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Valperga

Al Santuario, una sala con i caschi dei motociclisti morti lungo le strade del Canavese

Sono conservati in una speciale vetrina con accanto le foto dei ragazzi che non ci sono più

Al Santuario, una sala con i caschi dei motociclisti morti

Una preghiera di speranza e conforto parte dal Santuario di Belmonte a Valperga. E' una preghiera dedicata ai giovani centauri che hanno perso la vita sulle strade del Canavese.

"Che la cara Madonna di Belmonte accompagni questi bravi ragazzi, che ora corrono liberi e sicuri per le vie del cielo, e doni conforto e speranza ai loro cari quaggiù".

Nella cornice suggestiva del Sacro Monte, Patrimonio dell'Umanità Unesco, è stato dedicato un angolo speciale in ricordo di questi ragazzi, che hanno trovato la morte ad un'età media di 32 anni.

Si tratta della "stanza dei caschi," un luogo di preghiera dove sono esposti i caschi dei motociclisti che hanno perso la vita lungo le strade del Canavese. Ed accanto ad ognuno, è stata messa la foto del ragazzo che non c'è più.

La vetrinetta con i caschi dei motociclisti morti lungo le strade del Canavese

Questa nuova ala del Santuario si trova nel fondo della galleria degli ex voto, nella stanza precedentemente dedicata al piccolo museo. Qui, è stata creata la vetrina speciale.

La speciale stanza già esisteva, ma dal santuario, spiegano: "È parso conveniente, oltre che doveroso, dare a questa dolce e triste cornice dei ricordi il giusto spazio, in un ambiente raccolto, lindo e soprattutto luminoso".

Grazie all'aiuto prezioso dei volontari, la stanza è stata risistemata, imbiancata e riordinata. Mancano ancora il restauro dei serramenti e il cambio dei vetri, operazioni che verranno eseguite quanto prima.

La galleria degli ex voto e la stanza dei caschi sono ora aperte tutti i giorni dalle 9 alle 19, offrendo ai fedeli e ai visitatori un luogo di riflessione e ricordo per questi giovani centauri che ora, come recita la toccante preghiera loro dedicata, "corrono liberi e sicuri nelle vie del cielo".

Il Santuario di Belmonte è patrimonio Unesco

Ogni anno, le strade del Canavese diventano il palcoscenico di una tragica sfilata di eventi che lasciano un segno indelebile sulla comunità degli appassionati delle due ruote. I motociclisti, inseguendo la loro passione per la libertà su due ruote, pagano spesso un prezzo troppo alto. I numeri degli incidenti mortali dipingono una realtà sconcertante.

La stagione estiva, da aprile a settembre, è il periodo più critico con un picco degli incidenti mortali. Questo aumento potrebbe essere attribuito a una combinazione di fattori, inclusi condizioni meteorologiche favorevoli e un aumento del traffico. La necessità di rafforzare la sicurezza durante questi mesi cruciali è evidente.

I numeri non sono solo statistiche; rappresentano vite spezzate e famiglie colpite da tragedie. Ogni incidente è una drammatica storia umana che richiede un impegno collettivo per rendere le strade più sicure. La sensibilizzazione, la formazione avanzata per i motociclisti e l'introduzione di tecnologie di sicurezza innovative sono solo alcune delle misure che potrebbero contribuire a invertire questa tendenza allarmante.

Solo un approccio integrato, che coinvolga autorità, appassionati di moto e automobilisti, può portare a un cambiamento significativo e alla riduzione delle tragedie che si verificano sulle strade italiane.

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