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"I bidoni piccoli? E' stata una scelta condivisa dai sindaci..."

A spiegare come sono andate le cose è il presidente del Consorzio Canavese Ambiente, Valerio Grosso

"I bidoni piccoli? E' stata una scelta dei sindaci..."

Cittadini in rivolta per i nuovi bidoni dell'immondizia.

Raccolte firme per tornare al vecchio sistema di raccolta differenziata, là dove è già stato distribuito il nuovo kit.

Barricate per non farsi portare via i vecchi contenitori, là dove, invece, non sono ancora stati consegnati.

E mentre un ex sindaco - Federico Steffenina di Vistrorio - si mette anche sulle tracce di queste tonnellate di cassonetti di plastica per capire che fine faranno, la domanda di tutti è: "Perché?".

Perché e chi ha deciso di di cambiare metodo passando ai bidoni "mignon"?

Se tutti sembrano puntare il dito su Teknoservice, che ha vinto l'appalto per la raccolta dei rifiuti, bisogna fare un passo indietro per capire chi ha disposto il bando di gara in quei termini e perché.

Il Consorzio CCA, insomma.

A spiegare la situazione è Valerio Grosso, ex sindaco di Montalenghe e da poco più di un anno alla guida di CCA.

"Io sono stato nominato alla guida del Consorzio quando il bando era già stato fatto e Texnoservice se l'è aggiudicato. Era luglio 2022 - spiega Grosso -. Detto questo, però, ci sono delle ragioni ben precise che hanno spinto a fare questo passaggio"

E quali sono?

"La scelta dei bidoni più piccoli è stata fatta di comune accordo tra consorzio e amministrazioni, con il supporto di tecnici che hanno realizzato il bando".

Insomma, i sindaci sapevano che il capitolato prevedeva anche una stretta sulla raccolta differenziata che sarebbe passata attraverso l'acquisto di bidoni più piccoli?

"Sì, certo - spiega -. Il Consorzio, con il via libera dei sindaci, ha incaricato Ars Ambiente di realizzare un progetto che permettesse di raggiungere gli obiettivi ambientali prefissati".

Di quali obiettivi si tratta?

"Parliamo degli obiettivi stabiliti dall'Europa in tema di raccolta differenziata. Il problema è che in questa parte di territorio consortile la raccolta differenziata è ferma, da anni, al 52%. Serviva assolutamente un piano per migliorarla perché k'Europa ci dice che entro il 2025 bisogna arrivare almeno al 70%".

All'Ars Ambiente viene dato questo obiettivo, dunque?

"Sì è questo il mandato che le è stato conferito da Consorzio con l'avvallo dei sindaci. Possiamo tranquillamente dire che la raccolta così come si stava facendo non funzionava e serviva un cambio".

Il cambio dei bidoni, riducendone la capienza, dunque, serviva in quell'ottica?

"I bidoni "piccoli" li hanno molte altre realtà, e la raccolta con la nuova modalità è cominciata all'inizio di luglio quindi forse bisognerebbe dare tempo affinché si vedano dei risultati apprezzabili. Sono anche aumentati i passaggi, quindi, bisogna cambiare le abitudini. Dalle foto poi non è possibile trarre conclusioni e fare paragoni attendibili".

I sindaci, dunque, sapevano anche dei nuovi bidoni.

"Certo che lo sapevano. Era nel bando. Non è stata una sorpresa o un fatto imprevisto e improvviso".

E' vero che i vecchi cassonetti verranno tutti mandati nell'inceneritore del Gerbido?

"Assolutamente no. Verranno riciclati. Sono tutti in plastica riciclabile. Non ci sarà alcun carico ambientale, dunque".

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