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Privatizzazione degli ospedali di Cuorgnè e Lanzo: Scarpetta rassicura i sindaci

Ieri in Conferenza dei sindaci Asl i rappresentanti delle amministrazioni di Cuorgnè e Lanzo hanno espresso tutta la loro preoccupazione

Privatizzazione degli ospedali di Cuorgnè e Lanzo: Scarpetta rassicura i sindaci

Che prospettiva inquietante, quella dei due ospedali di Cuorgnè e di Lanzo in mano ai privati. I sindaci di Cuorgnè e di Lanzo non avranno dormito sonni tranquilli in questi giorni. Ieri, alla Conferenza dei sindaci dell'Asl To4 di Ivrea, Giovanna Cresto di Cuorgnè e l'assessore Ernestina Assalto di Lanzo Torinese ne hanno approfittato per chiedere al direttore generale ASL Stefano Scarpetta un segnale di speranza.

O quantomeno un chiarimento. Quello studio commissionato dalla Regione che suggerisce di esternalizzare svariati servizi ospedalieri rischia di indirizzare l'attività della Regione verso lo smantellamento della Sanità territoriale. Scarpetta, per conto suo, sa poco o nulla.

"Nessun incarico di dare atto allo studio"

"Non ho avuto alcun incarico di perseguire quello che c’è scritto nello studio - ha detto ieri in Conferenza - . Di questi studi ne abbiamo visti tanti, e io lo vedo come un punto di partenza". Non come una prescrizione o un "diktat", come aveva detto Assalto a La Voce. Insomma, niente di vincolante, niente di cui preoccuparsi. Al momento.

"Abbiamo intenzione di continuare a far funzionare le sale: su Lanzo, lo ammetto, stiamo facendo più fatica, mentre su Cuorgnè stiamo utilizzando le sale operatorie in maniera importante". Ma al di là delle differenze, l'idea dell'Asl è identica per entrambi i presidii: "Fino a ordini contrari l'impegno è quello di mantenere e migliorare il servizio".

La sindaca di Cuorgnè Giovanna Cresto

Assalto ha chiesto a Scarpetta di venire sul territorio a illustrare lo studio. Meglio sarebbe se ci fosse anche l'assessore regionale Luigi Genesio Icardi, ma visto il modus operandi adottato fino ad ora nessuno ci spera più. "Verremo a illustrare lo studio sul territorio - ha aggiunto Scarpetta - magari assieme a chi l'ha fatto".

Per il resto, il Direttore Generale non ha potuto fare altro che allargare le braccia. Non è lui a decidere e dunque non è lui a poter dare risposte.

"Se la decisione è questa, i territori si metteranno di traverso"

"Quando venne qui a Cuorgnè, Cirio disse che chi abita a Frassinetto deve avere gli stessi diritti di chi abita a Torino - aveva detto Cresto prima della risposta di Scarpetta - e io ho creduto al mio presidente. Lo studio, però, dice che a Cuorgnè deve restare solo il Punto di Primo Intervento, mentre a Lanzo non serve nemmeno quello".

Tina Assalto

"Il nostro territorio - ha poi aggiunto Tina Assalto - ha deciso di potenziare tramite i fondi della Strategia Nazionale Aree Interne la sanità territoriale. Ma quella strategia è stata sottoscritta sì dai territori, ma anche dalla Regione e dal Ministero. In quella strategia noi abbiamo chiesto alla Regione un impegno: potenziare l’attività dei presidii ospedalieri come quello di Lanzo".

Se però l’indicazione è quella di privatizzare tutto,  "i territori si metteranno di traverso e diranno di no. Se al momento non ci sono indicazioni per dar corso a questo studio io lo prendo come un dato positivo, però chiedo anche a chi può di mantenere gli impegni presi".

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