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Caluso

La protesta dei cittadini di Arè: "Questo non è un sottopasso, è un buco"

L'opera realizzata per la chiusura del passaggio a livello di frazione Arè crea malcontenti e ricorsi

La protesta dei cittadini: "Questo non è un sottopasso, è un buco"

"Altro che sottopasso! Quello è un buco, un buco nel quale dovrebbero passare i “ciclisti” ed i “pedoni”".

Il geometra Luigi Canaldi è su tutte le furie. Quest'opera l'ha contestata fin dal primo momento ed ora che è sotto gli occhi di tutti, proprio non può restare zitto.

IL SOTTOPASSO è ritenuto un "buco" nel quale dovrebbero passare pedoni e ciclisti

"E' stato realizzato non seguendo le normative in quanto, per legge il passaggio deve obbligatoriamente essere almeno di 5 metri di larghezza per 3 metri di altezza oltre al fatto che deve obbligatoriamente essere garantita la protezione dei pedoni, il passaggio dei portatori di handicap che da lì dovrebbero poter passare con le carrozzine".

Ma così non è e Canaldi inforca: "Da chi è stato concepito questo buco? Con lavori che durano per 24 ore al giorno da circa sei mesi con uno sperpero di denaro pubblico".

Attualmente, per raggiungere il centro di Caluso, ci vogliono pochi minuti in auto, ma dopo i lavori, i residenti di Aré dovranno percorrere oltre 9 chilometri lungo la statale 26 in direzione sud, svoltare sulla circonvallazione est e poi rientrare sulla statale 26 in prossimità della casa cantoniera.

I cittadini avrebbero un passaggio più grande, percorribile anche dalle auto.

Contro quest'opera, lo scorso 23 aprile Canaldi, attraverso l'avv. Vittorio Barosio ha presentato un ricorso al Presidente della Repubblica. Un atto di ben 25 pagine con il quale viene chiesta in via cautelare, la sospensione dell’efficacia degli atti impugnati; nel merito, l’accoglimento del presente ricorso straordinario, con le conseguenti statuizioni.

Poco prima aveva presentato un analogo ricorso al Consiglio di Stato. Ma ora ha deciso di arrivare proprio all'ultimo grado di appello della giustizia amministrativa. 

Canaldi e il suo avvocato sostengono che le autorità non hanno effettuato la verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale e che Rfi non ha effettuato la verifica d'interesse archeologico. Inoltre, Canaldi ha preparato una perizia per richiesta danni perché gli è stato espropriato oltre mille metri di terreno.

«Oltre al ricorso - spiega Canaldi - ho preparato anche una perizia per richiesta danni perché mi hanno espropriato oltre mille metri di terreno: circa 157 metri quadrati per realizzare una rotonda in prossimità del sottopasso e altri mille metri per l'area cantiere. Su quel campo utilizzato per il cantiere non potrò più coltivare per chissà quanto tempo»

I residenti non sono contrari alla soppressione del passaggio a livello, ma avrebbero preferito che il sottopasso fosse percorribile anche in auto.

I lavori per eliminare il passaggio a livello, dove nel maggio 2018 ci fu un disastro ferroviario, hanno provocato la protesta dei residenti che si sono visti anche espropriare i terreni.

Il timore di tutti, qui, è che l'isolamento dalla città causerà la chiusura delle attività, come un bar il cui concessionario è già pronto a trasferirsi.

IL PROGETTO

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