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Cronaca

SCANDALO FALSI ITALIANI: coinvolta l'impiegata comunale condannata già 10 anni fa

Nel 2013 la sentenza passò in Cassazione. Nel 2016 ricevette una sospensione dai pubblici uffici per 18 mesi. Il Comune di Lauriano non l'ha mai licenziata

SCANDALO FALSI ITALIANI: coinvolta l'impiegata comunale condannata già 10 anni fa

Il Comune di Lauriano

Barbara Anselmino è una tra i dieci indagati nello scandalo sulle cittadinanze facili a 68 brasiliani concesse tra il 2018 e il 2019 dal Comune di Lauriano.

La sua figura è chiave in quanto responsabile dell'ufficio anagrafe.

Nell’avviso di chiusura delle indagini, il pubblico ministero Valentina Bossi scrive che “la sua (di Anselmino, ndr) partecipazione all’associazione risulta determinante per la commissione dei delitti programmati, essendo Ella il funzionario che poteva, con il suo comportamento omissivo, disporre o meno i controlli e dunque far ottenere o meno la residenza e poi la cittadinanza, e quindi far funzionare il meccanismo associativo”.

Anselmino - secondo gli inquirenti - avrebbe ricevuto in cambio dalla società “Rotunno - Immigration Solutions & Business” oggetti di varia natura quali borse, una catenina d’oro ed altri regali non meglio specificati.

Non è la prima volta che Barbara Anselmino finisce sui giornali per episodi di cronaca. 

Nel lontano 2006, la dipendente del Comune di Lauriano, in qualità di responsabile dell’ufficio ragioneria, venne indagata e successivamente rinviata a giudizio per una serie di  ammanchi dalle casse municipali per un valore complessivo di 38 mila euro.

Anselmino riconobbe di aver compiuto alcuni errori materiali, risarcendo con 50 mila euro il Comune, ma ciò non fu sufficiente a risparmiargli il procedimento penale in cui l’amministrazione, all’epoca retta dall’allora sindaco Graziano Bronzin, non si costituì parte civile avendo già ricevuto la restituzione di ciò che fu erroneamente tolto.

All’epoca alla responsabile vennero contestati 96 episodi: piccoli ammanchi, che sommati portavano alla cifra di 38 mila euro. 

C’erano errori nel conteggio dello stipendio di Anselmino, ripetuti sistematicamente per un determinato arco temporale: si trattava di 300 euro in più al mese, per una somma complessiva di 5 mila euro. Poi c’erano altri piccoli ammanchi di 200 euro alla volta, 300 in un’altra, in certi casi anche solo 100 euro.

Episodi che risalivano al periodo tra il 2001 e il 2005.

Il procedimento penale si concluse in Cassazione con la conferma della sentenza di condanna pronunciata in appello (due anni di reclusione), parzialmente riformata con la riduzione di due mesi per intervenuta prescrizione per taluni episodi.

Per questa vicenda, nel 2016, Barbara Anselmino venne interdetta dai pubblici uffici per 18 mesi con sentenza giunta al terzo grado di giudizio.

Sindaco era sempre Matilde Casa.

Matilde Casa, sindaca di Lauriano

Il procedimento avviato dall’amministrazione comunale per allontanarla non potè però essere accolto. C’era un precedente, un tentativo di licenziamento partito con Bronzin sindaco ma fermatosi all’atto di impugnazione di Anselmino.

All’epoca era infatti in maternità e non poteva essere licenziata.

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