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Comitato 10 febbraio
07 Settembre 2023 - 10:57
Igor Bosonin
Quando la delibera ha fatto capolino sull'albo pretorio quasi non riuscivano a credere ai propri occhi...

Si legge: Concessione del patrocinio al Comitato 10 febbraio per l'iniziativa in ricordo del sacrificio della studentessa istriana Norma Cossetto.
"E' legata alla narrazione fascista delle foibe - commentano da Unione Popolare - La richiesta arriva da un esponente dell’estrema destra eporediese, già Casa Pound ora Lega. Già solo questo avrebbe dovuto metter in allerta la giunta di centro-sinistra, ma se non bastasse il nome dell’associazione avrebbe dovuto allarmare sindaco e assessori. Ma aggiungiamo che almeno la parte della giunta più attiva nell’antifascismo avrebbe dovuto conoscere bene l’operazione di falsificazione della storia “in omaggio all’Italia fascista”, come ben ci insegna lo storico Eric Gobetti. Che il simbolo del Comune di Ivrea, città antifascista che ha dato tanto in termini di giovani vite umane perdute per liberarci dal nazi-fascismo, sia affiancato ad una iniziativa di chiara matrice fascista è intollerabile. Ancor più intollerabile che questo patrocinio arrivi da una giunta di centro-sinistra...".
Morale? Unione Popolare chiede a gran voce che il patrocinio venga ritirato "anche in rispetto dei nostri partigiani e delle nostre partigiane morti e morte per la nostra libertà...".
Una richiesta chiara, precisa, senza tanti fronzoli e giri di parole.

"Una rosa per Norma Cossetto - si legge nella delibera di giunta - è l’iniziativa per ricordare il martirio della giovane studentessa istriana, sequestrata, orribilmente seviziata e gettata in una foiba dai partigiani comunisti slavi nel 1943. La manifestazione, promossa in tutta Italia dal Comitato 10 Febbraio, si terrà domenica 8 ottobre 2023, alle ore 10:00 nei giardini Marinai d’Italia a Ivrea, con la deposizione di una rosa davanti al monumento dei Caduti e una breve allocuzione con la quale sarà tratteggiata la figura della giovane martire..".
E poi ancora. "L’8 febbraio 2005 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha insignito la giovane donna della Medaglia d’oro al merito civile con la seguente motivazione: «Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. “Una rosa per Norma”, iniziativa di carattere nazionale, si è tenuta in numerose località italiane... L’Amministrazione aderisce alle iniziative volte alla conoscenza dei principali avvenimenti della storia moderna e contemporanea".
A presentare la richiesta di patrocinio era stato nei giorni scorsi Igor Bosonin, già candidato nel 2018 alla carica di sindaco e di recente passato armi e bagagli tra le file della Lega sotto il cui simbolo si è candidato alle ultime elezioni amministrative.
Bosonin sulla memoria di "Cossetto" è da un po' che ci lavora...

Qualche mese fa, come consigliere comunale d'opposizione a Traversella, è riuscito nell’intento di far approvare, all’unanimità, una mozione per la realizzazione di una targa commemorativa.
“Ho deciso di promuovere questa interpellanza - aveva dichiarato in una nota - perché volevo portare il ricordo di Norma anche in Valchiusella. Soprattutto dopo la vergognosa conferenza del negazionista Eric Gobetti sulle foibe, tenutasi a Ivrea. Questa targa vuole rappresentare il sorriso di questa giovane e coraggiosa ragazza. Un sorriso che per troppi anni è stato deturpato. Presto tutti i cittadini avranno un luogo in cui deporre una rosa o renderle semplicemente omaggio. Lei, martire che ha pagato con la vita la “colpa” di essere italiana è un simbolo della violenza sulle donne e tutto quello che ha subito non deve essere dimenticato. Norma: il tuo sorriso seppellirà l’odio dei negazionisti”.
A Ivrea, invece, Bosonin ci aveva già provato nel 2019 chiedendo di intitolare alle "vittime delle foibe" una via, una strada, una piazza, anche solo un giardinetto, sulla base della Legge n. 92 del 30 marzo 2004, con cui si è istituita la giornta del ricordo (il 10 febbraio, ndr).
“È incredibile - diceva in allora - che a 15 anni dall’entrata in vigore dei quella legge così tanti comuni della provincia di Torino non abbiano ancora una via dedicata ai martiri italiani. Lo troviamo inaccettabile e ci siamo mossi coi nostri legali per colmare questa vergognosa lacuna. Non è però solo questo che ci spinge: è per noi un onore ed un dovere essere gli unici che realmente portano avanti la memoria delle vittime italiane trucidate per mano del dittatore comunista Tito”.
E se è vero che la Legge prevede iniziative volte a conservare la memoria di quei drammatici fatti e altrettanto vero che l’argomento in sè, più e più volte è stato utilizzato per procurar battaglia e non se ne capisce il motivo...
“Ve lo dico io perchè - ribatteva, sempre nel 2019, Mario Beiletti presidente dell’Anpi - Il “Giorno del Ricordo” è diventato una celebrazione egemonizzata dalla destra per dimostrare che i comunisti ed i partigiani slavi furono altrettanto feroci del nazismo, con una traballante equazione fuori da una attenta analisi storica. Quei fatti ebbero un loro aberrante “senso” o “non-senso” nelle difficili situazioni dell’occupazione fascista della Jugoslavia, della guerra partigiana titina, delle vendette, dei nazionalismi, nella difesa ad oltranza delle rispettive posizioni, nella guerra fredda che soffocò all’epoca ogni tentativo di conoscenza storica. Il risultato? I fascisti di oggi cavalcano le sofferenze di quei fatti... Tutto questo è la conferma del ritorno di un vecchio/nuovo fascismo. E serve solo a coprire il vuoto di valori e di progetti utili per i Cittadini...”.
L’Anpi puntualizzava (e ancora puntualizza) che il tragico problema delle foibe non poteva essere affrontato con le pur rispettabilissime emozioni degli esuli e con le contrapposizioni cavalcate strumentalmente dalle destre. A loro dire si sarebbe invece dovuto continuare il dialogo con le famiglie e le associazioni interessate, per restituire serenità e riflessione ad un dibattito (che troppo spesso ha finito per sfociare nell’apriorismo e nel pregiudizio) e per giungere ad una condivisione storiografica di quelle vicende che - ricordava Beiletti -vanno considerate per dimensioni storiche e cronologiche: differenti le foibe istriane del 1943 da quelle del 1945, ad esempio.
“Nel numero delle vittime - specificava Beiletti - vanno conteggiate sia quelle avvenute per mano fascista che quelle del periodo successivo alla caduta del fascismo ed oltre. Con lo stesso vocabolo vengono poi definiti episodi tra loro differenti come le stragi, le vendette politiche, l’eliminazione di oppositori nei campi di internamento…”.
“Anche lo sterile utilizzo dei numeri non ci viene in soccorso - concludeva l’Anpi - si passa dalle centinaia alle migliaia senza una adeguata distinzione tra l’appartenenza nazionale e la lingua madre, interrogativo difficile da risolvere in una terra di intensa eterogeneità. Oltre agli esuli italiani emigrarono anche croati e sloveni, non solo per motivazioni politiche, ma altresì per problemi di carattere economico, mossi dalla speranza di migliorare la propria situazione. È quindi evidente che fattori di tipo nazionale si compenetrarono con quelli economici...”.
Fra le vittime delle foibe vi furono torturatori fascisti, Partigiani, semplici Cittadini.
“A quali di essi intendono dedicare una via i promotori? - si domandava Beiletti - Forse, prima, dovrebbero studiare, conoscere, strapparsi dagli occhi il velo d’odio che li acceca....".
Insomma secondo Beiletti "la proposta di intitolare una via alle vittime delle foibe dimostrava senza ombra di dubbio la volontà di scatenare strumentalmente una campagna contro l’ANPI e contro l’eredità dei Partigiani".
A Norma Cossetto nel 2005 venne conferita la medaglia d'oro al valor civile dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
PER APPROFONDIRE
La storia falsificata in omaggio all’Italia fascista: il caso di Norma Cossetto, di Eric Gobetti (Volere la luna, 3/11/2021)
Sulla vita di Norma Cossetto è stato girato un film: "Red Land, Rosso Istria".
E' un film del 2018 diretto, sceneggiato e prodotto da Maximiliano Hernando Bruno. L'opera, distribuita in Italia il 15 novembre 2018, si concentra sulla seconda guerra mondiale in Istria dopo l'8 settembre 1943 (subito dopo la firma da parte dell'Italia dell'armistizio separato con gli angloamericani) e sulla vita della giovane studentessa istriana Norma Cossetto morta a 23 anni.
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