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Ivrea

Il consiglio conferma Raffaele Orso Giacone nel ruolo di garante dei detenuti. Da Guccini a De Andrè

Maggioranza e minoranza gli hanno riconosciuto il lavoro svolto

Raffaele Orso Giacone

Raffaele Orso Giacone, garante dei detenuti

Si è presentato senza giacca e cravatta con indosso una semplice maglietta, dono della moglie. Una maglietta "particolare", direttamente dal carcere di Bologna che ha avuto da Francesco Guccini l'autorizzazione a utilizzare frasi tratte dai testi delle sue canzoni...

"Mi piace ricordare che in carcere si può lavorare... E che a Ivrea abbiamo una tipografia che si spera possa tornare in funzione...". Ed è con queste parole che al consiglio comunale riunitosi l'altra sera, il garante dei detenuti Raffaele Orso Giacone ha introdotto la sua relazione prima di esser riconfermato nell'incarico che svolge dal novembre del 2021, con il voto favorevole dell'intero consiglio comunale.

Ci teneva. Ha svolto bene il suo ruolo. Maggioranza e minoranza lo han capito e degli altri due candidati, uno di Torino e l'altro di Grugliasco, non ne han praticamente quasi tenuto conto. Parole di elogio sono state espresse da Vanessa Vidano, Barbara Manucci, Gabriele Gaudino e, tra le file dell'opposizione, da Andrea Cantoni. 

Giacone ha cominciato con il racconto delle sue visite (almeno una a settimana) con una media di una decina di colloqui con i detenuti, più un paio con gli operatori e il personale.

"Il colloquio, di solito, è finalizzato a trovare insieme una soluzione a qualche problema burocratico o di relazione che nasce dalla condizione di ristretto - ha specificato -  una richiesta di permesso, un atto da sbloccare, un chiarimento con un parente o un avvocato, ma anche il semplice racconto di un pezzo di vita o la richiesta di un contributo economico per le necessità quotidiane. Quest’anno poi è continuato il raccordo con gli altri garanti della regione attraverso riunioni frequenti anche on line e la partecipazione alla assemblea dei garanti nazionali a Napoli nel mese di luglio. Un momento di formazione interessante ed istruttivo in cui lo scambio di esperienze e la conoscenza diretta permettono di ritrovare motivazioni e strumenti di intervento efficaci...".

Un'altra attività del Garante è la collaborazione con i volontari presenti nella casa circondariale. Fra le molte incombenze anche una serie di incontri di formazione sul tema della giustizia riparativa.

"Ho continuato e aumentato i rapporti con l’Amministrazione comunale, in particolare con l’assessora Gabriella Colosso per interventi che mi auguro si concretizzeranno al più presto - ha sottolineato -  Ci sono stati momenti di collaborazione con la Caritas e altre forze del volontariato. Voglio ricordare ad esempio la festa in occasione del Natale in cui, oltre all’AVP, ha partecipato anche il gruppo della comunità di Sant’Egidio: si è trattato di una distribuzione di dolci e articoli di cancelleria (agende, quaderni, biro…) attesa e riuscita. L’anno trascorso ha visto anche la realizzazione dello spettacolo teatrale "Fahrenheit 451” sia al Teatro Giacosa sia a Torino al festival del libro, di cui si è parlato molto sui giornali e in città...".

Il suo sogno? Una vera compagnia teatrale come nel film "Grazie Ragazzi" di Antonio Albanese.

"Ci stiamo lavorando..." ha puntualizzato con slancio Giacone.

Nella relazione dello scorso anno erano emerse alcune criticità

"Posso dire che alcuni problemi si stanno risolvendo e che altri restano fermi al palo - ha commentato - Riguardo la struttura: il carcere resta un brutto posto per viverci: fa caldo d’estate (e questa estate faceva caldo dappertutto!) e freddo di inverno: ci sono ambienti umidi e bui. Le grate e le inferriate a volte sono opprimenti. i serramenti sono di ferro e di plexigas: caldo freddo e buio. Mancano i bidet e le celle sono progettate per una persona, ma la maggioranza ospita due ristretti. In verità ci sono stati molti lavori di tinteggiatura degli ambienti e di rinnovo degli impianti. Il campo sportivo è stato sistemato alla meglio anche grazie all’intervento della ditta Neve che ha consegnato gratuitamente due camion di terra. Riguardo al personale devo ancora sottolinearne la professionalità e, - forse anche perché ho conosciuto meglio la situazione, l’impegno e la disponibilità a offrire relazioni umane. Devo anche dire che soprattutto per i ruoli apicali (il direttore, il comandante e gli ispettori) sono aumentate le presenze e sicuramente le attività. Mancano ancora gli educatori per vari motivi anche se i presente fanno miracoli...".

Grande assente il tribunale di sorveglianza. Forse per un problema di carenza di organico e di magistrati le richieste di intervento sono sempre inevase.

"Il sovraffollamento non è diminuto - ha aggiunto Giacone - In più si è tornati ad un regime di custodia più stretto in cui molti detenuti sono chiusi in cella per la quasi totalità del giorno in seguito a una circolare ministeriale. Restano le pastoie burocratiche anche se mi sembra che ci sia più dinamismo da parte del personale attuale...".

In netto miglioramento la situazione sanitaria. Durante l’anno sono arrivati i dentisti: sia quello che collabora con i volontari per le protesi gratuite per chi non ha i mezzi o a prezzo di costo per chi può permetterselo, sia dell’ASL che opera sulle urgenze.

"La situazione è migliorata soprattutto per la presenza costante del dottor Massimo Beratto che coordina le attività - ha spiegato Giacone -  I detenuti si sentono più curati anche per l’aumento delle cure esterne degli specialisti. Non tutto è già risolto. Come per tutti gli utenti del servizio sanitario ci sono lunghe code di attesa con la differenza che i detenuti non riescono ad accedere agli ambulatori privati. In particolare bisogna ricordare che Ivrea oltre al resto ha perso il day ospital degli ambulatori di Otorino e di Oculistica, per cui bisogna organizzare visite a Ciriè sempre più complicate per la necessità delle scorte. Bisogna ancora dire che stiamo aspettando ambulatori di cardiologia e di radiologia direttamente nella Casa Circondariale ma pare che stiano per essere attivati...".

Restano i problemi legati alla salute mentale e alla dipendenza da farmaci anche per l'utilizzo forse eccessivo di psicofarmaci a volte non regolari. Si aggiunge quello di trovare una soluzione abitativa e lavorativa a chi esce dal carcere. Si cercano risposte ma non son facili da trovare...

"Riguardo alle violenze - passa e chiude Giacone - devo dire forte che non ho ancora ricevuto denunce qui a Ivrea. Continuano le indagini per i vecchi avvenimenti e fra poco inizieranno i processi. Ricordo che io ho seguito i miei predecessori e mi sono costituito parte civile grazie all’avvocato Maria Luisa Rossetti...".

Seduto in prima fila il garante il garante regionale Bruno Mellano a cui il presidente del consiglio Luca Spitale ha dato la parola nel preambolo della discussione.

Bruno Mellano

Mellano ha ricordato che Ivrea e con Torino sono state due città che per prime hanno istituito la figura del "garante" con una sensibilità che è partita dal basso.

"Nel maggio del 2003 Roma, nell'ottobre dello stesso anno la Regione Lazio, Torino nel 2004 e Ivrea nel 2010...".

Oggi c'è un'altra storia da raccontare. Perchè è nata una rete e pure un garante nazionale...

Il suo invito? Di non dimenticarsi di chi è chiuso in carcere....

"E' dal 1975 che gran parte delle competenze, su scuola, sanità, istruzione professionale, non sono di competenza dell'Amministrazione carceraria. Non lasciamola sola e senza strumenti...".

La conclusione è stata tutta di Andrea Gaudino di Laboratorio civico. Ai testi di Guccini ha risposto con Fabrizio De Andrè.

"Ma se capirai se li cercherai. Fino in fondo. Se non sono gigli son pur sempre figli. Vittime di questo mondo...".

La città vecchia!

*Raffaele Orso Giacone. Già viceparroco a Chivasso, Romano Canavese, Ivrea e Chiaverano. Nel 1998 ha chiesto la dispensa e si è sposato. Nel 2004 ha iniziato la sua attività di volontario in carcere. Garante dei detenuti dal 2021 e uno dei collaboratori di questo giornale.

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