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Ivrea

Sto con Cirio ma non ho ancora deciso se candidarmi

L’ex vicesindaca Elisabetta Piccoli ci spiega quel “caffè” al “Caffè del teatro”

Elisabetta Piccoli

Elisabetta Piccoli

Eppur si muove. Direbbe Galileo riferendosi al pianeta terra. Si muove la terra e pure la politica in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. Nel centrodestra, a sostegno di Alberto Cirio, gran fermento tra i cosiddetti civici. Il compito i mettere in piedi il “battaglione” è stato affidato all’attuale “capo di gabinetto” Gianluca Vignale che da settimane sta battendo in lungo e in largo, come un forsennato, tutti i piccoli comuni del Canavese, cercando di arruolare quanta più gente può. Beninteso... gente di cui fidarsi, mica “tanto per...”.

Sul carro sarebbero già saliti l’ex vicesindaco di Ivrea Elisabetta Piccoli, il sindaco di Agliè Marco Succio, di Vinovo Gianfranco Guerrini, di Leini Renato Pittalis, di Carmagnola Ivana Gaveglio e - tenetevi alla sedia - niente meno che Cristina Seymandi. Proprio lei!

Cristina Seymandi  che fa politica non è una gran novità..

Le prime foto di lei sui giornali risalgono al 2016 (aveva 40 anni) quando la sindaca di Torino Chiara Appendino la volle al suo fianco per occuparsi dei tavoli di progettazione civica con i Comitati di quartiere e le associazioni spontanee.

Figlia del commercialista Roberto Seymandi, cresciuta in una famiglia legata alla destra liberale e per anni vicina all’assessore regionale Angelo Burzi.

Scende in pista con il centrodestra, nella lista di Paolo Damilano, alle elezioni del 2021.

Oggi fa l’imprenditrice. È infatti proprietaria all’80% nonché amministratore delegato di Savio Spa, un’azienda  storica fondata nel 1889 da Luigi Savio con oltre 5000 prodotti innovativi e di qualità e con ben 190 brevetti depositati in tutto il mondo.  (foto Segre/Seymandi)

Nei giorni scorsi, per tramite dei suoi avvocati, ha rimosso la querela contro l’ex fidanzato, il commercialista Massimo Segre, non prima d’aver raggiunto un accordo per chiudere tutte le pendenze giudiziarie. Poi è vero che il Pubblico Ministero potrebbe valutare se fra i reati e i comportamenti contestati ve ne sono di perseguibili d’ufficio, quindi tenere aperto il procedimento penale, ma diciamo che la vicenda può dirsi conclusa. 

Beninteso.... parliamo di una lista civica che è ancora di là da venire. Non c’è nulla di scontato, tranne i rumors...

Segnaliamo però un incontro, tenutosi a Volpiano lo scorso 8 ottobre, dal titolo “L’importanza delle liste civiche dei territori. Verso le elezioni comunali e regionali del  2024”.

Nella foto (che pubblichiamo per la seconda volta), in seconda fila, con le palpebre socchiuse (forse si stava addormentando... sigh!) c’è anche l’ex vicesindaca Elisabetta Piccoli.

Quando s’è vista sul giornale ha sbottato. 

“Epperò! Così non va bene...!”.

E cos’è che non va bene?

“Vorrei dare un significa alla mia partecipazione a quell’incontro - ci spiega - Io sono sempre stata di centro, centrodestra. Mi ritengo una liberale. Il partito più vicino a me è Forza Italia ma non ho mai fatto una tessera, perchè a me alcune posizioni di Berlusconi non piacevano. Ero civica, sono civica e resto civica. La tessera l’ho avuta per 6 mesi soltanto quando  Forza Italia ha aperto la sede a Ivrea...”.

E poi sull’incontro tenutosi a Volpiano.

“Sono andata per sentire e per informarmi sul raggruppamento e sulla progettualità, da qui a dire che mi candido o che faccio parte di “Piemonte del cuore” ce ne corre. Posso dire però che sicuramente appoggerò e darò il mio contributo ad Alberto Cirio. Le mie priorità oggi sono l’azienda che amministro e il comune...”.

Che poi a far politica ci va del tempo. Ce ne va tanto, per non dire tantissimo e Piccoli non è certo una che “brilla” per la puntualità. Tra le altre, proprio su questo suo “darsi un gran da fare” se ne racconta una che, in tutta onestà, conferma quel che pensano in molti.

E’ una riunione al “Caffè del teatro” organizzata per fare il punto della situazione dalla lista “Progetto Ivrea”.

Alle 20 erano già tutti lì e alle 21 lei non era ancora arrivata. Morale? 

Qualche minuto dopo la riunione s’è sciolta.

“Era da un po’ che non vedevo mio figlio - s’è giustificata - E’ arrivato in ritardo per cena.  Ho mandato un messaggio che ritardavo di un quarto d’ora e poi li ho invitati a casa mia. Io brillerò per le mie assenze ma non è che loro brillano per le presenze. E poi non è che dovevamo definire strategie mondiali su Israele. Si trattava proprio solo di bere un caffè insieme...”.

Insomma, un caffè sospeso... 

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