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06 Luglio 2023 - 17:26
La tensostruttura di via Baraggino a Chivasso
Nessuna offerta pervenuta. Zero.
Il bando comunale per affidare in concessione d’uso gratuito la tensostruttura del Campus delle associazioni di via Baraggino, scaduto il 19 giugno, è andato deserto.
E così il cerchio su quell’impianto di 920 metri quadrati con bagni e spogliatoi, da un paio d'anni al centro delle cronache, continuare a rimanere aperto.
Dalla primavera di due anni fa si parla infatti ciclicamente, sulle pagine dei giornali e nell’aula del tribunale di Ivrea, dov’è in corso il processo Platinum, della tensostruttura coinvolta nell’inchiesta del maggio 2021 contro le infiltrazioni della 'ndrangheta a Chivasso e a Volpiano.
“Per il Full Bar pagavamo al comune di Chivasso un affitto di 700 euro al mese. Quando lo prendemmo in gestione, con una funzionaria del Comune stringemmo un patto che ci avrebbero poi dato da gestire anche il vicino campo di calcio a cinque. Non capitò mai e così tempo dopo lasciammo l’attività. Anche perché nel mentre avevamo già fatto un accordo con la proprietà dell’area commerciale del Bennet per aprire il Nimbus...”.
A parlare, in un'udienza in tribunale a Ivrea del febbraio scorso, è Giuseppe Pino Vazzana, in carcere da due anni con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Vazzana aveva in gestione con la famiglia, tra le altre cose, il bar del Campus di via Baraggino - fino al settembre 2017 - quando proprio per non aver ottenuto la vicina tensostruttura con i campi da calcio a 5, restituì le chiavi dei locali del "Full" a Palazzo Santa Chiara.
Nelle 1.400 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Edmondo Pio, una cinquantina almeno si concentrano su Chivasso.
L'ingresso del campus delle associazioni all'ex Tav
E in alcune di queste si parla anche della tensostruttura.
In particolare in una conversazione telefonica tra Giuseppe Vazzana e Claudio Castello, il primo affronta nuovamente la questione relativa all’assegnazione del campo da calcetto, rinnovando il proprio interesse in tal senso, ovvero in caso di impossibilità, la volontà di rescindere anche il contratto di locazione del bar.
"Il primo cittadino - si legge nell'ordinanza del gip - gli assicurava che il giorno successivo avrebbe parlato con tale Colavitto e successivamente gli avrebbe fatto sapere qualcosa. Vazzana: “No, noi abbiamo avuto un problema con l’Asl… che è venuta l’Asl e c’è un problema con la licenza, nel senso che sono stati… ci sono delle irregolarità con la licenza… quindi io, per quello volevo che ci vedessimo, anche la settimana prossima… cioè, io vengo in Comune, non è un problema”. Castello: “Sì”. Vazzana: “Veniamo giù, se tu mi dai un appuntamento, vediamo ste cose e vediamo come poter fare per risolverli o come possiam fare per lasciarlo, se non c’è… cioè, non è un problema per me capisci io non voglio mettere in difficoltà nessuno”. Castello: “Ho capito”. Vazzana: “Nè te… nessuno, nessuno cioè… io non voglio mettere in difficoltà nessuno”. Castello: “Hai già parlato con i preposti del Comune o ancora niente?”. Vazzana: “Ma no, ma è inutile che parli… cioè, tu sai benissimo che parlare con loro per me diventa complicato cioè…”. […] Castello: “Io devo chiedere alla Colavitto domani mattina, la prima cosa che faccio è quella…”.
Per la cronaca, nel settembre 2017 il bar Full ha chiuso. E del campo da calcetto che Vazzana avrebbe voluto ottenere in gestione non s’è fatto più nulla.
E nulla continua a farsi oggi, che il bando di assegnazione a titolo gratuito è andato a deserto.
Il Comune di Chivasso - sindaco per il mandato-bis lo stesso Claudio Castello - un mese fa aveva indetto una procedura comparativa per l’assegnazione in Comodato d'uso gratuito della Tensostruttura ubicata presso Campus delle Associazioni - Area Ex Tav in Via Baraggino a Chivasso”. Ma nessuna offerta è arrivata.
Ora si dovrà capire quali siano e intenzioni dell’amministrazione chivassese e perché nessuno vuol prendersi in gestione un impianto che comunque sorge all’interno di un’area riservata alle associazioni sportive e culturali e che potrebbe - in linea teorica - far gola a chi pratica sport.
La motivazione più semplice che ci viene in mente è che il calcio a 5 non tira più come tirava un tempo.
Forse sarebbe il caso di riconvertire la struttura in un campo da Padel. Allora sì che - probabilmente - le offerte per assumerne la gestione non mancherebbero. Ma il tema è: il Comune è disposto a riconvertire l’impianto?
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