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Morte di Bettazzi, mons. Ricchiuti di Pax Christi: "Oggi tutti parlano di te, ma lascia che te lo dica, caro Luigi: ora che sei morto, pensano che tu possa dare meno fastidio"

Un vescovo “scomodo”, guidato dallo spirito del missionario, grande amico di don Tonino Bello, in prima linea per la pace e per i diritti degli ultimi. Così l'ha ricordato in Duomo, con parole forti, vere, senza ipocrisie, il vescovo di Altamura

Morte di Bettazzi, mons. Ricchiuti di Pax Christi: "Oggi tutti parlano di te, ma lascia che te lo dica, caro Luigi: ora che sei morto, pensano che tu possa dare meno fastidio"

Monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura e presidente di pax Christi Italia

Un vescovo “scomodo”, guidato dallo spirito del missionario, grande amico di don Tonino Bello, in prima linea per la pace e per i diritti degli ultimi.

Contro le guerre, la militarizzazione, le armi e l’invio di armi, a favore della risoluzione politica dei conflitti e per la non violenza. 

Tutto questo è stato monsignor Luigi Bettazzi, per 33 anni vescovo di Ivrea, presidente emerito di Pax Christi, deceduto il 16 luglio all’età di 99 anni. 

Monsignor Luigi Bettazzi (archivio)

Tutto questo è quanto traspare dalle parole con cui oggi, in occasione dei funerali celebrati in Duomo a Ivrea, monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura e attuale presidente di Pax Christi Italia, il movimento cattolico per la pace, ha reso onore a monsignor Bettazzi.

Di fronte ad una Chiesa piena di vescovi e sacerdoti, autorità religiose e laiche, rappresentanti delle associazioni e semplici cittadini, monsignor Ricchiuti ha usato parole forti, non banali, vere e cariche di sentimento per ricordare il vescovo emerito di Ivrea. Un "fratello Vescovo".

“Oggi tutti parlano di te. Ma lascia che te lo dica, caro Luigi, ora che sei morto, pensano che tu possa dare meno fastidio di quanto invece lo davi da vivo”.

Monsignor Ricchiuti ha saputo ricordare Bettazzi senza ipocrisie, rimarcando il fatto che le sue posizioni assunte negli anni per la pace e contro i potenti, per qualcuno potevano essere scomode.

Il Duomo pieno per Bettazzi (foto Luisa Romussi)

Il Duomo, durante l’intervento del presidente di Pax Christi Italia, s’è lasciato andare ad un lungo applauso.

Un saluto fraterno, carico di commozione, a te carissimo fratello vescovo Luigi - è l’esordio dell’intervento di monsignor Ricchiuti -. Grazie per l’impegno, il lavoro, i viaggi che come presidente di Pax Christi nazionale ed internazionale hai voluto percorrere. 

Le tue scelte coraggiose hanno guidato e illuminato il nostro cammino di Pax Christi, ma non solo il nostro.  Le hai fatte tutte le marce della pace, fino all’ultima, proprio nella diocesi di cui sono vescovo, ad Altamura, il 31 dicembre 2022. 

E poi come non ricordare oggi la difesa che tu hai avuto verso gli obiettori di coscienza, verso le varie forme di obiezione, la scelta di essere dalla parte delle minoranze e degli scarti, degli scartati, dei poveri.

Nello spirito del Concilio che tu hai sempre richiamato e testimoniato in prima persona: eri probabilmente ancora l’unico superstite vescovo di quella bellissima primavera della Chiesa che è stato il Concilio Ecumenico Vaticano II”.

Monsignor Ricchiuti ha ricordato il “patto delle catacombe” che Bettazzi sottoscrisse insieme ad altri vescovi per una chiesa più semplice e più agile.

“Oggi tutti parlano di te. Ma lascia che te lo dica, caro Luigi, ora che sei morto, pensano che tu possa dare meno fastidio di quanto invece lo davi da vivo”.

Tu ci hai indicato la fedeltà alla parola di Dio, una fedeltà che talvolta ti è stata anche rimproverata, anche all’interno della Chiesa - ha aggiunto Monsignor Ricciuti -. Noi vogliamo chiederti perdono per quei momenti. Ci hai indicato l’amore per l’uomo e per la donna, per le persone, per gli ultimi soprattutto. Oggi tutti parlano di te. Ma lascia che te lo dica, caro Luigi: ora che sei morto, pensano che tu possa dare meno fastidio di quanto invece lo davi da vivo. Quante volte le tue posizioni anche recenti contro la guerra e contro il riarmo sono state criticate o quanto meno ignorate. Siamo qui ancora oggi con te a denunciare la follia delle spese militari.

Ci hai indicato la passione per la pace e la non violenza, una passione che ti ha messo spesso in situazioni di isolamento, che tu hai vissuto sempre con il sorriso sulle labbra e con quelle battute che sdrammatizzavano ogni situazione, anche le più difficili”.

Tu continui a camminare con noi - ha concluso il presidente di Pax Christi Italia - insieme a don Tonino e tutti quei testimoni e martiri della pace.  Tu non sei l’uomo del passato, Luigi, fratello Vescovo, ma del futuro. E il modo migliore per ricordarti è continuare sulla strada tracciata con la stessa forza e la fantasia creativa e generatrice, sapendo osare e sognare la pace.

Camminare nella stessa direzione che tu ci hai indicato, con il ricordo vivo dei tanti martiri, delle vittime dell’ingiustizia, delle violenze della guerra per la cui denuncia tu hai speso tutta la tua vita”.

La salma di Bettazzi in Duomo (foto Luisa Romussi)

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