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Chivasso
13 Maggio 2023 - 19:03
Claudia Buo, consigliera comunale di Liberamente Democratici
I “non ricordo” e l’affermazione secondo cui in periodo di campagna elettorale ci si “trasforma” per ottenere quanti più voti possibile, pronunciati dal sindaco Claudio Castello durante l’udienza di mercoledì scorso del processo Platinum sulla ‘ndrangheta nel chivassese e nel canavese, hanno lasciato senza parole anche Claudia Buo, consigliere comunale di Liberamente Democratici.
Buo, all’epoca dell’inchiesta, sedeva in maggioranza nel primo mandato di Castello. Alle luce delle intercettazioni telefoniche che emerso dalle carte, con le telefonate tra il primo cittadino e l’indagato Giuseppe Pino Vazzana, si sfilò e alle ultime elezioni s’è presentata alla guida di due liste civiche contro l’attuale coalizione di maggioranza.

Claudio Castello sindaco di Chivasso
Nel corposo fascicolo d’inchiesta, compare anche il suo nome. Ma, a differenza di quelli degli altri politici chivassesi intercettati o citati dagli affiliati all’organizzazione criminale, Buo viene descritta come un potenziale “pericolo” per l’organizzazione.
“Se vince Buo dobbiamo lasciare il bar”, dicono Pino Vazzana e la figlia Francesca (non indagata) in un’intercettazione del 2017 mentre parlano degli sviluppi della vicenda legata al Full all’ex villaggio Tav di via Baraggino.
“C'è da rimanere senza parole a leggere le dichiarazioni che il sindaco di Chivasso Claudio Castello ha fornito durante la sua testimonianza di mercoledì 10 maggio presso il tribunale di Ivrea - commenta in una nota stampa la stessa Buo, oggi rappresentante in Consiglio comunale di Liberamente Democratici -.- Leggere che un candidato ad amministrare un bene pubblico dichiari, e reiteri nelle sue dichiarazioni, che l'importante è solo e soltanto il risultato e che quindi in funzione di quel risultato tutto è lecito e permesso, c’è veramente da sentirsi smarriti e spaventati. Soprattutto perché oggi, quella stessa persona, è alla guida del nostro Comune”.
“Probabilmente non c'è nulla di particolarmente rilevante dal punto di vista penale ma io mi chiedo dal punto di vista dell'etica politica che possiamo trarne - si domanda Buo -? Ed il Partito Democratico, partito di appartenenza del signor Castello, che cosa dice in merito a queste sue dichiarazioni? Come può pensare di essere rappresentato da una persona che dichiara certe cose durante una testimonianza in tribunale?”
“Io come cittadina di Chivasso sono preoccupata dall'avere alla guida della città una persona che ha una ideologia ed una filosofia di vita e di amministrazione di questa portata - conclude Buo -. Come donna nata e vissuta a Chivasso, come mamma di due giovani studentesse, prima ancora che come rappresentante del 18% dei chivassesi che andarono a votare un anno fa, invito ognuna e ognuno di noi a far sentire la propria voce di sdegno verso questa ripugnante modalità di fare politica”.
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