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Ivrea
27 Ottobre 2023 - 01:11
Andrea Cantoni
Le cose sarebbero andate più o meno così. Poco prima delle 19, cioè l'orario indicato per l'inizio del consiglio comunale, il presidente Luca Spitale ha formalmente richiesto una riunione della capigruppo per annunciare che, ai sensi del regolamento del consiglio (articolo 35), gli era giunta una contromozione della maggioranza alla mozione del centrodestra che chiedeva tra le altre cose di condannare l'attacco di Hamas e di illuminare il Municipio con la bandiera di Israele.
Può succedere - ha messo le mani avanti - sugli stessi argomenti all'ordine del giorno e la discussione deve avvenire contemporaneamente. Non l'avesse mai fatto.
Al primo firmatario Andrea Cantoni è salito il latte alle ginocchia. Insomma s'è incavolato nero. Tira di qua, tira di là, ad un certo punto ha deciso che, di andare in aula con due mozioni per vedersi bocciare la sua, proprio non gli piaceva e ne ha annunciato il ritiro.
Azz!!! Questo Spitale non l'aveva prevista. Nè lui, nei i restanti capigruppo di maggioranza che di discutere di Hamas e di Israele, di Gaza e di morti avevano una voglia che usciva da tutti i pori. Si erano preparati. Avevano preso appunti. Ritagliato pezzi di giornali. Avevano studiato gli ultimi giorni di guerra e snocciolato numeri come degli Einstein.

Luca Spitale e Matteo Chiantore
"Eh no! Così non si fa.... Eh no Cantoni non ci puoi fare questo", ci pare quasi di sentirli.
Morale? Spitale ha concordato con i gruppi di maggioranza il ritiro della contromozione, preavvisando però Cantoni una serie di emendamenti alla mozione in discussione, tra cui quella di almeno tre bandiere su "Pace, Palestina e Israele".
Dalla conferenza dei capigruppo al consiglio comunale il passo a questo punto è stato breve ma non è andata come in molti speravano che andasse. Cantoni ha preso la parola e ha ritirato la mozione prima degli emendamenti utilizzando anche lui l'arma del Regolamento (articolo 85) laddove si dice che una mozione ritirata non è emendabile e, neppure discutibile.
"Il presidente - si legge - provvede immediatamente a radiare la proposta dall'ordine del giorno ponendo termine alla discussione...".
E sarebbe dovuta finire qui non fosse che Spitale, con tutta quella gran voglia di parlare che c'era tra le file della maggioranza, a questo punto della partita, ha smesso di fare il presidente si è messo i panni dal capogruppo di maggioranza "relativa", lanciandosi in dichiarazioni relative al buonsenso che lui ci aveva messo e che da adesso in avanti non ci metterà più.
Booooooh?
Insomma si doveva parlare di guerra e si è finiti direttamente in "oggi le comiche", con un consiglio comunale che a guardarlo da fuori, più che un'assise democraticamente eletta per rappresentare i cittadini ha preso le sembianze di un'arena con tre giovanotti, Andrea Cantoni, Vanessa Vidano e Andrea Gaudino pronti a giocare a chi riusciva ad offendere di più, il tutto con l'appoggio incondizionato del presidente a minuti alterni Luca Spitale.
E ora delle due l'una o in tutto questo "parapiglia" è mancata una regia (la regia di Spitale) o la spinta a litigare è incontenibile.
Sul dibattito poco altro da aggiungere con Cantoni che in premessa e poco prima di abbandonare la seduta "con sdegno", oltre a spifferare quello che era successo qualche minuto prima ("E' giusto che si sappia il perchè del ritardo") e dare dei "democristiani" alla compagine di maggioranza, ha condannato gli atti terroristici compiuti da Hamas definendoli simili a quelli dell'Isis
"Con la mozione non si intendeva prendere una posizione sul conflitto, ma essere vicini ad un popolo che subisce attentati...".
E poi ancora sulle reazione del centrosinistra che lui "fa fatica a comprendere" e sulla volontà della maggioranza di "spostare il focus sul conflitto tra Israele e Palestina" che lui volutamente non aveva citato.
"Si chiede di esporre la bandiera della Palestina che non è riconosciuta dalla Stato italiano - è andato oltre - Potevate chiederci di approvare una lettera per riconoscere lo stato di Palestina...".
Fuori Cantoni la parole se l'è ripresa Spitale.
"Ho rinunciato a concedere una mozione alternativa per consentire il dibattito..." ha più o meno spiegato, non prima d'aver stigmatizzato il racconto di quel che ci si era detta in forma del tutto riservata alla capigruppo.
"Sono intervenuto con il buonsenso. Non è stato uno sgarbo istituzionale. Avevo stretto un accordo da gentiluomo - ha aggiunto - Comunico ai consiglieri comunali che da adesso in avanti ogni mozione presentata da maggioranza e minoranza deve aspettarsi una contromozione...".
Tant'è! Largo al dibattito intrascrivibile sulla mozione che non c'è sulla base di un articolo di regolamento che anche quello non c'è!

Fiorella Pacetti
La consigliera Comunale Fiorella Pacetti ha bollato la mozione come "strumentale e provocatoria" ("Non riesco a leggerla in un altro modo") senza quelle parole che dovrebbero invece esserne il condimento come "solidarietà per entrambi i popoli".
"Io mi schiero contro la guerra. Il torto e la ragione cambiano a seconda di dove inizia la storia..." e per Pacetti non inizia sabato 7 ottobre, ma molto prima.
Più in cagnesco Vanessa Vidano di Viviamo Ivrea che ha definito la mozione di Cantoni che non c'era più "irricevibile" e "vergognosa!"
"Mi spiace che Cantoni sia uscito dall’aula. L’intervento che ha fatto è stato a dir poco un frullatore di idee male esposte di cui non si trova né capo né coda. Nessuno di noi dice che Hamas non è un organizzazione terroristica. Noi chiediamo la pace tra i popoli. Se si citano le vittime israeliane si devono citare anche le vittime palestinesie. L'avete scritta il 7 ottobre e poi vi siete chiusi in casa senza ascoltare cosa stava succedendo...".
Seguono consigli da "politica navigata"!

Andrea Gaudino
"Lo dico per il futuro - ha stigmatizzato - E' pericoloso presentare una mozione estraendola dal contesto storico. E' fuorviante. C'è una superficialità che io ritengo che i consiglieri non abbiano. Abbiate rispetto del consiglio e della cittadinanza che vi ha votato...".
Molto "indignato" per la mozione e per il comportamento di Cantoni anche Andrea Gaudino di Laboratorio Civico. L'ha definita una "scena indecorosa" nei confronti del consiglio e di chi segue da casa.
Che poi il 18 ottobre, quando è stata presentata la mozioni pro Israele 'erano già migliaia i morti nella Striscia di Gaza. "Abbiamo cercato di costruire un testo alternativo, che prendesse in considerazione entrambi i popoli - ha spiegato - Non è un derby Toro Juve. Dobbiamo uscire dalla filosofia da stadio. Se Hamas è terrorista anche il Governo israeliano è terrorista...".
"Quando ho appreso della mozione - ha poi ammesso - Io mi sono sentito spiazzato, triste e amareggiato. Sono uscito dalla capigruppo e non avevo fame. E’ assurdo che su una questione così delicata così assurda si usino i morti per fare una mozione..".
Inutile la difesa di Elisabetta Piccoli e il suo racconto del perchè ha firmato la mozione e di come si è sentita, da madre con figli, nel vedere quelle scene alla Tv.

Habib Benoukaiss, Nella Franco e Barbara Manucci
"In quest’aula dobbiamo condannare la violenza da qualunque parti arrivi e non è vero che non riconosciamo i morti palestinesi. Parlare di Hamas non vuole dire che i palestinesi non siano vittime. Cantoni ha abbandanato l’aula per questione di forma. Volevamo una condanna di Hamas. Non volevamo soffermarci sui morti e sulla guerra. Solo su quell’attacco... Sono dispiaciuta per quel che è successo questa sera. Tutti ci siamo trovati un po’ spiazzati di fronte alla presentazione poco prima del consiglio di una mozione alternativa. Nei 5 anni passati mai abbiamo fatto ostruzionismo a mozioni presentate dalle Opposizioni anche quando non eravamo d’accordo. La pace nel mondo la vogliamo tutti. E’ riduttivo pensare di fare una discussione su un conflitto internazionale che dura da tantissimi anni…"
Come Piccoli anche Gabriele Garino di Fratelli d'Italia.
"Non voglio fare l’avvocato di Cantoni. Non si presenta una mozione senza dare il tempo alle Opposizioni di leggerla - ha sottolineato - Doveva essere presentata almeno un giorno prima. La nostra non guardava alla guerra ma all'atto terroristico con metodi da Isis. Non volevamo parlare del passato, di Israele e Palestina. Ognuno avrà, e si terrà le sue idee. Volevamo condannare Hamas non la Palestina".
E poi rivolto a Gaudino."Mi dispiace che tu non abbia mangiato per colpa della nostra mozione ma non le permetto di dire che noi abbiamo usato i morti in maniera strumentale...".
Tant'è!
"Con gli emendamenti avevamo cercato di salvare gran parte del pensiero compreso l’attacco di Hamas" ha rivelato dispiaciuta, nel corso del dibattito, Erna Restivo di Laboratorio civico.
"La decisione di abbondonare l'aula esprime poca maturità e comunque la volontà di non confrontarsi. Sono sicura e convinta che maggioranza e minoranza condividano un pensiero di pace. Mi spiace solo che l’intestazione fosse solo rivolta ad una parte ad Israele..." s'è accodata Nella Franco.
"Mi sembrava doveroso rivolgere la nostra solidarietà a Israele e Palestina entrambi vittima di Hamas... - s'è lanciato in un appello Habib Benoukaiss - Hamas non è la Palestina e non rappresenta l’Islam o i Mussulmani, me compreso. Poco dignitoso fare propaganda sui morti come fossero morti di serie B. Ci va rispetto per entrambi i popoli. Non penso che tutti i palestinesi siano terroristi. La Comunità internazionale deve intervenire per bloccare i bombardamenti...".
Ciliegina sulla torta di Emanuele Longheu (Pd) in netta controtendenza rispetto alla sua maggioranza.

Massimiliano De Stefano
"Solo un pensiero mi è maturato durante il dibattito - li ha strigliati tutti - Questa assise deve discutere dei problemi amministrativi locali. Mi scuso con i cittadini. Dovremmo dedicare più tempo agli eporediesi...".
In finale colpo di teatro di Massimiliano De Stefano (Azione IV)
Oltre ad un'incondizionata solidarietà ai due popoli e alla condivisione dell'intero dibattito salvo la frase sul "Governo israeliano terrorista come Hamas", ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime dei due popoli ed è stato accontentato.
Fine del dibattito.
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