali discutono con il cappotto

Dito puntato su Andrea Cantoni e Gabriele Garino dei Fratelli d'Italia.

"Mi spiace vedere che la destra non partecipa al voto....". Così Massimiliano De Stefano di Azione Italia Viva, al consiglio comunale riunitosi ieri sera. 

A domanda sul perchè si sia volatilizzato, Cantoni ci ha risposto con un "No Comment" che vuole dire tutto o niente.  

Qualcuno pare lo abbia però visto chiuso in bagno e questo darebbe a quel "No comment" un significato tutt'altro che politico, ma tant'è!

Al centro del dibattito, andato in scena in una sala del consiglio con i riscaldamenti spenti, i 25 lavoratori della commessa ARIA (Regione Lombardia) passata da Comdata a Digid. Sul tavolo una mozione per chiedere "lumi" all'Amministrazione comunale su quel che si è fatto e che si farà.

De Stefano prima del voto ha modificato il testo in funzione delle novità giunte da Torino.

In consiglio regionale, infatti, l'assessore Elena Chiorino, in risposta ad un'interpellanza del consigliere Alberto Avetta del Pd, ha comunicato d'aver contattato l’assessorato al Lavoro della Regione Lombardia e di essere in attesa di riscontri, nel solco di una proroga concessa dalla Regione Lombardia sino al 10 dicembre.

«Finalmente la giunta Cirio – aveva commentato Avetta si è attivata con la Regione Lombardia relativamente alla vicenda Comdata e all’applicabilità della clausola sociale che consentirebbe di salvaguardare tutti i 69 posti di lavoro (di cui 25 a Ivrea, ndr) del call center Comdata. Ma la vicenda Comdata è parte di una crisi più ampia, quella che riguarda il comparto delle telecomunicazioni nel Canavese e in tutto il Piemonte, che necessita urgentemente di un impegno determinato da parte dell’amministrazione regionale che vada al di là delle specifiche situazioni di crisi».

Sulla questione, l'altra sera, Massimiliano De Stefano  ha chiesto l'istituzione di un tavolo di lavoro con le aziende e i sindacati.

"La clausola sociale - ha inforcato - è un diritto dei lavoratori che va salvaguardato, è assurdo che lo faccia il privato, ma quando lo fa il pubblico è ancora peggio. Già ci siamo trovati in situazione simile con Inps qui a Ivrea. Col pubblico prima eri garantito, ora non più, poi quando invitiamo i privati ad assumere un atteggiamento diverso non siamo più credibili". —

D'accordo con De Stefano la consigliera comunale di Viviamo Ivrea Vanessa Vidano.

"Condivido la preoccupazione di questi giorni sulla crisi del comparto delle telecomunicazioni - ha specificato - Dobbiamo prestare la massima attenzione ad un fenomeno che ci vede coinvolti. Un ente pubblico che non considera la clausola sociale è qualcosa di tragico. Se non la considera l'Ente pubblico come possiamo pensare che lo faccia il privato?"

L'assessore con delega al lavoro Gabriella Colosso, dal canto suo, ha dato notizia di un incontro in programma per oggi e concesso dalla Digid, al quale parteciperà anche il sindacato, ma non la Regione Lombardia.

Tra gli obiettivi del prossimo anno, un tavolo permanente sul lavoro.

"Il comparto delle telecomunicazioni  - ha sottolineato il sindaco Matteo Chiantore - sta subendo una crisi ineluttabile dovuta ad una erosione dei margini reddituali. Le nuove tecnologie avanzano ma abbiamo un personale con un know how importante che va oltre le mansioni di call center. Ci sono persone sui cui si deve continuare investire e noi vogliamo che si torni ad investire su Ivrea...".

E se la consigliera comunale Elisabetta Piccoli si è dichiarata soddisfatta del lavoro svolto dall'amministrazione comunale, il consigliere Andrea Gaudino ha chiesto lo sforzo di tutti per evitare un triste epilogo. Infine Habib Benoukaiss ha puntato tutto sulla necessità di una seria analisi di mercato sulle aziende che ci sono e su quelle che potrebbero investire in Canavese. Ha aggiunto la necessità di fare formazione ai giovani: "Molte aziende vorrebbero assumere ma non trovano personale preparato...".

Fine del dibattito, aperta la parentesi.

"A luglio qui c'erano 40 gradi, adesso si muore dal freddo e sempre di stare in Siberia - s'è lamentato sorridente De Stefano -  Non è bello ragionare e discutere con cappotti cappello e guanti....".

Riscaldamento spento mica per niente, considerando che il sindaco Matteo Chiantore, ha firmato un'ordinanza per posticiparne l'accensione e anticipare la chiusura.

"Ad alcune signore sono andato a spiegare perchè stiamo facendo questo - ha poi inforcato Chiantore - Lo facciamo per i loro figli e i loro nipoti. Oggi siamo abituati troppo bene e il clima non è tanto d’accordo con noi. Dobbiamo lavorare per ridurre le emissioni. Quest'Amministrazione ha una coscienza ambientalista...".

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