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Malasanità

La vergogna del 118. Medici, infermieri e barellieri lasciati senza corrente elettrica

Nell'edificio della Croce blu fa freddo d'inverno e caldo d'estate

La vergogna del 118. Medici, infermieri e barellieri lasciati senza corrente elettrica

Sanità al collasso in tutti i sensi, anche nei servizi che non ti aspetti. 

Lo è ancor di più se si guardano le condizioni in cui molti operatori sono costretti a lavorare.

Parliamo dei medici, degli infermieri e dei barellieri della Croce blu impegnati nei servizi del 118.

A Ivrea erano ospitati nei locali di piazza Credenza di proprietà dell'Asl To4. Nel settembre del 2022 si sono trasferiti in via Torino 603, in un immobile di proprietà privata, ed è cominciato un calvario inimmaginabile. Al freddo d'inverno e al caldo d'estate. Un luogo che definire "invivibile" è dire poco. Non è la prima volta che il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche lo denuncia.

Alcune foto di quest'inverno...

La situazione s'è aggravata negli ultimi giorni con il "distacco" della corrente elettrica. Oltre ai problemi con i frigoriferi che contenevano acqua e alimenti, sono rimasti completamente al buio alcune stanze tra cui i bagni.

"Nonostante la richiesta di interventi da parte del sindacato - commenta Giuseppe Summa del Nursind -  ad oggi la situazione è rimasta pressoché immutata.  In queste condizioni non solo viene disatteso quanto previsto in materia di sicurezza, ma viene anche preclusa la tempestività dei soccorsi..."

Da qui la decisione di interpellare lo Spresal (Servizio di prevenzione dei luoghi di lavoro), con riserva di fare ricorso anche all’Autorità Giudiziaria se dovesse permanere questa situazione. E fa un po' ridere che nell'azienda deputata a vigilare sulle condizioni in cui operano i lavoratori, ci siano luoghi in cui l'azienda sta chiudendo un occhio, per non dire tutti e due, da mesi.

Tra i problemi segnalati uno fa riferimento all’autorimessa posta ad una discreta distanza.

"Si deve fare un lungo percorso a piedi e questo, quando si ha fretta di correre e arrivare, aumenta il rischio di infortunio...", stigmatizza il Nursind.

Lo scorso anno il sindacato aveva interpellato, oltre alla Città della Salute, anche "Azienda zero", la super Asl con ampie funzioni di coordinamento sulle politiche sanitarie a cui è stata affidata la gestione dell’emergenza territoriale.

"Questa sovrapposizione di competenze ha solo creato immobilismo e rimpalli di responsabilità - commenta Summa  - al netto delle questioni organizzative francamente irrilevanti, non si può quindi affermare che il problema non sia noto...".

Il tema della sicurezza dei lavoratori nell’ambito del sistema di emergenza territoriale è particolarmente complesso. Ogni anno viene bandita una gara per l’affidamento in convenzione del servizio di emergenza 118 suddivisa per distretti. Come da capitolato, i mezzi hanno come sede di stazionamento quella dell’associazione affidataria, in questo caso la Croce blu.

"È oggettivamente difficile  - osserva Summa - esercitare i controlli di sicurezza sulle postazioni del 118, in primo luogo perché l’azienda titolare del servizio di emergenza pubblico si interfaccia con molteplici interlocutori, cioè le varie Associazioni di Volontariato, inoltre queste ultime spesso preferiscono risolvere economicamente le sanzioni comminate piuttosto che adeguare strutturalmente le sedi di lavoro. Queste condizioni organizzative non sono però un’attenuante..."

Ivrea, insomma, rappresenta un esempio emblematico ma non isolato. E se non è questo un dramma diteci voi che cos'è...

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