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"Se c'è un pezzo di destra che vuole smontare le leggi antimafia non è colpa mia..."

È scontro in città dopo la commemorazione della strage di Capaci

"Se c'è un pezzo di destra che vuole smontare le leggi antimafia non è colpa mia..."

È scontro totale sull’incontro andato in scena martedì scorso, a San Mauro Torinese, per commemorare le vittime della strage di Capaci.

Nella sala del Consiglio Comunale è intervenuto Davide Mattiello, ex parlamentare del Pd e, da sempre, impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata.

Le sue parole, però, non sono andate giù agli esponenti di centrodestra seduti in platea.

Non sono mancati, infatti, i riferimenti a Dell’Utri e Berlusconi, e quindi alla collusione di una certa parte politica con la mafia.

Marcello Dell'Utri

Ma non è stata l’unica “bordata” contro il centrodestra.

Mattiello, poi, ha citato anche il “caso Chiara Colosimo” legato alla nomina della parlamentare di Fratelli d’Italia alla guida della commissione parlamentare anti mafia. Ha fatto discutere la foto (QUI SOTTO), scattata in carcere, in atteggiamenti di “amicizia” tra la parlamentare di Fratelli d’Italia e l’ex terrorista dei Nar, Luigi Ciavardini.

È bene dire come gli stessi parenti delle vittime della mafia si siano espressi contro questa nomina.

E poi i migranti, la lotta per il cambimento climatico paragonata alla ribellione necessaria contro la mafia e via così...

Parole, frasi e paragoni insopportabili per la sezione locale di Fratelli d’Italia.

La differenza - interviene Paola Antonetto, consigliera e capogruppo di Fratelli d’Italia durante una conferenza stampa convocata ad hoc - la fanno l’educazione e il rispetto di chi non la pensa così. Quella sera, anche se tante cose non le condividevo, non sono intervenuta, non volevo far diventare una commemorazione un momento di scontro politico. Le mie rimostranze non le faccio urlando ma con una conferenza”.

Paola Giangualano, Paola Antonetto e Daniele Cerrato

E dunque, quali rimostrane?

Noi - continua - abbiamo una posizione di contrasto rispetto a quanto successo, noi abbiamo un’idea diversa. Se c’è la serata dedicata alla memoria di chi ha perso la vita in una strage di mafia si parla di quello. Era un momento di silenzio, raccoglimento, di pensieri verso chi non c’era più. L’intervento del vice Sindaco Fogli è stato attinente, sono invece rimasta basita dall’intervento di Mattiello, tesserato Pd e nella direzione nazionale. La scelta del Tavolo non è stata equilibrata, è stata una scelta mirata. C’erano solo persone addette ai lavori”.

Insomma, per Fratelli d’Italia l’intervento di Mattiello era troppo politicizzato...

Il problema mafia - continua Antonetto - non deve avere colore politico. Qui, invece, hanno voluto dare a tutti i costi una connotazione politica ad un momento di commemorazione. La lotta alla mafia è seguita in egual misura da tutti i partiti. Fratelli d’Italia, per esempio, è contraria a togliere il 41bis. Il signor Mattiello è venuto con il Tavolo della Legalità, l’intento non era di commemorare Falcone. Finché ci sarà la politica che vuole mettere la bandiera su queste cose i ragazzi saranno sempre più lontani. La politica deve fare squadra su questi temi, così avvicinano i giovani. I ragazzi amano più un discorso unitario, specialmente su temi di sentire comune come la mafia. È stata una commemorazione poco edificante, mi ha creato molto imbarazzo. Cose espresse in sede e contesto sbagliato. Ci riserveremo di fare scelte diverse sull’anniversario legato a Borsellino”.

Duro anche il consigliere di Fratelli d’Italia, Daniele Cerrato.

Stupisce - commnta - l’intervento pertinente di Fogli e invece un invitato compagno di partito si è lasciato andare ad attacchi contro il centrodesta. È una deriva massimalista che ha questa amministrazione. Non ci si può appropiare della lotta alla mafia mettendoci un proprio colore. C’è una deriva a volte inspiegabile. Si è visto anche in Consiglio comunale con l’attacco alla nostra parte sul tema della cittadinanza gli iraniani. Invece che preoccuparsi del paese si mettono sul tavolo argomenti che lasciano il tempo che trovano”. 

Paola Giangualano, esponente di Fratelli d’Italia, e parte del Tavolo della Legalità, attacca: “Sono rimasta basita quando la nostra consigliera ci ha riferito dell’accaduto. Io un mese fa ho un inviato un comunicato al tavolo, dicevo che prendevo le distanza momentaneamente perché trovato incoerente la filosofia di quell’organo. Ci sono stati dei comportamenti dell’amministrazione mai chiariti, non trasparenti. Nel tavolo della legalità ci sono esponenti che rappresentano associazioni e partiti di maggioranza e sono parte dell’amministrazione. A mio avviso avrebbero dovuto autosospendersi. Mi dispiace per chi fa volontariato nel tavolo, ma quando alcuni componenti non si comportano in modo giusto ne prendo le distanze. Tornando alla serata sulla strage di Capaci occorre dire che tutti i partiti sono per la lotta alla mafia. Quanto successo è un affronto, un’altissima mancanza di rispetto nei confronti delle vittime della strage di Capaci. È intervenuta una persona esterna che non c’entra nulla con San Mauro, c’è stata una mancanza di rispetto nei confronti di cittadini che non si sentono rappresentati”.

La descrizione di Fratelli d’Italia, però, non trova l’accordo di Serena Stefani, Presidente del Tavolo della Legalità.

Ci sono sentenze chiare - commenta - su Dell’Utri e Berlusconi, sopratutto sul primo. Sono cose inconfutabili, su Berlusconi poi tante cose sono andate in prescrizione. Sulla Colosimo c’è una lettera dei familiari della vittime, chi più di loro ha titolarità a porre dubbi? Queste sono le cose che sono state dette, Mattiello ha detto le stesse cose altri giorni,  in altre occasioni, nel blog che tiene su Il Fatto Quotidiano. Ha detto le stesse cose che scrive ovunque, non le viene mica a dire solo a San Mauro. Ha fatto parte della commissione Antimafia, è stato invitato in quella veste mica perché fa parte del Pd. È una persona che si è sempre impegnata contro la mafia, ha avuto dei ruoli istituzionali. È una persona titolata a parlare di questi temi, è un componente di Libera, al di là della sua appartenenza politica. Se, poi, c’è qualcuno di Fratelli d’Italia che è titolato per parlare di queste cose io sarei la prima a spendermi per organizzare un evento”. Difende Mattiello anche il vice Sindaco Matteo Fogli,  che ha aperto la serata di martedì scorso: “Parliamo di una personalità che ha una storia politica e civile a tutto tondo, fortemente marcata dall’impegno per l’antimafia. Lui come figura non può essere inquadrata da un punto di vista politico anche se ha ricoperto dei ruoli politici. È stato invitato come consulente della commissione anti mafia. Ho notato che Paola Antonetto è andata via stizzita, so che lei è sincera nella partecipazione a queste commemorazioni. Mattiello, però, non ha detto nulla di ingiurioso e infamante, ha fatto un discorso con degli aspetti molto interessanti, con una lettura contemporanea. Riconoscersi come parte politica nell’elemento accusatorio del suo discorso credo sia sbagliato. Se si parla di Dell’Utri ci sono sentenze, anche su Cuffaro. Se si parla di un riaccreditamento pubblico di Cuffaro è un problema. Credo che Antonetto dovrebbe separare l’ancoraggio ai valori rispetto all’appartenenza politica. Questa rivalsa di parte è un po’ fuori luogo. Mattiello ha parlato di cose supportate dai fatti”.

“Se ci sono forze di destra che vogliono smantellare la legislazione antimafia non è mica colpa mia”

Dopo la conferenza stampa di Fratelli d’Italia abbiamo sentito anche il diretto interessato, Davide Mattiello (in foto), per avere la sua versione dei fatti. Partiamo dall’inizio: il suo era una deliberato e premeditato attacco contro la destra?

Non c’è stata - commenta - da parte mia alcune premeditazione, io non arrivo lì con l’intento di attaccare la destra. Io voglio attualizzare il valore della memoria di quei fatti, la strage del 92 e quelle del 93. Se attualizzando emergono delle criticità che riguardano il presente e queste criticità colpiscono le sensibilità della destra se ne facessero una ragione, si facessero un esame di coscienza. Io il mio ragionamento di attualizzazione della memoria l’ho ancorato alle parole del magistrato Alfredo Morvillo, fratello della moglie di Falcone. Nella primavera del 2022 aveva detto “sono morti per niente”...”.
Insomma, l’idea di Mattiello era di andare oltre il semplice ricordo...

“La vuota commemorazione - continua - è arrivare lì e dire “è morto Falcone, un grande eroe, quanto ci dispiace”, questa è retorica. Riflettere sull’attualità della memoria significa domandarsi come siamo messi rispetto al 92? Le cose sono migliorate? Si? No? Da allora sono stati fatti molti passi avanti, non ultimo l’arresto di Matteo Messina Denaro, ma ci sono preoccupazioni che riguardano il presente. Il primo esempio l’ho fatto sulla legislazione antimafia voluta fortemente da Falcone, ha lavorato sul 41bis, sui collaboratori di giustizia, sul 4 bis,  sulle misure patrimoniali, sullo scioglimento dei comuni per infiltrazione mafiosa. Tutto questo impianto legislativo è fortemente messo in discussione. Ci sono forze politiche di centrodestra che lo vogliono smantellare, mica è colpa mia se lo vogliono fare loro. Se qualcuno pensa che la mafia è finita e che quindi si può smantellare tutto si sta sbagliando di grosso. C’è, poi, il piano politico, c’è un piano politico della legittimazione pubblica di Dell’Utri e Cuffaro che sono tornati alla ribalta senza che sia successo nulla, come nulla fosse”.

E si arriva, poi, al presente, alla nomina della nuova Presidente della Commissione Antimafia. 

Sulla Colosimo - precisa - c’è una lettera dei familiari delle vittime di mafia, hanno scritto che è una persona che ha rapporti con un terrorista dei Nar. Quella foto non ha nulla di istituzionale, anche io sono andato in carcere ma non ho foto del genere. Colosimo faccia cosa vuole ma non la Presidente della Commissione Anti mafia, che dovrebbe occuparsi di eversione nera, estremismo rosso, mafia e dei legami tra questi. Io la condivido la lettera dei parenti. Anche io trovo offensivo che una persona di quel tipo vada a presiedere un organismo di questo tipo. C’erano altre personalità in Fratelli d’Italia che avrebbero potuto ricoprire quel ruolo, anche in Fdi c’erano perplessità sulla Colosimo. La Colosimo, poi, non ha mai preso le distanze da Ciavardini. Uno accusato dell’uccisione di un poliziotto, un magistrato e della strage di Bologna, è come La Russa che non dice che è antifascista. Chi si occupa di mafia capisce benissimo questa modalità: quando si chiede di prendere le distanze da una persona precisa non capita mai. Quello che si sente è una presa di posizione generica ma conta poco. Doveva dire che quello di Ciavardini era un ambiente criminale. Questo dà la misura della contiguità culturale di certi ambienti”. 

Chi è Davide Mattiello?
Laureatosi nel 1996 in giurisprudenza, ha ricoperto numerosi incarichi presso associazioni di volontariato legate alla lotta all’illegalità e alle mafie. Attivo sin dalla giovane età nel mondo del volontariato cattolico, in particolare nella GiOC, nel 1999 fonda Acmos, un’associazione il cui scopo statutario è promuovere l’inclusione democratica attraverso percorsi di cittadinanza attiva nelle scuole. Dal 2002 al 2010 ricopre il ruolo di referente regionale di Libera Piemonte e di membro del Consiglio regionale del Forum del Terzo Settore. In Libera, è anche membro dell’Ufficio di Presidenza tra il 2009 e il 2012. Il suo impegno politico inizia nel 2011 con la fondazione “Benvenuti in Italia”, che contribuisce a fondare e presiede fino al 2015, per esserne di nuovo presidente dal 2018.  Nel 2020 pubblica il libro “Se vince la mafia”, un libro per ragazzi riguardante le mafie. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione Piemonte 1 come indipendente nelle liste del Partito Democratico. Durante la legislatura, è membro delle commissioni Giustizia e Antimafia. Successivamente è stato anche consulente della commissione parlamentare anti mafia.

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