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Leinì

Diminuiscono i posti nella casa di riposo: 11 "nonnini" saranno trasferiti

Dove? Boh...

La Lega si schiera con Pittalis: “Il Capirone perde mille euro al giorno per 365 giorni l’anno”

L'ex infermeria Capirone

I posti, inizialmente, erano 45. Il Comune di Leinì, negli ultimi anni, ne ha occupati solo 34, ora ne resteranno 22.

È questa la decisione dell’amministrazione del Sindaco, Renato Pittalis, l’ha resa evidente, nell’ultimo Consiglio Comunale, il consigliere di minoranza, Pierluigi Leone.

Il Consigliere di minoranza Pierluigi Leone

La struttura - precisa l’esponente dell’opposizione - passerà da 34 posti a 22, 12 persone che verranno trasferite su cui non c’è un criterio, metodo e dove li metterete? Non si sa... I posti effettivi a disposizione sono 45, ne restano 22”.

Il Comune, dal canto suo, lavora alla ricollocazione di questi 11-12 persone all’interno dello stesso Capirone, nello spazio che avanzerà dalla Casa di Comunità (che sorgerà proprio all’interno dell’attuale Capirone).

L'assessore Dario Luetto

“Il progetto - spiega l’assessore ai lavori pubblici, Dario Luetto - che va a cercare uno spazio per recuperare un congruo numero di posti serve proprio a quello. La sede della nuova casa di comunità occupa le attuali degenze e quindi nella restante parte si cerca una continuità nella transizione. La nuova Rsa? Sul quando e sul chi è necessario lavorare per trovare una controparte affidabile che ci porti a conclusione dell’iter”.

A rinforzare la scelta dell’amministrazione di “pensionare” il Capirone ci pensano le dichiarazioni dell’assessore al bilancio, Marco Chiabrando.

“Serve - interviene - una struttura diversa dal Capirone, moderna, che sappia dare un’assistenza importante”.

Completamente diversa la lettura della consigliera di minoranza, ed ex Sindaca, Gabriella Leone.

La situazione di coccole - precisa - che c’è al Capirone, la cura che esiste qui in altre strutture non c’è, il Capirone è una struttura quasi familiare”.

Di che parliamo?

Il progetto della nuova Casa di Comunità di Leinì è arrivato in Comune mercoledì 17 maggio. 

Le indicazioni sono piuttosto chiare: solo una parte della Rsa diventerà casa di comunità, parliamo di 800 mq, l’area su via Lombardore.

Sono stati proprio il Comune e l’AslTo4 a specificare tutto.

Il Comune di Leini - si legge  in un comunicato di maggio - ha messo a disposizione dell’ASL TO4 metà della RSA Capirone per realizzare la locale Casa di Comunità, per la quale gli obiettivi sono quelli del PNRR, quindi contrattualizzazione dei lavori entro il 30/09/2023 e fine dei lavori entro il 31/03/2026”.

Al centro della discussione c’è la chiusura della RSA Capirone a Leini, una struttura per anziani (presente in città, in varie forme, dalla fine dell’800), che sarà trasformata in una casa di comunità. I lavori (e quindi lo smantellamento della Rsa) secondo quello che si mormora, non inizieranno prima della fine dell’anno, ma la notizia sta già preoccupando i familiari degli ospiti e il personale che vi lavora.

Gli anziani presenti all’interno, infatti, dovranno essere trasferiti altrove.

Al Capirone, da qualche mese, sono stati bloccati i nuovi ingressi, proprio in previsione della chiusura della residenza per anziani.

L’amministrazione comunale e l’ASL TO4 hanno parlato della trasformazione della struttura da giugno dell’anno scorso, ma solo nell’agosto 2022 il consiglio comunale ha approvato la convenzione del comodato d’uso per trasformare l’immobile in una struttura ospedaliera di primo livello.

La nuova struttura ospiterà 10-15 ambulatori, un punto prelievo, medici specialisti, pediatri, infermieri e altri professionisti, servizi diagnostici di base e altro ancora. 

La scelta di concedere la struttura all’ASL TO4 deriva dal costo di gestione e dagli investimenti necessari per renderla economicamente sostenibile. 

Inoltre, l’amministrazione ha dovuto effettuare interventi urgenti di manutenzione per evitare la revoca dell’autorizzazione da parte dell’ASL.

Tuttavia, la decisione ha preoccupato i familiari di una trentina di anziani ospiti e una ventina di lavoratori che temono di perdere il lavoro e di dover spostare i propri cari in altre strutture. 

L’amministrazione comunale sta progettando una nuova RSA in un’altra zona con l’intervento di un investitore privato, con un numero maggiore di posti disponibili autorizzati dalla Regione, passando dalla quarantina attuale ai futuri 111.  Della nuova Rsa, però, non si sa nulla: né quando sarà costruita né da chi, nulla di nulla.

I parenti delle persone ospiti del Capirone, quindi, sono piuttosto arrabbiati e nei mesi scorsi hanno lanciato una raccolta firme per chiedere all’amministrazione di fare un passo indietro e “salvare” il Capirone.

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