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Emergenza pediatri in collina: gli specialisti sono sempre meno

Le criticità sono state sollevate alla riunione dei sindaci dell'ASL TO4

Emergenza pediatri in collina: gli specialisti sono sempre meno

Sanità pubblica allo sbando, la privatizzazione è dilagante e manca il personale. 

È a grandi linee questo il quadro che ha restituito la riunione dei Sindaci dell’ASL TO4, tenutasi a Ivrea mercoledì scorso, il 12 luglio. 

Un rendez-vous generale, per discutere i problemi che affliggono la sanità pubblica: mancanza di personale, sempre meno fondi, tagli ai servizi e liste d’attesa con tempi biblici. L’elenco sarebbe veramente lunghissimo. 

Tra le tante tematiche sollevate, però, ne spunta una che fa particolare riferimento a Gassino, San Raffaele e i dintorni della collina. Sul palco a parlare dell’argomento è salito Paolo Cugini, sindaco di Gassino, con tanto di delega del primo cittadino sanraffaelese Ettore Mantelli che non è riuscito a presenziare all’incontro. 

Paolo Cugini, sindaco di Gassino

“Per quanto riguarda il nostro territorio, le questioni su cui sono intervenuto sono due: la neuropsichiatria infantile e i pediatri - spiega Cugini - la prima tematica è molto delicata, ma nelle nostre zone c’è una specialista e se non può visitare, anche solo perché è malata, è un grosso problema. I pediatri, invece, sono un’altra nota dolente: dopo il pensionamento del dottor Gobetto, che stava a Gassino, ancora non è stato trovato un sostituto. 

E sì, la questione pediatri è spinosa. Non è un caso che a dicembre dell’anno scorso fosse partita, da alcune mamme gassinesi, una raccolta firme indirizzata direttamente all’ASL TO4. Una volta andato in pensione Gobetto, il pediatra di Gassino, in città sarebbe rimasta solamente più una dottoressa che, per altro, avrebbe dovuto farsi carico anche dei piccoli pazienti del circondario, vale a dire Cinzano, Sciolze e San Raffaele. L’assenza di un secondo ambulatorio pediatrico è l’ennesimo duro colpo per il nostro comune e quelli limitrofi - si leggeva nella lettera inviata dalle mamme della zona al direttore generale dell’ASL TO4 - chiediamo un’immediata soluzione, che possa garantire la presenza di uno specializzando nell’ambulatorio di Gassino, soprattutto in questi mesi invernali”. 

A più di 6 mesi di distanza, dunque, qual è la situazione? Esattamente come lo scorso inverno: il sostituto del dottor Gobetto ancora non è arrivato e in città (sia per Gassino che comuni limitrofi ovviamente) rimane una sola pediatra. 

Dall’ASL ci dicono che anche con un pediatra solo il “livello minimo” è garantito - continua il primo cittadino gassinese - a San Raffaele è successa la stessa cosa, si è deciso di non emettere un bando per coprire il posto vacante. Alla riunione dei Sindaci, dopo che ho sollevato questi problemi, mi hanno risposto che c’è chi sta peggio. Certo, ma “mal comune mezzo gaudio” non funziona. Il Piemonte è diventata la penultima regione, prima della Sardegna, per persone che scelgono di rinunciare a curarsi nel pubblico per andare sul privato, quando se lo possono permettere. La gente è talmente scoraggiata che nemmeno ci prova più a curarsi nel pubblico. Poi però vogliono che i genitori facciano più figli: nemmeno ci sono gli specialisti! Si parla tanto del Covid e degli strascichi che ha lasciato la pandemia sui ragazzi: c’è il bonus psicologo ma non i medici di neuropsichiatria infantile. Il punto qui non è incolpare le ASL o chi per sé, ma rendersi conto che se siamo arrivati a questo punto non è per via di un accidente del destino: se la sanità pubblica è in determinate condizioni è solamente il frutto di tagli ai fondi e scelte politiche sbagliate, che hanno voluto spingere verso l’arricchimento dei privati. La responsabilità è della Regione, e finché non si sceglierà di finanziare maggiormente la sanità pubblica, è difficile che la situazione migliori”.

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