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L’ex sindaco Ciuffreda: “Fossi in Castello mi dimetterei!”

L’ex primo cittadino era in aula ad assistere alla deposizione dell’attuale sindaco nel processo di ‘Ndrangheta: “Ciò che ha affermato Castello è doppiamente grave e penso sia uno status patologico suo personale”

L’ex sindaco Ciuffreda: “Fossi in Castello mi dimetterei!”

Dottor Libero Ciuffreda, mercoledì mattina era in tribunale a Ivrea per sentire la testimonianza del sindaco Claudio Castello. Che impressione ha avuto?

Ho vissuto momenti di grande imbarazzo, come cittadino ed ex sindaco di Chivasso. Una sensazione di grande amarezza e tristezza ha preso il sopravvento appena sono entrato nell’aula. Vedere il sindaco della propria città, rosso in viso, visibilmente in difficoltà, seduto di fronte ai giudici, a fianco alla “gabbia” dei detenuti, arrestati per reati legati alla malavita organizzata, come la ‘ndrangheta, le assicuro crea sconforto e sconcerto.

Libero Ciuffreda, ex sindaco di Chivasso

Castello, incalzato dai magistrati, ha spiegato di non aver avuto le competenze per interloquire con i vari soggetti interessati all’insediamento nell’area Bennet, durante il mandato da assessore nella sua Giunta, in quanto aveva la delega ai Lavori Pubblici. “La competenza era dell’assessore all’Urbanistica Massimo Corcione”, ha detto. Aggiungendo di “non ricordare” a cosa stesse facendo riferimento Vazzana nell’intercettazione del 12 luglio 2017 in cui l’imputato lo ringrazia, dopo aver avuto in gestione il Bennet, per quello che si è fatto negli ultimi quattro anni. Le chiedo: Castello non aveva davvero competenze?

Un assessore ai Lavori Pubblici si occupa delle strade, del traffico, delle rogge, delle palestre, dell’illuminazione pubblica, dello sgombero neve e di ogni altra attività “ordinaria” utile allo svolgimento regolare della vita di una città. Invece nell’intercettazione emerge che agiva in ambiti al di fuori delle sue competenze. Perché? Per quali interessi?

Claudio Castello attuale sindaco di Chivasso

Chiedo a lei: che cosa si è fatto negli ultimi quattro anni (fino al 2017, ndr) come sostiene Vazzana al telefono con Castello?

Posso dire con fierezza che abbiamo cercato di adottare tutte le precauzioni possibili per evitare favoritismi e mercimonio. La Delibera della Giunta Municipale n.100 del 6 aprile 2017, adottata all’unanimità, presente anche Castello, rappresentò l’atto formale conclusivo di un lungo iter amministrativo, che aveva proprio l’obiettivo di prevenire il malaffare e garantire la massima trasparenza nell’assegnazione degli spazi commerciali nel Centro Commerciale “Bennet”e per l’accompagnamento al lavoro dei cittadini interessati. Venne firmato un Protocollo d’Intesa tra la Città di Chivasso, le Ditte Bennet SpA, Eridano Srl e l’Agenzia Piemonte Lavoro, con l’impegno di: garantire l’evidenza, la trasparenza e la misurabilità delle azioni verso la cittadinanza, le imprese e il territorio; mettere a disposizione i propri locali istituzionali per incontri pubblici di promozione del progetto; garantire ai cittadini, la massima accessibilità all’offerta di lavoro con la messa a disposizione di una e mail dedicata.

Lei aveva contezza di qualcosa di poco limpido nell’operato dei suoi assessori?

Se avessi avuto anche solo un minimo dubbio, non avrei esitato un secondo a ritirare la delega.

Lei è il sindaco che è venuto dopo le operazioni Minotauro e Colpo di Coda. Ha fatto della legalità uno dei capisaldi della sua amministrazione. Quanto le fa male sentire chiedere conto ad uno dei suoi assessori (Castello, ndr) di rapporti con una persona in carcere con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso?

Dopo lo sconcerto, la sensazione è quella di essere stato tradito, ovviamente questo tradimento di Castello ritengo debba essere esteso a tutta la cittadinanza e a tutti coloro che ancora hanno fiducia nella politica e vanno a votare. Castello con il suo comportamento ha tradito non solo principi virtuosi della buona politica, ma si è reso responsabile anche del crescente distacco dall’interesse della vita pubblica da parte dei cittadini, che ormai sono stufi di essere rappresentati da persone prive di scrupoli e incoerenti.

“Quando si è in campagna elettorale, ci si trasforma”. Ha dichiarato Castello ai magistrati. Lei ha vissuto diverse campagne elettorali, compreso un turno di ballottaggio che ha vinto nel 2012. E’ proprio così, come sostiene Castello, che in campagna elettorale ci si trasforma?

Non è così. La campagna elettorale è molto faticosa, ma è anche un periodo molto bello di vicinanza con la tua comunità. Si ascolta, si prende nota dei suggerimenti, si fanno proposte, ma certo non ti fa perdere la ragione e la capacità di discernere il bene dal male.
Ciò che ha affermato Castello è doppiamente grave e penso sia uno status patologico suo personale.
Ho avuto in Giunta l’assessore all’Urbanistica e vice Sindaco Massimo Corcione, l’assessora al Welfare e alla Legalità Anna Lisa De Col, l’assessora allo Sport e Istruzione Giulia Mazzoli e l’assessora al Bilancio e commercio Claudia Buo, persone e professionisti competenti, con vocazione al servizio della la città e mai da loro ho udito frasi del genere. In campagna elettorale e durante il mandato da sindaco, da assessore o da consigliere comunale, si deve avere un unico obiettivo: lavorare al servizio della comunità, consapevoli della grande responsabilità che i cittadini ti hanno affidato, altro che trasformarsi e perdere la lucidità e la ragione. Sono affermazioni gravissime e lesive nei confronti anche di tutti i politici, siano essi di sinistra, di centro o di destra.

Un’ultima domanda: da un punto di vista politico, come ne esce il sindaco da questa vicenda?

Così male, che se fossi in lui e per il bene della città di Chivasso, mi dimetterei.

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