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L'evento

Il canto popolare che cura il dolore inonderà le strade del paese di montagna

Il 16 settembre torna la Viuleta, rassegna dedicata completamente al canto spontaneo dell'arco alpino

Alcuni dei cantori, foto della scorsa edizione (credit: Arduino Baietto)

Alcuni dei cantori, foto della scorsa edizione (credit: Arduino Baietto)

Il popolo canta, esattamente come ha sempre fatto. La musica popolare segue delle regole e risponde a delle esigenze sociali ed espressive tutte da scoprire. Il cosiddetto canto spontaneo non fa eccezione. Sulla sua origine hanno dibattuto e continuano a discutere in molti, ma una cosa è certa: ha una storia millenaria e un radicamento sociale importanti nelle Valli di Lanzo e non solo.

Proprio per questo motivo, il prossimo 16 settembre a Viù la rassegna Viuleta dedicata ai canti spontanei e alla musica dell'arco alpino offrirà agli avventori uno spettacolo musicale da mettere in agenda. I locali del paese, infatti, si riempiranno di cantori che diffonderanno per le vie del centro storico le note dei loro canti spontanei.

Viuleta nasce nel 2019 da un'idea del Comune di Viù. In poco tempo, grazie alla direzione artistica dell'etnomusicologo viucese Flavio Giacchero, ha assunto subito la connotazione di festival del canto spontaneo di tutto l'arco alpino. Il nome “Viuleta” deriva infatti da un’antica ballata diffusa nell’arco alpino e denominata “La Lionetta” nel codice di Costantino Nigra in Canti popolari del Piemonte (prima edizione 1888).

Uno scatto dalla passata edizione (credit: Flavio Giacchero)

Il nome è stato scelto per richiamare un’antica canzone narrativa ancora presente nel repertorio contemporaneo ma anche per un gioco di parole: compare il nome del Comune ospitante, Viù e la forma Viù-laeta, dal latino laetitia, è intesa con il significato di un paese, Viù, che è gioioso, che accoglie, lieto di accogliere. 

Le origini del canto spontaneo

"Il canto spontaneo - spiega proprio Giacchero - ha una tradizione orale e polifonica". Lungi dall'essere radicata solo alle latitudini delle Valli di Lanzo, questa tradizione "esprime dei rappresentanti dal Trentino o dalla Savoia, hanno anche partecipato alle passate edizioni della rassegna".

Ma il canto spontaneo viene ancora praticato, oltre che nelle Valli di Lanzo, nelle valli bergamasche, in quelle piacentine e in alcune zone della Liguria. Insomma, si tratta di una tradizione che lotta per sopravvivere ma che, dove esiste, è ancora in grado di muovere la passione di chi abita quei luoghi.

"In questi luoghi - prosegue Giacchero - le persone imparano a cantare fin da bambini". Non servono scuole di musica né lezioni di canto: le note spontanee scorrono nelle vene, diventano parte del dna di chi le pratica fin dalla tenera età. Ecco perché questo canto è spontaneo.

Una musica dalla storia tormentata

"Si tratta di una tradizione che va salvaguardata - come dice l'etnomusicologo - perché si sta man mano perdendo". La storia dei canti spontanei è tutt'altro che lineare. Per molto tempo, infatti, sono stati considerati musica di serie b, destinata a "palati" poco raffinati.

"Fino a non molto tempo fa la gente si vergognava di praticare il canto spontaneo, perché veniva quasi considerata da chi veniva da contesti più urbanizzati la musica dei ciucchi". Musica praticata nei bar, nelle osterie, nei luoghi di ritrovo dei valligiani. E per questo ritenuta non all'altezza del cosiddetto "bel canto".

Quel bel canto che nell'immediato dopoguerra doveva unire la nazione grazie al festival di Sanremo e alla neonata televisione. E invece no: il canto spontaneo ha resistito nel corso degli anni nelle sue vesti di "altra musica", come recita il titolo di un libro del 2008 di Roberto Leydi.

Il canto spontaneo verrà realizzato nei locali viucesi (credit: Arduino Baietto)

"Altra" perché "il tipo di voce che si utilizza in questi canti è radicalmente opposto rispetto a quello che si usa, per esempio, in un coro alpino e strutturato - spiega ancora Giacchero -. Si tratta di canti che vogliono esprimere piacere o dolore, e che per questo sono cantati di pancia, tendono al suono gutturale e all'urlo".

Sono canti carnali, che si nutrono di emozione: "Ecco perché sono sempre stati confusi con l'ubriachezza" spiega Giacchero, che della musica è abituato ad esplorare non solo gli aspetti tecnici ma anche e soprattutto quelli antropologici. Il 16 settembre si partirà alle 17, anche se il clou della serata sarà nelle ore notturne. E non è un caso.

"L'evento si terrà di notte per restituire l'atmosfera quasi dionisiaca di questi canti" dice lo studioso delle Valli. E noi ce le immaginiamo già, le viuzze del paese delle Valli, intrise di note forti ma armoniche. Note che, come da tradizione, curano il dolore e che al contempo lo descrivono nella sua fisicità più profonda.

L'etica del canto

"Ma c'è anche una dimensione etica nella struttura di questi canti - spiega Giacchero -. Le persone che si trovano a cantare esprimono infatti una sorta di armonia che oltrepassa la pura regolazione dei suoni, ma che ha a che fare anche con lo stare insieme".

La condivisione dei sentimenti diventa un ethos, un sistema di valori condiviso che trova nella musica il suo linguaggio privilegiato. Ed ecco che la natura polifonica di questi canti assume un vero e proprio significato morale che richiama il valore dello stare assieme.

La rassegna si dispiegherà nelle ore notturne (credit: Arduino Baietto)

Un valore che anche sul nostro territorio ha radici importanti. "Nelle Valli di Lanzo non è stato difficile trovare dei cantori - commenta ancora Giacchero -. Qui chiunque ha un nonno o un bisnonno che cantava".

Nonostante il fenomeno del canto spontaneo venisse studiato già tra Otto e Novecento, solo nel corso degli anni '60 i critici e gli appassionati iniziano a considerarlo una vera e propria cultura musicale specifica, da studiare in quanto tale anche sotto il profilo antropologico.

"Non solo una rassegna mondana, ma un vero e proprio evento culturale"

"Si tratta di uno degli eventi di punta dell'intero anno: una vera e propria manifestazione destinata a diffondere senso di festa, letizia, aggregazione e comunità". Così Daniela Majrano, sindaco di Viù. Ma attenzione, non si tratta di una mera manifestazione mondana, ma di qualcosa in più.

"Questa rassegna - spiega ancora Majrano - non vuole solo far cantare dei gruppi spontanei, ma vuole anche valorizzare la cultura del canto e della musica spontanea: la rassegna, infatti, si accompagnerà anche a dei momenti culturali, come quello dedicato a Costantino Nigra, su cui rifletterà anche lo storico Gianni Oliva".

Il sindaco di Viù Daniela Majrano

Il carattere culturale della rassegna è stato anche riconosciuto dalla Regione Piemonte, che l'ha inserita nell'elenco delle attività culturali del territorio. Di seguito il programma completo del prossimo weekend.

Il programma della Viuleta

Venerdì 15 settembre, dalle ore 20:45 presso il Polivalente, la conferenza: Da donna lombarda alla Viuleta. Una conferenza e un momento di incontro per ricordare la grande figura storica di Costantino Nigra e la sua ricerca sui canti di tradizione orale editati per la prima volta nel 1888.

La serata prevede i contributi di alcuni studiosi con l'utilizzo di documenti multimediali. Lo storico e saggista Gianni Oliva presenterà “Nigra uomo del Risorgimento”.

Franco Castelli, Flavio Giacchero, Emilio Jona e Alberto Lovatto del Centro Ricerca Etnomusica e Oralità (CREO) si occuperanno dei “Canti Popolari del Piemonte” di Costantino Nigra presentando la nuova edizione del 2020 edita da Neri Pozza con allegati sonori. Cesare Chiesa, della Fondazione Vittorio Bersezio, presenterà il filmato “La vittoriosa sconfitta”, ispirato alla figura del Nigra patriota.

credit: Arduino Baietto


Sabato 16 settembre sarà il momento, forse più atteso: La via dei canti. Il momento in cui si potranno sentire i canti spontanei in una sorta di concerto diffuso per i locali di Viù.

Il programma prevede: dalle ore 17:00, presso il Polivalente, un contributo dell'etnomusicologo genovese Mauro Balma con il racconto di una ricerca sul canto tradizionale a Cogne (AO), “Lou Tchot di rappèleur”, ossia Il Piccolo gruppo di quelli che ricordano.

A seguire la presentazione del cortometraggio “Chant à batànt | Canti battenti”, a cura di Flavio Giacchero e Luca Percivalle, realizzato durante il primo appuntamento della rassegna del 10 giugno con la riproposizione dell'antica tradizione dei canti battenti, cioè l'usanza di cantare da un versante all'altro della valle.

Dalle ore 18:00, presso il sagrato della Chiesa parrocchiale, verranno presentati al pubblico gli otto gruppi protagonisti della Rassegna canora provenienti da Piemonte, Liguria, Lombardia, Valle d'Aosta e Emilia-Romagna per un totale di circa ottanta elementi.

credit: Arduino Baietto

Ci sarà inoltre una novità della rassegna: durante la presentazione dei gruppi verrà inaugurato il Premio Viuleta, un riconoscimento che ogni anno verrà attribuito a un soggetto, selezionato dall'organizzazione, che si sarà distinto nella promozione, documentazione, studio e divulgazione del canto spontaneo.

Dalle ore 19:30, presso il Polivalente, apericena per i gruppi ospiti (Sarà possibile accogliere eventuali appassionati fino a esaurimento dei posti disponibili. Costo € 15.00. Gradita prenotazione al n.3483422169).



Dalle ore 21:00 fino alle 24:00 sarà il momento della “Via dei canti”. I gruppi ospiti canteranno in postazioni fisse dislocate all'interno dei locali pubblici di Viù, a diretto contatto con il pubblico. I cantori, nelle varie postazioni, saranno seduti a un tavolo con cibi e bevande e canteranno senza palchi e senza amplificazione, in modo spontaneo.

Il pubblico sarà, come consuetudine ormai della rassegna, dotato di una mappa per muoversi tra le varie postazioni, ascoltare e riconoscere le diverse sonorità e le diverse provenienze dei gruppi. La via dei canti si forma nella leggera luminosità notturna del paese, muovendosi da un locale all'altro seguendo coordinate sonore in un ambiente cordiale e festoso. Ci saranno inoltre alcune postazioni dedicate al canto libero, segnalate nella mappa. La serata si protrarrà fino a tarda notte.

credit: Flavio Giacchero

Alle ore 24:15, presso la piazzetta della Chiesa, un ultimo momento di aggregazione allargato a tutti i partecipanti con una spaghettata collettiva (costo 10 €). Domenica 17 settembre, il terzo giorno della rassegna con: Le vie del sacro.

In mattinata, alle 10:30, presso la Chiesa Parrocchiale, si esibiranno alcuni gruppi, già presenti la sera precedente, nel cui repertorio è compresa una componente liturgica e paraliturgica della propria tradizione orale.

Un canto quindi legato alla dimensione del sacro ma eseguito con le stesse modalità del canto spontaneo profano. Un momento prezioso per poter ascoltare questi antichi canti che molto tempo hanno connesso le persone alla dimensione magica del sacro.

Alle ore 12:15, presso la piazzetta della Chiesa, ultimo momento conviviale e condiviso con un aperipranzo e a seguire il commiato dei gruppi presenti. (Anche in questo caso sarà possibile accogliere eventuali appassionati fino a esaurimento dei posti disponibili. Costo € 15.00. Gradita prenotazione al n.3483422169).

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