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Volpiano
07 Ottobre 2023 - 19:32
Continuano le polemiche a Volpiano sulla manifestazione, De Bello Canepiciano, che sta "bloccando" la città da un giorno e bloccherà fino a domenica 8 ottobre. Insieme alle perplessità dei cittadini ci sono anche quelle dei consiglieri comunali e commercianti.
Per “colpa” della manifestazione, infatti, il Comune ha diramato un’ordinanza che prevedeva l’impossibilità di vendere lattine e bottiglie di vetro su tutto il territorio volpianese il 7 e l’8 ottobre.

La consigliera di minoranza, Monica Camoletto
“È una norma che riguarda supermercati, ristoranti... - racconta Monica Camoletto, consigliera di minoranza e ristoratrice - In pratica se uno viene a prendere la pizza da asporto io non posso dargli una bottiglia di birra. Eppure chi viene a prendersi una pizza per mangiare a casa in famiglia di solito poi non va a spaccare la bottiglia in testa a qualcuno. Mi pare ridicolo che chi ha fatto la spesa sabato e domenica non ha potuto comprare un vino in bottiglia. È una festa che dovrebbe servire per rilanciare il territorio e invece penalizza il territorio”.
Eh già, perché, poi, basta fare qualche chilometro per comprare tutto...
“La gente - continua Camoletto - va alla Pam di Leinì, da Borello, a 1 km ha comprato le stesse cose e se le è portate a casa. Questa manifestazione, quindi, penalizza il commercio volpianese. Se questa è la promozione del commercio c’è qualcosa che non funziona. Noi siamo fuori di un 1 km dalla prima porta, i supermercati sono tutti fuori dalle porte eppure non possono vendere nulla. Il farmacista non può vendermi lo sciroppo? È di vetro anche quello. A questo punto mi metti due persone che quando entri e paghi guardano cosa c’è nello zaino, altrimenti io posso andare a Leinì, comprare una bottiglia di vino e portarmela in centro a Volpiano, c’è qualcuno che verifica questa cosa? Perché se c’è qualcuno foese ha un senso altrimenti l’ordinanza è inutile. Così c’è una penalizzazione per i commercianti locali, proprio nel fine settimana quando si potrebbero fare più incassi. Per il piccolo commerciante la festa dovrebbe dare qualcosa in più, non è così”.

Si arriva, poi, al tema sollevato dai tanti residenti: l’ingresso nel centro città, anche per fare una semplice commissione, è a pagamento.
“Io penso - precisa Camoletto - che non si dovrebbe pagare per le feste pubbliche, anche perché parliamo di un evento che riceve già finanziamenti.Pagare una fiera non ha un senso, a meno che non sia delimitata da un tendone, non ha senso che si debbano pagare 5 euro per andare dal fioraio, in banca. Questa roba è fine sé stessa perché non porta nulla al paese e toglie ai commercianti. Io stasera non posso dare la bibita da asporto, un cliente va a Leinì e può comprare tutto, è normale?. Non ha senso che uno non possa fare la spesa. Sento dire che uno doveva organizzarsi prima, ma uno può fare un po’ quello che vuole? Questo è un evento che non porta niente e in più una famiglia che vuole andare in centro deve pagare 5 euro a testa?! Ma ha senso davvero? Un cittadino volpianese dovrebbe avere il pass che abiti in centro o no. Mi pare un evento poco promozionale e molto personalistico”.
E poi l’ultima chicca: “Hanno spostato la messe per evitare che la gente si facesse il giro gratis in centro, siamo a questo punto...”.
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