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Peculato in Comune: il paese si divide tra innocentisti e colpevolisti

L'ex consigliere comunale Erino Mignone si schiera con l'ex vicesindaco: "Io so con Tentarelli"

Peculato in Comune: il paese si divide tra innocentisti e colpevolisti
Innocentisti e colpevolisti. Chiaverano si spacca sul caso "Tentarelli".
C'è chi alla storia del peculato proprio non riesce a crederci e si è schierato. Come nel caso dell'ex consigliere comunale Enrico Mignone, candidato nel 2014 con Giancarlo Crispini e per cinque anni acerrimo nemico del sindaco Maurizio Fiorentini.
Letta la notizia secondo cui l'ex vicesindaco Maurizio Tentarelli sarebbe accusato di peculato, ha subito messo in chiaro da che parte sta con un post pubblicato su Facebook: "Io sto con Tentarelli".
"A prescindere dal post - ci racconta l'ex consigliere -, io sono proprio fatto così. Sono un garantista. Bisogna lasciar fare alla magistratura il proprio corso ed evitare la gogna mediatica cui è stato esposto Tentarelli. Parliamo di una persona che qui in paese conoscono tutti e tutti stimano. Per questo mi schiero dalla sua parte. Perché non meritava il trattamento mediatico che il sindaco Fiorentini gli ha riservato mandando una lettera a tutto il paese".
Il riferimento di Mignone è alla newsletter del Comune di Chiaverano con cui l'Amministrazione ha spiegato tutti i retroscena dell'inchiesta per Peculato appena chiusa dalla Procura di Ivrea.

IL POST PUBBLICATO SU FACEBOOK

Mignone scrive: "lo abbiamo visto, per moltissimi anni, spendersi per il nostro paese. ha aiutato anziani, bambini e scuole. sempre disponibile con chiunque ne avesse bisogno. sempre sorridente e più che volenteroso.. più di quanto il suo ruolo di vice sindaco imporrebbe".
Poi aggiunge: "Alzi la mano chi, di Chiaverano, non abbia pensato in primis a lui per risolvere un problema".
Dalla difesa di Tentarelli, poi, Mignone passa all'attacco di Fiorentini: "La giustizia farà certamente il suo corso e, sono più che certo, dimostrerà che le accuse mosse dal sindaco Fiorentini (peraltro qualcuno lo vede ancora in paese?) sono inconsistenti. detto ciò, e lo dico umanamente, non si fa uscire una notizia del genere sui giornali avverso una persona che, per il bene della comunità, ha profuso sforzi che chiunque gli riconosce. Forza Maurizio, sarà solo un brutto ricordo e tutti noi sappiamo davvero la bella e buona persona che sei".

L'EX VICESINDACO MAURIZIO TENTARELLI

E di critiche, Mignone, non ne risparmia al sindaco. In risposta alla lunga newsletter che il Comune ha pubblicato per spiegare i fatti, l'ex consigliere comunale ha replicato punto per punto.
"Credo sia doveroso fare un'attenta riflessione. Più umana che legata ad articoli di legge che il Sindaco sembra (uso anche io, per una volta, il condizionale...peraltro ampiamente abusato dallo stesso Fiorentini). Se una persona di Bergeggi dovesse leggere questo articolo, individuerebbe nel SIg.Maurizio Tentarelli il capo di una cupola mafiosa".
"Invece lo conosciamo tutti in paese, sappiamo quanto tenga ad ogni persona, ad ogni pietra, ad ogni pianta.. forse ha operato con leggerezza (forse) ma che in 14 anni abbia messo su una gang (..."con altri due individui") per 5/6.000 euro la vedo davvero difficile anche solo da pensare"
"Sono certo che ciò per cui si è prodigato lo abbia fatto per il bene della collettività..e sono certissimo che non sono l'unico a pensarla così. Leggo che Tentarelli avrebbe, addirittura, creato un danno d'immagine e che per tale motivo il Comune (Fiorentini) vorrebbe il ristoro dei danni subiti... io credo che Tentarelli, in tutti questi anni, più che danno d'immagini abbia dato aiuto alle persone del paese: presente, lui, sempre...non solo quando c'erano fotografi e televisioni".
"Ed in ultimo, Sig.Sindaco me lo permetta: come sia uscito l'articolo in primissima pagina sulla Sentinella mi piacerebbe tanto saperlo (ma mai lo saprò per davvero) mentre invece le chiedo perché; perché fare un comunicato e divulgarlo a tutti i cittadini iscritti alla newsletter del Comune? e perché pubblicarlo anche su Facebook? Perché, da buon Sindaco rispettoso delle leggi e dei danni di immagine, non si è limitato a non scrivere nulla e ad aspettare una eventuale incriminazione e una eventuale condanna?".
Mignone si schiera contro la gogna mediatica cui sarebbe stato esposto l'ex vicesindaco.
"Condannare mediaticamente una persona buona, forse una delle più buone che io (e non solo io) conosca? Lei, Sig.Sindaco, nel mandare la mail a centinaia (forse migliaia) di persone cosa ha voluto ottenere? chiarezza? direi di no, perché manca la voce dell'accusato ma è troppo forte e colorita la sua. stiamo pur sempre parlando della persona che lei ha ritenuto idonea a essere il suo Vice per ben tre mandati. Stiamo parlando di Maurizio Tentarelli. Forse forse, un po' più di gratitudine e rispetto lo meriterebbe, anche se dovesse aver operato (se dovesse) con leggerezza".
Con l'enfasi e la carica cui Mignone ha abituato tutti quando sedeva tra i banchi dell'opposizione in consiglio comunale, infine dichiara: "Ma no, per mille balene, non è un criminale!".
Ma il sindaco Fiorentini a passare da "cattivo" proprio non ci sta.
"In questa vicenda sono emerse interpretazioni fuorvianti ed errate. Innanzitutto mi tocca sottolineare che è obbligo di un Sindaco, in accordo totale con tutta l'Amministrazione Comunale, presentare una denuncia alla Procura in presenza di un probabile reato. Sarà la Magistratura a stabilire se il reato è stato o meno commesso. E poi, non è stato mica il Comune a diffondere la notizia. Sono stati i giornali locali a seguito della chiusura delle indagini in Procura, atto dopo il quale cade il segreto istruttorio. Da quel momento i nomi degli indagati ed i reati ipotizzati sono pubblici e pubblicabili dai media. Ma non è stato certo il Comune a diffonderli. Solo successivamente è stato emesso un comunicato da parte dell'Amministrazione Comunale per rendere nota la posizione dell'Ente per spiegare come si sono svolti i fatti".

IL SINDACO MAURIZIO FIORENTINI

Infine, una riflessione: "In tempi di gravi problemi di personale e di sovraccarico di lavoro della Procura di Ivrea, il fatto che questa inchiesta durata un anno sia giunta ad una conclusione dovrebbe far riflettere sul fatto che il Pubblico Ministero possa aver trovato elementi sufficienti per formulare un'ipotesi di reato".
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