AGGIORNAMENTI
Cerca
Ivrea
12 Novembre 2023 - 18:19
Call Center
Sono in sciopero dallo scorso lunedì 6 novembre. Sono le lavoratrici ed i lavoratori di Comdata coinvolti nella gara d'appalto ARIA - Regione Lombardia, con un'azienda aggiudicataria, la Digid Spa che, dopo una serie di false garanzie presentate ad un primo tavolo di contrattazione sindacale, non si è più presentata ad alcun incontro negando il diritto alla clausola sociale per i lavoratori della commessa.
La commessa scadrà il 20 novembre e a seguito del rischio di esuberi, esplicitamente dichiarato da COMDATA, derivante dalla mancata applicazione della clausola sociale, in via Jervis la preoccupazione è davvero molto alta.
Tutto ciò nel silenzio assoluto del committente pubblico, la Regione Lombardia, che proprio in quanto soggetto pubblico, dovrebbe responsabilmente farsi garante delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori che operano all’interno dei suoi appalti.

Era già successo con l'INPS. Nell’assegnare il proprio call center ad un’azienda controllata al 100% da sé medesima (INPS Servizi) aveva proposto ai circa cento lavoratori di Ivrea, ex fornitore del servizio, un’assunzione a condizioni salariali e di diritti pesantemente inferiori a quelle che avevano, conciò negando il diritto alla clausola sociale e peggiorando le condizioni di chi da anni gestisce un Numero Verde così importante per i cittadini.
"I cambi d’appalto nei call center - commentano le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil - continuano a rappresentare un forte rischio per i livelli occupazionali e per le condizioni di lavoro dei tantissimi lavoratori che operano nelle società di Customer in outsourcing. Stiamo assistendo ad una diffusa elusione della clausola sociale prevista dalla Legge 11/2016 e dal CCNL Telecomunicazioni, contratto prevalente nel settore, da parte di aziende pubbliche e private..."
Manco dirlo, a pagare il prezzo della deriva e della deregolamentazione delle gare d’appalto dei servizi di call center, è proprio Ivrea.
E dire che le Organizzazioni Sindacali avevano faticosamente ottenuto la definizione, all’interno di una legge, di un principio fondamentale di salvaguardia: “In caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, il rapporto di lavoro continua con l’appaltatore subentrante, secondo le modalità e le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale […]”.
Complessivamente ad oggi sono circa 100 le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti dalle mancate applicazioni della clausola sociale che hanno visto il loro lavoro uscire dalla porta principale della sede eporediese di COMDATA.
"Questa situazione non è più tollerabile! - stigmatizzano le Organizzazioni Sindacali - ci attiveremo con tutti gli strumenti necessari per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti anche attraverso ulteriori iniziative ma non è più procrastinabile un intervento delle Istituzioni atto a regolamentare le gare d’appalto nei call center e a chiamare i committenti, in particolare quelli pubblici, a responsabilità sociale e tutela delle condizioni di lavoro...".
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.