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Elezioni Ivrea
03 Maggio 2023 - 09:10
Matteo Chiantore
“Rappresento una coalizione che ha voluto fortemente essere qui dopo mesi di lavoro e confronto. Abbiamo condiviso le stesse idee per governare questa città, prenderci cura di quello che abbiamo con un’idea di futuro...”.
Così Matteo Chiantore candidato a sindaco del centrosinistra durante il confronto organizzato la scorsa settimana da la Voce nell’atrio del Movicentro.
Un appello al voto ma anche una spiegazione chiara e precisa su una coalizione che va dal Pd ai cinquestelle, passando da Laboratorio civico e da Viviamo Ivrea, questi ultimi, con il consigliere comunale Francesco Comotto, particolarmente critici ai tempi dell’ex sindaco Carlo Della Pepa. Chi se lo ricorda ancora?
“Se vincerò non dovrò tenere a bada nessuno - ha messo le mani avanti cercando di sgomberare il campo da qualsiasi elucubrazione - Ce lo siamo detti fin da subito che non dovevamo metterci insieme per forza. Ci siamo confrontati, abbiamo cercato di capire se ci fossero delle prospettive per un progetto comune e abbiamo scoperto che sono di pi più le cose che ci univano rispetto a quelle che ci facevano litigare...”
Preciso, puntuale, sintetico, sicuro di sè, moderato nei modi e nel linguaggio. Insomma, il vicino di casa che tutti vorrebbero avere. Si è lasciato andare solo una volta, rispondendo alla domanda su che risultato si aspetta dal primo turno.
“Prenderò il 50% più uno dei voti....” ha rimarcato sorridendo.
Vai a capire se questo è il vero Matteo Chiantore o l’immagine che lui vuole dare di sè stesso. Tant’è! Lo scopriremo cammin facendo e solo vivendo.
Perfetto lui, perfetta la famiglia, quasi da “Mulino Bianco”, che traspare dai social.
Perfetta anche la moglie Fiorella Pacetti, pneumologa all’ospedale di Ivrea.
S’è candidata sostegno del marito nelle liste del Pd e solo chi non li conosce ha bollato questa cosa come “inopportuna”.
La verità è che fin dai tempi della scuola, questi due han condiviso tutto, famiglia, passatempi, teatro e politica.
“Veramente mi stai facendo questa domanda....” ci ha risposto Chiantore leggermente infastidito.
“Ma di quale inopportunità stiamo parlando - ha continuato - E’ un consigliere comunale uscente che ha preso 150 voti. E poi non sono io che decido. Se non la vogliono eleggere basta non votarla…!”.
Ci sta!
Per il resto Chiantore ha le idee molto chiare sullo Zac! e sul Movicentro (“deve restare tutto così com’è!”), sulle aziende partecipate a cominciare da Ivrea Parcheggi (“Certo che le metteremo in discussione! Rispondessi diversamente il grillino Massimo Fresc svenirebbe...”) e pure sull’invio di armi all’Ucraina (“Sono contrario”), chiaro segnale al popolo della sinistra e soprattutto a Cadigia Perini in vista di un eventuale ballottaggio.
Qualche dubbio Chiantore ce l’ha sulle tante opere finanziate con il Pnrr, minuziosamente descritte dal sindaco uscente Stefano Sertoli in apertura di dibattito. Dalla risistemazione di Palazzo Giusiana, passando al Nido Olivetti, alla sala cupola fino al Castello ,
“Sono tutti progetti condivisibili ma avrebbero potuto essere realizzati dal Comune con i fondi propri. - ha precisato Chiantore - Avremmo preferito puntare su un’opera più incisiva, per esempio il raddoppio delle linea ferroviaria che il Comune non potrà mai fare con le proprie forze. Un’occasione come il Pnrr avrebbe portato a casa un risultato importante...”.
Una promessa...: se domani dovesse diventare sindaco lavorerà pancia a terra per fare di Ivrea la capitale del Canavese. E si ricomincerà da una delibera del 2018 che aveva istituito una piccola Unione di comuni con Banchette, Fiorano, Montalto e altri.
“Vogliamo riprenderci il ruolo di leadership - ha precisato - Ho già cominciato a incontrare i sindaci del territorio. Erano stupiti che qualcuno si fosse ricordato di loro, che fossi andato a trovarli. Il nostro obiettivo sarà fare sistema, mettere in comunione alcuni servizi...”.
E quando si parla di leadership ce n’è una che già esiste: la presidenza della conferenza dei sindaci dell’Asl To4 che, da statuto, spetta a Ivrea.
“I medici che ci sono nelle varie liste, quand’anche fossero eletti - ha messo le mani avanti Chiantore - non mi condizioneranno. Ivrea deve riprendersi il suo ruolo. La Conferenza dei sindaci è un’istituzione importante che approva il bilancio e il piano operativo locale...”.
Altro obiettivo, altro capitolo, con un occhio puntato sulle architetture olivettiane e su una lunga serie di edifici vuoti e inoccupati.
“Posto che la tendenza delle Università, negli ultimi anni, è di accentrare, non certo di aprire sedi secondarie, cercheremo di portare a Ivrea corsi di alta formazione. Punteremo molto su via Jervis. Non è un museo. Lì ci sono edifici di proprietà privata da riempire. L’Amministrazione comunale dovrà fare la sua parte come facilitatore di esperienze, cominciando con l’agevolare tutte le aziende che lì già ci sono...”.
Tra i problemi da risolvere subito quello del gran caos che in città ci sarà a causa dei lavori per l’elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea - Aosta, con particolare riguardo al tunnel ferroviario che passa sotto via Cavour.
“A essere onesto, io mi sono già mosso per avere delle risposte. - ha spiegato Chiantore - Da sindaco vorrei avere un incontro con RFI e Regione valle d’Aosta. Come compensazione, anzichè una passerella e la sistemazione dei locali sotto il lungodora avrei chiesto almeno un progetto sul raddoppio selettivo. Avere in mano dei progetti è importante. Ti fa essere pronto il giorno in cui si sbloccano dei fondi...”.
E sull’ineluttibilità della sopraelevazione di un metro del tunnel?
“Qualche telefonata l’ho fatta - ha raccontato - Abbiamo organizzato anche qualche riunione e mandato l’onorevole Davide Gariglio a Roma, ma non ci è stata data risposta. Io sono come San tommaso. Cosa ho fatto? Ho chiamato la Staedler in Svizzera e mi ha detto che assolutamente sì, esistono treni bimodali, a parità di capienza, che ci avrebbero evitato questi lavori...”.
E tra le misure che s’è immaginato per gestire il traffico una punta diritto a Strambino (“Perchè non convogliare lì il traffico dei pullman, evitando di far scendere le persone a Ivrea?”) l’altra guarda ad una riduzione delle automobile in ingresso in città (“Abbiamo misure per un ragionamento complessivo sulla mobilità con piste ciclopedonali che riguardano tutti i comuni della cinture...”).
Gran finale con una promessa, da sindaco e da avvocato.
“Risolverò il problema di un quartiere abusivo abitato dagli zingari e completamente ignorato nel nuovo piano regolatore. Non vedo difficoltà. Basterà applicare la legge. Non è normale che il professionista abbia fatto finta di niente. Sul Prg non c’è solo questa pecca. Per esempio non è stata inserita l’area per il nuovo ospedale che ci avrebbe fatto trovare pronti..”.
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