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Venaria Reale

“Quanto ci è costata Miss Italia? A noi avevano chiesto 100 mila euro”

Giudicato come un concorso sessista, siete d'accordo?

“Quanto ci è costata Miss Italia? A noi avevano chiesto 100 mila euro”

Il Sindaco di Venaria, Fabio Giulivi, con Miss Italia Piemonte e Valle D'Aosta, e l'organizzatrice del concorso

Chi poteva volere così tanto Miss Italia sul territorio se non un’amministrazione di destra? Ed eccolo il Sindaco di Venaria, Fabio Giulivi, grande promotore della famiglia tradizionale, lavorare con insistenza per portare sul territorio uno dei concorsi più sessisti presenti in Italia. 

Ragazze che sfilano in costume, un po’ svestite, valutate solo ed esclusivamente per il loro aspetto fisico e poco altro.

Davide De Santis, consigliere di minoranza del Movimento 5 Stelle

La sfilata è andata in scena il 22 luglio e ora, in Consiglio Comunale, il consigliere del Movimento 5 Stelle, Davide De Santis, chiede lumi: “Quanto è costata alla Città di Venara la sfilata di Miss Italia? Io mi ricordo che quando governavamo noi, i 5 Stelle, ci avevano proposto di fare Miss Italia qui con un preventivo di 100 mila euro”.

La critica dell’esponente del Movimento 5 Stelle, però, parte da una valutazione sul merito della gara.

Il concorso - spiega - è ritenuto dal nostro gruppo consigliare anacronistico e fortemente discriminante per l’universo femminile, in particolare per le giovani donne; si tratta di valutate ragazze solo ed esclusivamente per il loro aspetto fisico; la sfilata ha un effetto diseducativo soprattutto sugli spettatori più giovani: i più belli sono i vincenti; fa leva su criteri di valutazione delle donne del tutto distorti rispetto a quelli consoni ed appropriati, perché basati su aderenza a canoni estetici prettamente maschili”.

Si passa, poi, all’impegno di Giulivi e Co.

Questa amministrazione - continua De Santis - si è prodigata molto per portare sul territorio venariese la manifestazione e si evince anche dal peso mediatico dato all’evento, che ha persino una pagina dedicata sul sito  istituzionale. La precedente amministrazione aveva già avuto contatti con gli organizzatori della manifestazione e aveva declinato l’invito per non dare manforte ad un evento di questo genere e i cui costi erano ingiustificati. Chiediamo all’assessore competente o al sindaco un elenco delle voci di costo dell’evento da quantificare e qualificare l’ammontare totale a carico dell’amministrazione con descrizione della copertura economica prevista per la spesa; quali attese erano previste e quali si sono effettivamente concretizzate sul nostro territorio”.

De Santis, poi, arriva alla politica propagandata da Giulivi e dal centrodestra.

Non c’è - si chiede il consigliere M5S - una forte contraddizione tra la volontà di ospitare un evento del genere e la linea politica dell’amministrazione, come ad esempio riguardo: la famiglia tradizionale; la proposta (del consiglio di giugno 2023) di promuove il “reato universale utero in affitto donne e bambini non sono in vendita””.

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