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Castellamonte

L’antennone di Filia sta diventando un gioco a rimpiattino

Inwitt invoca il silenzio assenso, mentre Regione e Soprintendenza tacciono

Castellamonte

L’area dove dovrebbe sorgere il ripetitore

Sembra un gioco a rimpiattino quello che la INWITT sta conducendo a proposito del ripetitore di Filia.

Per il Comune e per gli abitanti della frazione non si tratta però di un gioco; si tratta di una  cosa seria. E’ del 26 maggio un comunicato dell’amministrazione comunale con il quale si rende noto che la società di telecomunicazioni ha annunciato che si avvarrà del <Silenzio-assenso> e che quindi prossimamente darà avvio ai lavori: da Parte dell'Amministrazione non c'è stato infatti un provvedimento di diniego.

E’ vera quest’affermazione?. Sì, lo è ma non per il motivo che ci si potrebbe immaginare: il Comune sta infatti ancora aspettando una risposta da parte della stessa INWITT alla propria proposta di siti alternativi. Risposta che non è arrivata.

Sta anche attendendo – finora invano – che la Regione e la Soprintendenza si pronuncino in merito all’Istanza di Sospensione dell’Autorizzazione Paesaggistica rilasciata dalla Direzione Ambiente, Energia e Territorio.

La richiesta di sospenderla era motivata dal fatto che la stessa Regione, nella propria relazione tecnica favorevole all’installazione  dell’infrastruttura (in termini terra-terra: del palo di 30 metri piazzato a due passi da un gruppo di case) precisava che compete all’Autorità Comunale garantire che l’intervento sia conforme agli strumenti di pianificazione territoriale ed alle  disposizioni urbanistiche ed edilizie localmente vigenti, nonché con le norme di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale.

L’area individuata si trova vicino ad una grande vigna

Se la domanda venisse presentata oggi non potrebbe essere accolta perché nel frattempo il consiglio comunale ha approvato il  <Regolamento per il Corretto Insediamento Urbanistico degli Impianti Radioelettrici e per la Minimizzazione dell'esposizione della Popolazione ai Campi Elettromagnetici>. Naturalmente la delibera non ha valore retroattivo e quindi non  vale per quanto richiesto in precedenza e tuttavia a dire che quel palo lì non ci può stare non è solo il regolamento citato ma una fonte normativa più importante del Piano Regolatore Comunale: il Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.). L’amministrazione di Castellamonte fa rilevare che l’area individuata dalla INWITT a Filia  fa parte di quelle che il P.P.R. riconosce come “Insediamenti pedemontani o di crinale in emergenza rispetto a versanti collinari o montani prevalentemente boscati o coltivati” e quindi va tutelata in base al principio delle “Relazioni Visive Tra Insediamento E Contesto”. L’articolo 31 delle Norme di Attuazione del Piano medesimo infattitutela “i luoghi caratterizzati da peculiari interazioni di componenti edificate e parti libere coltivate o naturaliformi, ….., dei profili paesistici e delle emergenze visive…” salvaguardando i punti panoramici dei crinali collinari.

Siamo quindi in presenza di un’autorizzazione incompatibile con le norme stesse che la Regione si è data. Di fronte ad una così vistosa incongruenza ci si aspetterebbe una risposta, non il silenzio.

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