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Elezioni Ivrea

Bomba sulla campagna elettorale. La giunta approva il piano regolatore in sfregio agli altri candidati

Nelle carte non si vede il quartiere costruito dai sinti e non è stata disegnata l'area per il nuovo ospedale

Siluro sulla campagna elettorale. La giunta approva il piano regolatore in sfregio agli altri candidati

Alla fine lo hanno fatto! Quatti quatti, lo scorso 2 maggio, hanno adottato la "Proposta Tecnica del Progetto Definitivo della Variante Generale al PRGC", non prima d'aver dato una risposta alle 80 osservazioni giunte in Municipio, molte delle quali sono state recepite.

Non tutte, evidentemente, considerando che nelle carte continua a non vedersi il quartiere  (5 mila metri quadri in strada vicinale Cascine Forneris, ad un passo da via Bollengo, nei pressi della pista di altletica) che 22 anni fa  è stato occupato abusivamente dai sinti, prima con roulotte e caravan, poi, piano piano, mattone dopo mattone, con tutto quel che si vede oggi. 

Insomma c’era una volta un campo per la sosta temporanea dei nomadi e oggi c’è un nuovo “quartiere residenziale”, con villette uni e bifamigliari disseminate qua e là.

La gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi e dietro l'angolo già si intravedono almeno un paio di ricorsi al Tar per bloccarlo. Uno da parte dei proprietari di quel terreno, l'altro dell'Amministrazione comunale che verrà, a meno di un Sertoli Bis.

Al contrario (abracadabra) il Prg (due pesi e due misure) definisce urbanizzabile l'area su cui il circolo Canottieri ha costruito un campo da padel.. 

In primo piano l'assessore Michele Cafarelli. Sullo sfondo l'architetto Paglia

E dire che durante una presentazione nell'aula magna di Scienze Infermieristiche, il progettista, l'architetto Giancarlo Paglia ci aveva quasi convinto. Aveva specificato che il “Prg non è una visione o un allucinogeno ma uno strumento urbanistico per stabilire le regole urbanistiche...".

Ecco ci piacerebbe a questo punto capire quali regole si dovrebbero applicare a tutti quegli abusi, peraltro visibili ad occhio nudo...

“L’attuale piano regolatore - aveva insistito Paglia - è obsoleto, quello nuovo vuole dare risposte concrete...”.

Da qui in avanti l’appello, rivolto a tutti i professionisti presenti, a guardare ai singoli pezzi di terreno, a interagire e a cercare nelle carte tutto ciò che non va  o che si vorrebbe vedere “disegnato” diversamente.

Sul "quartiere che non c'è ma c'è", durante l'ultimo consiglio comunale convocato per discutere il conto consuntivo, l'assessore Michele Cafarelli, pressato dal consigliere Francesco Comotto, s'è comportato come un Ponzio Pilato qualsiasi. Se n'è letteralmente lavato le mani. "Lì era già così 20 anni fa - ha più o meno risposto - Già con il precedente Prg s'era fatto finta di nulla...". Una bugia grande come quelle case, evidentemente costruite nel corso degli anni.

Tra le altre cose il Prg prevede più industria pesante a San Bernardo, la conferma del traforo di Montenavale, l’aggiunta del casello autostradale a San Bernardo, il peduncolo riveduto e corretto ma -  e questa è davvero una incongruenza - non definisce un'area per il nuovo ospedale. Lo ha fatto notare il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti, ma anche su questo i silenzi si sarebbero potuti tagliare con il coltello

Nell’area ex Montefibre però si concede ai proprietari una capacità edificatoria fino a 25 metri. Un errore già fatto con il nuovo Poliambulatorio considerato sotto tutti i punti di vista un vero e proprio pugno in un occhio...

E adesso?

Stando a quel che si legge in delibera, la giunta dà atto che gli elaborati adottati non sono soggetti a pubblicazione o a nuove osservazioni e (come previsto dal comma 11 dell’art.15 della L.R. 56/77) che l’intera documentazione sarà trasmessa per la valutazione agli enti competenti che parteciperanno alla seconda conferenza di copianificazione e valutazione.

Insomma il documento non è più modificabile.

Ed era proprio questo il punto che più infastidisce le Opposizioni. Avevano chiesto al sindaco Stefano Sertoli e all'assessore Michele Cafarelli di soprassedere, togliendo ogni sospetto di favori in cambio di voti in piena campagna elettorale.

L'Iter

Tutto comincia nel 2017 quando l’Amministrazione guidata da Carlo Della Pepa indice la gara per una variante strutturale poi vinta dallo Studio Boeri. 

Nel team anche il piemontese Aldo Besate che poi è mancato nell’agosto del 2019.

Il 20 marzo del 2018 Massimo Giuliani (Studio Boeri) presenta al pubblico le linea guida, poi più niente, almeno fino al 22 gennaio del 2020 quando  atterra in consiglio una “proposta tecnica del progetto preliminare”, approvata con i soli voti della maggioranza e, praticamente “bocciata” dalla Regione Piemonte. 

L'architetto Boeri

Segue il 10 febbraio 2020 la pubblicazione della “Proposta” con tanto di invito ai cittadini a presentare osservazioni e proposte, dapprima entro il 10 marzo e poi, a causa di alcune informalità e per  il Covid 19,  con scadenza 25 luglio. La Conferenza di Copianificazione si conclude il 26 novembre 2020 con una lunga serie di rilievi. 

Poi di nuovo il “nulla” condito da “niente” per mesi e mesi fino al settembre del 2021 con l’annuncio, in consiglio comunale, che a luglio s’era definitivamente rotto, con una triplice fattura da 5 mila euro l’una (emesse da Massimo Giuliani, Giovanni Sciuto e Marco Tosca) il rapporto con lo Studio Boeri. 

Chiuso un capitolo se ne apre subito aperto un altro con una variazione di bilancio di 55 mila euro riguardante l’affidamento di un “incarico per la variante generale di piano regolatore…” allo studio dell’architetto Gian Carlo Paglia di Agliè. Sarebbe stato lui, da lì in avanti, ad occuparsi della parte urbanistica. 

Si sarebbero aggiunti il geologo Daniele Chiuminatto, il naturalista Diego Marra e lo specialista dell’acustica Stefano Roletti. Tutti a lavorare a capo chino e in staff coordinati dall’Ufficio tecnico.

Nell’ambito di una commissione “assetto e uso del territorio” poi, Cafarelli si lancia in un crono programma che prevedeva, già entro l’agosto del 2022, un progetto preliminare. 

In molti fecero su è giù con la testa ma in verità la prima impressione fu che si stesse completamente stravolgendo il progetto preliminare tecnico. 

Per esempio gli “ambiti strategici” non c’erano più, sostituiti da “ambiti di rigenerazione urbana”. 

Già in quell’occasione Cafarelli dice che entro il mese di dicembre avrebbe voluto discutere e approvare il progetto preliminare.

“Se dobbiamo parlare di un ritardo - s’era poi giustificato Cafarelli - è da imputare al tempo dedicato per riuscire a trovare una soluzione che alla fine è arrivata con la rescissione del contratto con Boeri. Non era possibile fare diversamente. Poteva anche scattare il contenzioso...”. 

Morta qui... 

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