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Ivrea ci prova e chiede 500 mila euro al Ministro per un progetto turistico al Valcalcino

Dito puntato sull'ex casa del custode con l'obiettivo di accogliere i pellegrini. Il sogno del sindaco Chiantore

Matteo Chiantore

Matteo Chiantore

Un colpaccio del sindaco Matteo Chiantore. S’intende se le cose andranno come lui vorrebbe che andassero e non c’è motivo di pensare che non possa succedere.

Al centro dei suoi sogni o, se si preferisce, dei suoi “incubi” notturni c’è l’ex Caserma Valcalcino. 

Da un lato ha chiesto di inserire la risistemazione di uno dei due edifici tra le compensazioni che RFI ha promesso alla città  per il caos conseguente ai lavori di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta, dall’altra s’è candidato ad un bando del Ministero del turismo per la riconversione dell’edificio denominato “Ex casa del custode”.

Vuole trasformarlo in un punto di accoglienza e di pernottamento per i pellegrini della Via Francigena, come ce ne sono tanti sul Cammino di Santiago, con un’area info point, uno spazio predisposto per le linee internet utilizzabile per la sosta breve, servizi igienici aperti al pubblico, due camere da letto, più una cucina-salotto.

Parliamo di un progetto “Cammina, Ivrea ti accoglie” del valore di 485.000,00 nell’ambito dei soldi (a fondo perduto) messi a disposizione dal Ministero del turismo per lo “sviluppo dell’offerta turistica dei cammini religiosi italiani” con particolare riferimento ai livelli qualitativi, alle infrastrutture, ai servizi, al miglioramento dei percorsi, al ripristino della percorribilità, all’installazione di segnaletica e di dispositivi di primo soccorso, alla digitalizzazione  ecc…

Tutto fuorché un’idea campata per aria, considerando che Ivrea è una tappa (la numero 6) della via Francigena.

Il bando prevede che tutti gli interventi ammessi debbano essere realizzati e completati entro il termine perentorio di due anni dalla data di comunicazione del provvedimento di ammissione mentre i servizi per la fruizione turistica devono essere attivati entro sei mesi dalla conclusione degli interventi candidati e realizzati.

“L’Amministrazione - si legge in delibera - ritiene la Via Francigena un elemento strategico per lo sviluppo economico e turistico di Ivrea anche a fronte dell’incremento di camminatori che apprezzano i percorsi naturali e cittadini. Ivrea   è anche   tappa del tratto Canavesano del Cammino di Oropa…”.

  

Ivrea e la via Francigena

La notizia era stata data con sottofondo di rulli di tamburi nell’aprile del 2022.

La città di Ivrea era ritornata a far parte dell’Ufficio di Presidenza dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, l’organismo che coordina la valorizzazione dell’itinerario e che conta 206 soci, tra Comuni, Regioni e Province. 

La decisione, almeno così si disse, era stata  fortemente sostenuta dai vertici dell’Associazione nel corso dell’annuale assemblea a Canterbury. 

Un gradito ritorno considerando che i rapporti con l’Associazione si erano chiusi nel 2019, quasi in contemporanea con l’arrivo della nuova Amministrazione comunale targata centrodestra, il tutto a pochi mesi dall’assemblea annuale del 2018 che s’era svolta proprio a Ivrea, non a caso ma grazie al gran lavoro dell’allora  assessore Andrea Benedino alla ricerca di un motivo in più per portare turisti in città.

Incredible ma vero, al  convegno tenutosi a Besançon, circa un anno dopo, Ivrea non s’era presentata ed era stata “declassata”.  

Tutti in altre faccende affaccendati. L’ex sindaco Stefano Sertoli a dare pacche sulle spalle, la vicesindaca Elisabetta Piccoli a fare l’agente 007, l’assessore all’urbanistica Michele Cafarelli a litigare con i progettisti del Prgc ecc…, l’assessore alla polizia municipale Giuliano Balzola “da Crescentino” a trovare un modo per farsi salutare da vigili come si deve eccetera eccetera.

Da qui le polemiche scatenate da questo giornale, mica per niente considerando che Ivrea era stato uno dei soci fondatori di quest’Associazione e che l’Amministrazione Della Pepa aveva lavorato molto su questo fronte, tra le altre cose inaugurando un chiosco informativo gestito dai volontari, in una posizione ben visibile dai pellegrini. 

Storie vecchie, di un tempo che presto ci dimenticheremo tutti. Anni in cui si è passati dalle cronache dell’Amministrazione della cosa pubblica a quelle di Pinocchio. Ogni giorno se ne scopriva una fatta male o dimenticata in un cassetto. Solo che al contrario della favola di Collodi, era inutile sperare nell’arrivo della fatina a rimettere insieme i cocci. 

Un’occasione quella delle Vie Francigene ancora tutta da sfruttare e che potrebbe consegnare a Ivrea e ai Comuni che si trovano lungo il percorso di uno specifico tratto, quello di Sigerico (tra cui Bollengo, Carema, Settimo Vittone, Borgofranco, Montalto Dora, Cascinette, Burolo, Palazzo, Piverone, Azeglio e Viverone) un nuovo slancio turistico con la candidatura a patrimonio dell’Unesco. Un volano per promuovere e valorizzare l’Italia come un vero e proprio “museo diffuso“ ampliando e diversificando l’offerta dei flussi turistici tradizionali.

I promotori vorrebbero presentarla in occasione del Giubileo 2025, forti anche di numeri incoraggianti: i visitatori stimati sulla via Francigena – fanno sapere da Aevf – avevano raggiunto la cifra di 50.000 l’anno prima della pandemia e, dopo lo stop imposto dal Covid, sono tornati a crescere l’anno scorso. Un aumento confermato anche dalle prime evidenze del 2023.

Patrimonio Unesco

Il percorso della candidatura Unesco della Via Francigena, iniziato nel 2010 e poi ripreso nel 2015, ha visto dal 2017 lo svolgersi della prima vera fase operativa che ha coinvolto il MIBAC (Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali), le Regioni italiane e l’Associazione Europea delle Vie Francigene, quale soggetto tecnico. La prima fase dell’analisi preliminare del tratto italiano, presentata nella primavera 2018, grazie al lavoro congiunto delle sette Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Lazio, con Regione Toscana come capofila) MIBAC e Associazione Europea delle Vie Francigene, si è conclusa positivamente con l’inserimento nella tentative list nazionale il 24 gennaio 2019.

Tra 2019 e 2020, mentre Ivrea “dormiva” si è conclusa anche la seconda fase mirata alla definizione dello studio di fattibilità europeo (Framework) della candidatura che coinvolge Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia e Santa Sede. All’interno di questo studio, è stata sviluppata una strategia di candidatura comprendente una proposta generale dell’intero itinerario, in cui sarà sottolineato come le sue distinte sezioni potranno essere individualmente, ed in tempi diversi, candidate nella Lista del Patrimonio Mondiale, lasciando comunque indiscusso il valore universale della Via.

Il Framework integrale, realizzato in stretta collaborazione con il Ministero italiano dei Beni Culturali, ha permesso di organizzare gli incontri internazionali di revisione (28 maggio e 24 giugno 2020), ai quali hanno partecipato i funzionari ministeriali di Italia, Svizzera, Regno Unito e Santa Sede. 

In occasione della grande marcia  “Road to Rome 2021. Start again!”, svoltasi tra giugno e ottobre 2021, il tema dell’UNESCO è stato richiamato in tutti gli incontri con le istituzioni e le associazioni locali. Sempre in giugno dello stesso anno, il Consiglio dell’Unione dei Comuni di Béthune-Bruay, Artois-Lys Romane (dipartimento Pas-de-Calais; regione Hauts-de-France) e i consigli municipali dei venti comuni dell’Unione attraversati dalla Via Francigena votano all’unanimità una mozione di sostegno alla candidatura inviata al Ministro francese della Cultura.

Il 6 luglio 2022, a Firenze, il Consiglio Regionale della Toscana, il Ministero Italiano della Cultura (MIC), il Ministero Italiano degli Affari Esteri, e le regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e Lazio firmano il Protocollo d’Intesa per il prosieguo e l’impulso alla candidatura UNESCO.

Ecco di tutti questi ultimi passaggi sotto le rosse torri si è praticamente persa ogni traccia

Cos'è la via Francigena?

La Via Francigena è una strada percorsa da pellegrini, mercanti, soldati, commercianti che univa l’Europa del Nord a Roma, e poi fino a Brindisi e quindi a Gerusalemme. Percorre una via già nota ai tempi della Gallia Cisalpina e del Regno Longobardo, metteva in comunicazione la pianura padana con lo Stato della Chiesa e altri ducati del centro Italia. 

E’ stata la prima Via Romea. Il tragitto base di 79 tappe si rifà al diario di viaggio tenuto del vescovo britannico cattolico Sigerico, quando nel 990 fece rientro alla sua cattedrale di Canterbury nel Kent inglese dopo aver ricevuto a Roma dal Papa Giovanni XV° il Pallio Arcivescovile, tuttora custodito a Londra alla British Library. 

Oggi, la Via Francigena come altri percorsi storici di mercanti, di migranti e di pellegrini, viene riscoperta come escursione, come esperienza di turismo e movimento lento, attraverso più Paesi Europei, oltre 650 comuni o villaggi tutti da riscoprire per qualità di vita, di gusto, di paesaggio, di cultura.   

Sigerico impiegò 79 giorni a percorrere, perlopiù a piedi, tutti i 1.600 chilometri del tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 km circa al giorno. 

Le tappe verso l’Unesco 

• Nel 1993, su iniziativa del Ministero del turismo italiano e delle 7 Regioni, il progetto della Via Francigena viene promosso a livello europeo, ricevendo l’approvazione dalla Commissione Europea nell’ambito del Piano di Azione Comunitario in favore del turismo ed ottenendo il riconoscimento di itinerario culturale del Consiglio d’Europa il 21 aprile 1994 (Direzione educazione, cultura e sport, protocollo n. 459 del 4 maggio 1994). 

• Nel 2001 viene fondata a Fidenza l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF). Oggi tale associazione coinvolge oltre 100 enti locali e regioni europee. AEVF è stata riconosciuta nel 2007 come “réseau porteur” per la tutela, salvaguardia e valorizzazione dell’itinerario del Consiglio d’Europa. 

• Il 9 dicembre 2004, a Wroclaw, il Consiglio d’Europa dichiara la Via Francigena “Grande itinerario culturale del Consiglio d’Europa”..

• Nel corso degli anni il Ministero per i Beni e Attività Culturali dota alcuni tracciati (972 chilometri) di una segnaletica adeguata (circa 6.000 cartelli, uno ogni 500 metri). 

• Nel luglio del 2015 il sindaco di Bollengo Luigi Sergio Ricca porta in consiglio comunale un’ordine del giorno, raccogliendo l’invito rivolto da 33 deputati (primo firmatario Susanna Cenni). 

• Il 24 gennaio del 2019 il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’ UNESCO esprime parere positivo all’iscrizione nella Lista propositiva nazionale della candidatura della “Via Francigena in Italia”.  Iniziata la seconda fase per la definizione dello studio di fattibilità europeo della candidatura che coinvolge Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia. 

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