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18 Agosto 2023 - 11:08
Territori senza copertura: una vera e propria emergenza
Tra le tante sfide che spesso si trovano ad affrontare le aree interne ci sono anche quelle legate al digital divide. Queste due parole indicano quella disparità che prende forma quando due persone, due territori o due realtà economiche non hanno lo stesso accesso al mondo digitale.
In questo contesto, uno dei problemi più rilevanti è sicuramente legato alla linea telefonica. Quante volte, passando per le Valli di Lanzo vi sarà capitato di non riuscire ad "aggrapparvi" alla linea? "Non c'è campo..." avrete probabilmente mormorato sconsolati dentro di voi.
Ebbene, non si tratta solo di qualcosa di scomodo. L'assenza di linea può diventare un vero e proprio pericolo per la propria incolumità.
Proprio per questo Uncem (l'Unione nazionale comuni comunità enti montani) ha lanciato un appello: da qualche giorno è infatti possibile scrivere all'associazione per segnalare disagi relativi alla copertura dei cellulari nelle aree montane e interne. Nel 2019 l'esperimento era più che riuscito: all'associazione erano arrivate ben 1450 segnalazioni.
All'epoca Uncem le aveva raccolte tutte e le aveva portate all'attenzione dello Stato centrale, che dovrebbe occuparsi del problema. Ora il presidente nazionale Marco Bussone (che peraltro è di Vallo Torinese e quindi il nostro territorio lo conosce bene) ci vuole riprovare.

Il presidente nazionale di Uncem Marco Bussone
Anche perché in cinque anni non è che si siano fatti grandi passi avanti. Certo, nella legge di bilancio 2020 sono stati previsti 1,5 milioni per nuovi tralicci, ma ancora devono essere spesi.
"Anche le Regioni - commenta Uncem - hanno programmato investimenti e altri dovranno essere previsti nei POR FESR e grazie al PNRR. Dove non arrivano le imprese private, deve intervenire lo Stato con investimenti pubblici. nessuno però deve voltarsi dall'altra parte. Il digital divide parte dalle reti mobili ed è un problema serio".
"Certo, Tim copre il territorio, ma tutti gli altri operatori sono carenti". Parola di Gianni Castagneri, primo cittadino di Balme. Il paese di un centinaio di abitanti si trova in punta alla Val d'Ala di Lanzo, e qui la connessione alla linea telefonica è un vero e proprio pasticcio.
"Noi abbiamo delle zone di alta montagna dove non prende - spiega Castagneri - ed è un problema anche per gli escursionisti perché non possono chiedere soccorso in caso avessero bisogno". Lo dicevamo prima, senza linea telefonica può essere messa a repentaglio anche l'incolumità delle persone.

Gianni Castagneri, sindaco di Balme
"Spesso, infatti - racconta Castagneri - gli escursionisti non si attrezzano e sperano che tutto vada bene". Una situazione tremendamente intollerabile. "Dopo alcune nostre richieste in passato era stato messo un ripetitore, che però poi è stato divelto da una valanga. Non è stato poi rimesso in funzione".
Eppure il servizio andrebbe implementato, "perché siamo piccoli ma migliaia di persone ci frequentano d'estate...". Stesso problema a Usseglio, che invece svetta sulla Val di Viù, accanto alla Val d'Ala. "In frazione Margone ad esempio non prende - ci dice il sindaco, Pier Mario Grosso -. Forse prende Vodafone in qualche posto, mentre ad esempio Tim non prende proprio".

Il sindaco di Usseglio Pier Mario Grosso
Ad essere completamente scoperto è invece il lago Malciaussia. Una situazione gravissima se si pensa che soprattutto d'estate migliaia di persone frequentano il luogo, che è una delle mete turistiche più conosciute delle Valli di Lanzo. "Il ripetitore che abbiamo a Montebasso - constata ancora Grosso - è molto precario e andrebbe sostituito...".
Anche qui, l'anno scorso un escursionista era caduto in un dirupo e non era riuscito a chiedere aiuto velocemente proprio per la mancanza del segnale. Questo perché il numero d'emergenza nazionale (il 112) funziona solo se ci sono altri operatori diversi dal proprio che funzionano nelle vicinanze. Ma quando il segnale manca completamente a distanza di chilometri, neanche il 112 funziona.

Al lago di Malciaussia (in foto) il segnale non c'è
"La gente - commenta ancora Grosso - deve vivere in montagna con dei servizi, perché se uno non ha neanche un segnale come fa, per esempio, a collegarsi a internet per lo smart working?".
"Le faccio due esempi: Bertesseno e Niquidetto sono due delle zone che a Viù hanno una ricezione molto bassa". Daniels Majrano, il sindaco del paese, aveva già segnalato il problrema anni fa. L'abbiamo contattata non solo perché è vicepresidente dell'Unione Montana Alpi Graie, l'organismo che tiene assieme molti comuni delle Valli di Lanzo, ma anche perché il suo paese, Viù, ha una superficie molto estesa e diverse frazioni lontane dal concentrico.

Il sindaco di Viù, Daniela Majrano
Frazioni in cui anche fare una telefonata diventa difficile. "Il problema - spiega il primo cittadino - crea ancora più scompenso tra aree povere di servizi e aree ricche... la buona ricezione sarebbe fondamentale per attrarre sia residenti che villeggianti".
Chi risiede nelle aree montane, di fatto, ha molti meno diritti del concittadino che abita a Torino, a Venaria o anche solo a Ciriè o Lanzo.
La linea telefonica, così come la mancanza di una buona sanità territoriale o di un trasporto pubblico locale decente, è dunque sì una questione di sicurezza, ma anche di accesso ai diritti sostanziali (alla comunicazione, alla salute, alla mobilità) che dovrebbero concretizzare quelli formali sanciti dalla Costituzione.
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