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Ivrea

Tunnel ferroviario: conto alla rovescia. All'assemblea Chiantore "non ribatte" e lo scontro non c'è!

Bacchettato da Cadigia Perini e dalle sorelle Rodda che abitano proprio al civico 1 di via Riva

Giovanna Rodda

Giovanna Rodda

Martedì scorso fuori dalle Officine H, alle 17,30, poco prima dell'inizio di una conferenza organizzata dall'Amministrazione comunale con RFI per raccontare dove si è giunti con il progetto di "elettrificazione" delle linea Ivrea - Aosta, c'erano Franco Giorgio e Cadigia Perini a volantinare.

 

"Non è l'incontro di confronto che ci aspettavamo ma solo un incontro informativo per illustrare nel dettaglio gli interventi previsti - dicono e scrivono - Non si discuterà se aprire o meno i cantieri della galleria. L'Amministrazione sembra infatti ormai aver accettato di avviare i lavori nonostante l'opposizione netta espressa dall'attuale maggioranza in campagna elettorale...".

Insomma, fuori il centrodestra che governava prima, avanti con il centrosinistra che governa oggi, ad opporsi all'ampliamento del tunnel che passa sotto la città sono rimasti solo più quelli di Unione Popolare. Si dirà che è troppo poco e, infatti, è proprio così. Siamo al Sertoli Bis? Boh!

Alla fine di un incontro durato meno di 2 ore e terminato alle 20 in punto (perchè così ci si era messi d'accordo con i gestori dell'edificio) quello che si è detto non ha aggiunto granché alle cose che già si sapevano.

Inizio dei lavori di elettrificazione della linea (66 km) a partire dal 3 gennaio con chiusura entro la fine del 2026 (13 dicembre...). Due cantieri a Ivrea, uno al Meeting Point e un altro nei pressi della stazione.

E poi c'è il dosso, il famigerato dosso, in pantagruelico dosso, l'incubo di tanti cittadini: sarà di 58 centimetri.

Per, ampliare il tunnel ferroviario, bucare il lungodora e rialzarlo occorreranno non meno di 9 mesi, ma nessuno ci ha messo la mano sul fuoco come Muzio Scevola. Solo una promessa: i lavori cominceranno dopo l'edizione 2024 del Carnevale.

Tant'è. Si può solo prendere e "non lasciare"!.

All'altezza di piazza Perrone un unico senso di marcia sul lungodora che nell'arco dei mesi, all'altezza di via Riva, si sposterà ora di qua ora di là.

 

Al tavolo degli oratori l'ingegner Luca Bassani di RFI con il sindaco Matteo Chiantore e l'assessore Francesco Comotto.

"Non abbiamo tutte le risposte - ha fin da subito messo le mani avanti il sindaco - Si dovranno poi aprire dei tavoli con l'impresa appaltatrice...".

Che la tempistica del cantiere sia così scontata nessuno è pronto a giurarci.

"Quali assicurazioni abbiamo che il cantiere in centro città chiuderà entro un anno..." ha subito inforcato il consigliere Massimiliano De Stefano.. Risposta: nessuna. Tutto dipenderà dalla ditta che eseguirà i lavori ma anche dalle tubature e dai cavi che ci sono lì sotto per luce, acqua, gas, telefonia.

Altri appunti sui trasporti. Da Aosta partiranno 45 autobus al giorno e ne arriveranno altrettanti, stesso film a Ivrea, davanti alla stazione (dove verranno cancellati una quindicina di parcheggi). Arriveranno da via Jervis e se ne andranno via da via Di Vittorio.

"Chiudiamo la città per 9 mesi - è intervenuta Maria Rosa Rodda - Facciamo tutti questi interventi invasivi. Tutti questi disagi alla popolazione per la cattiva volontà di non trovare un’altra soluzione. Le soluzioni tecnologiche ci sono. Il progetto vecchio è del 2011. Io avevo già fatto opposizione. In 12 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante. Ci sono i treni bimodali, trimodali, ad idrogeno. Solo a Ivrea dobbiamo sconvolgere la città perchè non si ha la volontà di trovare un’altra soluzione…. Disfiamo tutto, disfiamo la fogna, il gas per non pensare a soluzioni meno invasivi che non facciano riferimento per forza a quel progetto che è vecchio di 12 anni..".

Maria Rosa Rodda

Parole al vento le sue e quelle della sorella Giovanna. Entrambe abitano proprio lì, al civico 1 di via Riva e per 3, 4 mesi o forse anche di più avranno dei grossi problemi ad entrare in casa o a utilizzare l'auto.

Su tutti il commento chiaro, preciso, puntuale, soprattutto senza sconti di Cadigia Perini. 

"Ci eravamo illusi di poter fare un incontro in cui si potesse discutere ancora qualcosa - ha stigmatizzato - In campagna elettorale io e il sindaco affermavamo che c’era un’alternativa. Sapevamo che lo scoglio era la Regione e non RFI. Tutti i giorni  la si doveva pressare .... E’ stato fatto? Siamo arrivati a questo punto ed è un peccato perchè molti cittadini ci hanno creduto quando dicevamo che là non si doveva fare quel lavoro lì. A ch abita a Ivrea tremano le vene ai polsi. Già oggi con due corsie il traffico si blocca. Con una corsia il traffico dove lo mettiamo? E le ambulanza? Sembra di vivere in una bolla...".

E poi sempre Cadigia Perini sui dubbi che si erano sollevati in campagna elettorale. Sulle tenuta degli edifici, sul materiale di cui è composta la galleria, sul cronoprogramma che non c'è, sui 90 autobus che intaseranno la provinciale

"Se non si può fare nulla di diverso - ha concluso - non elettrifichiamo la linea perchè Ivrea crolla...".

Dopo di lei l'ex vicesindaca Elisabetta Piccoli. E' ritornata sulla campagna elettorale e sulle promesse di chi amministra oggi. Ha ricordato che il suo sindaco (cioè Stefano Sertoli) era andato a Roma con l'onorevole Davide Gariglio del Pd, che era membro della Commissione Trasporti della Camera. E poi ancora sulla'ordine del giorno approvato dal consiglio contro i lavori, sul parere favorevole dato dalla Soprintendenza, sulle compensazioni che devono essere discusse in commissione e non calate dall'alto ("non sarebbe democratico") e, infine, sulla viabilità compromessa da quella "sciagurata rotonda" dei tempi di Carlo Della Pepa.

"Io avevo anche proposto di andarci a legare..." ha intercalato ma evidentemente l'dea era stata cestinata.

Elisabetta Piccoli

Mirko Franceschinis

Mirko Franceschinis

Le risposte del sindaco? In verità poche. Apposta non ha cercato lo scontro e non ha difeso l'opera. Se n'è guardato bene, anzi no, se l'è studiata bene. Ha semplicemente fatto parlare tutti, con tanta educazione e un tono di voce da papà. Li ha lasciati sfogare e ci ha messo una frase ad effetto, peraltro neanche inedita, ma studiata a tavolino come solo un attore saprebbe fare. Senza alcun dubbio il sindaco più "furbo" che la città di Ivrea abbia mai avuto. Toni pacati, comprensivi e servizievoli è addirittura riuscito a strappare qualche sorriso qua e là... Applausi a scena aperta... E tutti vissero felici e contenti... 

"Io ci ho provato - ha concluso Chiantore prendendo a prestito il gioco del calcio - Non sono entrato all'89°. Sono entrato alla fine di una partita e altro non ho potuto fare che prendere atto del risultato...". 

L'assessore Francesco Comotto che in campagna elettorale aveva anche organizzato una manifestazione? Non ha praticamente quasi detto una parola...

Fine del dibattito o della rappresentazione teatrale (come aveva anticipato il consigliere comunale d'opposizione Massimiliano De Stefano).

Anzi no!. Mancavano le compensazioni. E saranno: uno studio di fattibilità per il raddoppio selettivo dei binari lungo la tratta Ivrea-Chivasso, la ristrutturazione dell'ex Valcalcino e la sistemazione del marciapiede sul lungo Dora. 

Seduto tra il pubblico anche Mirko Franceschinis, presidente dell'associazione pendolari.

Lui è favorevole all'opera. "Nove mesi di disagio sono nulla se si andrà a migliorare il servizio ferroviario, e tutti sanno quali disagi i pendolari vivono ogni giorno...".

Nuovo incontro a gennaio, con il cronoprogramma dei lavori.

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