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La ferrovia
30 Settembre 2023 - 16:03
Due treni in partenza da Lanzo (foto da Facebook, Osservatorio sulla Torino Ceres, realizzata da E. Suppo, 11 ottobre 2020)
Dimenticatevi i Minuetto e le vecchie carrozze rumorose su tutta la Torino-Ceres. La flotta di treni che le Ferrovie dello Stato hanno pensato per la parte "regina" della ferrovia, quella che va da Torino a Ciriè, è tutta un'altra storia. Da quello che sappiamo, saranno i treni Pop, Jazz e Taf.
Lì verrà organizzato un trasbordo: i passeggeri che dovranno proseguire verso le Valli di Lanzo dovranno salire proprio sul buon vecchio Minuetto, uguale a quelli che i viaggiatori sulla Torino Ceres già conoscono: piccolo, col muso dalle forme tonde, silenzioso.
Ma come saranno fatti invece i nuovi treni? Gli appassionati li conoscono a menadito, mentre chi viaggia occasionalmente li avrà visti tutti o quasi, o ci avrà viaggiato senza farci troppo caso. Ah, alla fine dell'articolo ce n'è uno bonus: è un'incognita e non sappiamo se viaggerà davvero sulla ferrovia, ma chi lo sa...

Il nuovo treno Pop viaggerà a una velocità massima di 160 km/h (ma no, scordatevi che venga raggiunta sulla To-Ceres) sarà ovviamente elettrico e avrà un solo piano. Dispone di monitor molto grandi per fornire informazioni ai passeggeri sugli aggiornamenti del traffico in tempo reale, sulle condizioni meteorologiche e sulle attrazioni turistiche locali.
Le sedute sono dotate di prese per alimentazione di PC, tablet e cellulari. L’illuminazione è ottimizzata grazie a grandi finestrini che consentono un maggior ingresso di luce naturale. La circolazione dei passeggeri è facilitata da ampi corridoi adatti alle persone a ridotta mobilità.
Sarà anche possibile accedere al wifi. Pop è anche sostenibile: è riciclabile per il 96% e consuma il 30 per cento di energia in meno rispetto alla precedente generazione. Pop è anche molto giovane: circola soltanto dal 2019.

Treno tutto piemontese, il Jazz è stato realizzato a Savigliano ed è entrato in esercizio nel 2014. È un fratello maggiore del Pop, ma è anche lui in grado di viaggiare a una velocità massima di 160 km/h. Progettato secondo nuovi standard di comfort, sicurezza e accessibilità, conta 194 posti a sedere, più due per disabili in carrozzella, 14 strapuntini e 3 portabici.
Molti i servizi a bordo: impianto di videosorveglianza, schermi luminosi interni visibili da ogni punto del treno per le informazioni, impianto di sonorizzazione, scritte in braille, prese di corrente per l’alimentazione di cellulari e PC portatili.

Si continua ad andare indietro nel tempo con i Taf: entrati in esercizio nel 1998, questi treni a due piani hanno fatto la storia degli ultimi venticinque anni di trasporto pubblico locale targato Trenitalia. Vedremo anche lui sulla Torino Ceres, coi suoi 140 km/h di velocità massima.
La sua composizione di vagoni "bloccata", composta da quattro elementi, non è stata ritenuta da tutti un'idea geniale: come spiega il sito specializzato ferrovie.info, "è stata forse quello che ne ha decretato più di altro un certo insuccesso risultando troppo poco capienti nelle ore di punta e inutili nelle ore di morbida".
Un sistema di ovviare al problema, sempre leggendo ferrovie.info, "si è avuto con i TSR realizzati in varie composizioni da 3, 4, 5 e 6 elementi ma anche qui con qualche difficoltà nel rispetto dei turni".

Non ha bisogno di presentazioni: è il trenino che da sempre siamo abituati a prendere sulla Torino-Ceres. Lo dovranno continuare a prendere i viaggiatori che avranno bisogno, dopo l'8 gennaio, di spostarsi verso Germagnano. Rfi l'hanno pensata così, ma sono in molti a sognare in grande, e soprattutto a chiedere ai vertici della Regione e delle Ferrovie dello Stato di far proseguire i treni più grandi anche verso le Valli di Lanzo. Al momento resta solo un sogno.

Ed ecco la grande incognita: il Vivalto. Viaggerà o non viaggerà sulla Torino-Ceres? I bene informati ne parlano come di una probabilità abbastanza alta, ma nessuno ne è sicuro. Ad ogni modo, questo treno è venuto al mondo nel 2005, ed ha smesso di essere prodotto dodici anni dopo.
La sua particolarità sono i due piani che lo rendono particolarmente capiente. Le carrozze sono dotate di comode poltrone con poggiatesta, braccioli, tavolini ribaltabili, prese elettriche da 220 Volt in ogni seduta, appendiabiti, bagagliere, maniglie e corrimano per i passeggeri in piedi.
La vettura semipilota è dotata di un ambiente per passeggeri disabili e dispone anche di una zona multifunzionale per il trasporto biciclette e bagagli ingombranti. Tutto bellissimo, peccato che c'è chi nel 2019 ne aveva chiesto già la rottamazione: era il Comitato Pendolari per la Ferrovia Porretana.
"Il famigerato treno Vivalto n. 6352, partito alle 13:22 da Porretta Terme, è stato colpito dall’ennesimo guasto e ha completamente bloccato la linea Porrettana, giungendo a Bologna con 112 minuti di ritardo, causando numerosi soppressioni e disservizi" avevano scritto gli attivisti su Facebook.
Ma era un caso isolato: siamo sicuri che, semmai questi treni dovessero arrivare anche sulla Torino-Ceres, se la caverebbero molto, molto meglio.
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