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L'intervista
19 Giugno 2023 - 15:24
"Il debito di 26mila500 euro sulla mensa scolastica? È uno dei motivi che, sin da quando ero vicesindaco, mi ha fatto propendere per la fusione dei Comuni". Rosaria Rita Sforza, detta Rori, a Fiano ha fatto prima il consigliere in seno al consiglio di Istituto, poi il consigliere di minoranza e poi il vicesindaco.
Quest'ultima esperienza l'ha conclusa giusto due anni fa, nel primo esecutivo guidato da Luca Casale, il sindaco che ancora oggi guida Fiano e che nei giorni scorsi ha inviato ai genitori una lettera con cui sensibilizzarli in merito al pagamento della mensa scolastica, a fronte di un debito di 26mila500 euro.
Sforza coordina le attività del comitato Oltrestura Futura, che si spende per la fusione dei Comuni della riva destra dello Stura, ed interviene nel dibattito perché pensa che quello che è accaduto sia la riprova politica che la fusione dei Comuni è necessaria.

La lettera del Comune di Fiano
"Quando ero assessore all'istruzione - racconta - sono venuti fuori questi problemi. Già vent'anni fa, a dire il vero, venne stipulata una convenzione con cui si diceva che alla mensa avrebbe dovuto provvedere Fiano, anche se l'Istituto serviva anche Vallo, Varisella e La Cassa".
All'epoca venivano comprati dai genitori dei buoni pasto, che venivano poi dati ai bambini e presentati a mensa poco prima del pranzo. "Era intorno ai cinque euro - ricorda Sforza - e il prezzo era lo stesso per i non residenti. Poi si è cominciato a passare al servizio online e da lì alcuni non hanno più pagato".
Il passaggio all'online, sostiene Sforza, avrebbe tranciato alla base quel rapporto tra cittadini e Comune che poteva essere un valido pretesto per intercettare situazioni di disagio: "Non andando in Comune a prendersi il blocchetto di buoni - dice Sforza - i cittadini cosiddetti morosi incolpevoli [cioè quelli che non pagano perché non possono] non più hanno la possibilità di prendere contatto con l'impiegato".
E dunque di parlarci, di esporre problemi, di ricevere possibili soluzioni. Si trattava insomma di una relazione che per Sforza invece sarebbe fruttuoso riprendere. A questo punto, dice Sforza, non sarebbe male reintrodurre nuovamente i vecchi blocchetti "analogici".
C'è poi un altro tema: "Fiano non solo ci metteva le risorse - dice Sforza - ma si accollava anche i debiti...". Cosa che gli altri Comuni non facevano e non fanno. L'aveva ben spiegato Casale: il Comune ha dato in appalto a una ditta il servizio di refezione scolastica, e, come da capitolato, si è posto da garante per eventuali inadempienze nei pagamenti da parte degli utenti.
Morale della storia? "Il problema sarebbe risolto con la fusione - ci dice Sforza - perché ci sarebbe un unico ufficio acquisti e tutti gli abitanti in un solo Comune avrebbero gli stessi tipi di oneri e lo stesso trattamento".
Altra questione dolente, per Sforza, è la messa a ruolo dei debiti. Per "somme messe a ruolo" si intendono le somme ancora da pagare. Si tratta, ad esempio, di debiti verso l'Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni, Province, Regioni. Questi enti creditori trasmettono a Equitalia l'elenco dei debiti e dei debitori e in questo caso i debitori ricevono una cartella di pagamento.

Il sindaco di Fiano Luca Casale
"Ma questo processo comporta un lavoro esagerato - è l'opinione di Sforza -. Si tratta di un'altra disfunzione legata alle piccole dimensioni del Comune. Di fatto, quei crediti diventeranno crediti di dubbia esigibilità".
E dunque? La fusione è un obiettivo politico di lungo termine, ma nel breve termine come potrebbero attrezzarsi i Comuni per gestire più efficacemente il servizio mensa? "Si potrebbe fare una convenzione tra tutti i servizi mensa, con un solo appalto che farebbe pagare la stessa somma e permetterebbe di gestire eventuali contenziosi in una sola gara d'appalto".
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