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Chivasso

Mal di pancia in maggioranza: l'associazione anti-aborto scuote ancora il PD

Liti e opposte visioni sulla partecipazione del CAV ad un tavolo sulle povertà. Intanto Gasparri se ne va

Mal di pancia in maggioranza: l'associazione anti-aborto scuote ancora il PD

Castello, sindaco di Chivasso

Se non sono scricchiolii, per lo meno sono piccole scosse quelle che stanno turbando questo mese di giugno nella maggioranza del sindaco Claudio Castello.

La prima è una notizia un po’ a sorpresa.

Trapela da Palazzo Santa Chiara infatti l’indiscrezione che sarebbero prossime le dimissioni della consigliera comunale Chiara Gasparri, volto nuovo di Sinistra Ecologista.

Chiara Gasparri, consigliera comunale di Sinistra Ecologista

Gasparri avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico per sopraggiunti impegni lavorativi, pare, a partire dal prossimo mese di settembre: al suo posto, dopo l’estate, dovrebbe subentrare uno tra Veronica Davico e Francesco Dentico, entrambi primi esclusi a pari merito con 30 voti di preferenza ciascuno.

Sinistra Ecologista è rappresentata in Giunta dall’assessore Fabrizio Debernardi, capolista e primo degli eletti.

Gasparri solo un anno fa venne eletta in Consiglio con 62 preferenze personali.  

Se si concluderà, come pare, la sua esperienza a Palazzo Santa Chiara è stata una parentesi. O, meglio, una meteora.

Di lei si ricorderanno soprattuto gli accesi scambi verbali con Bruno Prestìa, consigliere comunale di “Per Chivasso”.

Come quando, ad esempio, la maggioranza respinse al mittente la mozione che l’opposizione presentò per istituire una commisione ad hoc per vigilare sulla manutenzione della rete idrica da parte di Smat, la società che ha in gestione il servizio. La mozione venne respinta, su richiesta della capogruppo di Sinistra Ecologista, per una mera “questione di forma” e il dibattito in Consiglio fu feroce.   

Gasparri ha ricordato agli altri consiglieri di essere andata a scuola: bene, anche noi grazie a Dio ci siamo andati e non andiamo di certo a sviscerare titoli o filosofi preferiti. A noi interessa la sostanza, ovvero risolvere la questione acquedotto, a lei invece probabilmente la forma se “non le piace la mozione posta così”... come ha detto”, tuonò Prestìa dai banchi dell’opposizione.

Le prossime dimissioni di Gasparri non sono l’unico argomento di discussione all’interno della maggioranza di centrosinistra. 

C’è un’altra questione che tiene banco in queste settimane ed è quella intorno a cui si stanno creando opposti pensieri tra i consiglieri in quota Pd: ovvero, l’apertura di un Tavolo sulle Povertà a cui ci sarebbe la volontà di invitare anche l’associazione CAV, Centro Aiuto alla Vita, nota per le sue posizione anti-abortiste e “pro-life”.

Sulla questione - dicono i bene informati - grandi mal di pancia in casa Pd, con le donne Dem che avrebbero alzato le barricate: dall’assessora Chiara Casalino alla consigliera comunale Cristina Peroglio. Ma non solo: anche Laura Seidita, dietro le quinte, avrebbe fatto arrivare il suo malessere di fronte alla volontà dell’amministrazione - tra i favorevoli il sindaco e il suo vice Pasquale Centin - di far  sedere al tavolo anche i presentanti del CAV.

Associazione che, peraltro, solo qualche mese fa era stata al centro delle cronache per le polemiche scoppiate, sempre in casa Partito Democratico, per il contributo di 4.100 euro che le venne concesso con la delibera n. 283 del 29 dicembre 2022. 

Una polemica che s’era concentrata non sull’entità del contributo per sostenere “le maternità difficili attraverso l’accoglienza, l’ascolto e l’aiuto nei confronti di bambini da 0 a 3 anni e delle loro mamme”, ma sulle posizioni anti-abortiste tenute dall’associazione. 

La sinistra italiana storicamente è per l’autodeterminazione delle donne ma a Chivasso, evidentemente, il pensiero ha diverse sfumature. 

E la bufera è dietro l’angolo.

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