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Ivrea
03 Maggio 2023 - 00:16
Maurizio Perinetti e Fabrizio Dulla
Un ultimo consiglio comunale, per l’approvazione del conto consuntivo ma anche dei "saluti" o, se vogliamo, degli addii. E’ successo martedì 2 maggio e c’è una coincidenza nel calendario. A ricordarla è stato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti che ha deciso di chiudere qui, dopo 34 anni ininterrotti, la sua esperienza.
“Non mi ricandido più - ha preso la parola - ma oggi, riguardando alcune carte ho visto delle cose interessanti. Abbiamo festeggiato il 25 aprile ma Ivrea è stata liberata il 2 maggio e mi piace ricordare che cosa è successo. Il 25 aprile c’erano ancora in città 50 mila uomini della Wehrmacht. I partigiani erano solo riusciti ad occupare l’area dell’Olivetti. Una situazione molto tesa. In assenza di figure istituzionali a mediare con i tedeschi toccò all’allora vescovo Don Paolo Rostagno. Il 28 aprile arriva la notizia della morte di Mussolini ma a Ivrea la situazione non s’era ancora mossa di un millimetro. Il 1° maggio festa ovunque tranne a Ivrea...”.
La disfatta in Germania per fortuna era già palese. Alcuni esponenti del Comitato di liberazione avevano preso contatti col Generale Egbert Picker e arriva la tregua, che non è ancora resa, trattata con il comandante Noto (Filiberto Pomo) e Alimiro (Mario Pelizzari).

Mussolini parla con il generale Picker
Picker entrò a far parte dell'esercito imperiale tedesco il 10 agosto 1914 come cadetto dell'11º reggimento di fanteria. Prestò servizio durante il primo conflitto mondiale, venendo ferito diverse volte. Nel periodo fra le due guerre, fece dapprima parte del freikorps "Amberg" e poi venne assunto nel Reichswehr.
Picker comandò la 3ª divisione di fanteria da montagna nel 1943 durante la seconda guerra mondiale. Dal 1944 fu ufficiale di collegamento tra il comando con la divisione "Monte Rosa" degli alpini italiani, rimanendo tale sino alla fine del conflitto.
Dopo la resa della Germania venne fatto prigioniero dagli Alleati e portato negli Stati Uniti come prigioniero di guerra. Venne rilasciato nel 1947 e fece ritorno in Germania, stabilendosi ad Ingolstadt dove morì nel 1960.
“Ci si accorda con i tedeschi - termina il racconto Perinetti - Non avrebbero sparato un colpo e se ne sarebbero andati via. Il 2 maggio Ivrea fu liberata...”.
Tutto questo per dire che in tanti gli han chiesto nel corso di questi lunghi 34 anni “chi te lo fa fare”.
“Ci ho pensato e la ragione è questa: ho avuto una profonda educazione cattolica. Da Monsignor Bettazzi e Papa Paolo VI ho capito che non si può solo pensare a sé stessi, si deve dedicare un po’ di tempo agli altri. C’è chi s’impegna nel volontariato io ho scelto il volontariato politico. Non ho mai vissuto di politica. E’ sempre e solo stata una passione, coerente con quanto indicato da Papa Pio XII, poi da Papa Paolo VI° e oggi da Papa Francesco sulla politica come la più alta forma di carità. Mi auguro che tanti giovani con questo spirito si occupino della cosa pubblica. Auspico un ricambio in questo senso e in questa direzione. Vi ringrazio e chiedo scusa se vi ho tediato. Ringrazio la città da cui ho sempre avuto il consenso necessario e faccio i miei auguri a chi è in competizione...”.
Parole vere, spontanee che davvero toccano le corde più profonde. Solo oggi lo possiamo dire. Sarebbe stato uno dei migliori sindaci che la città abbia mai avuto se solo le elezioni del 2018 fossero andate diversamente.
Da Perinetti a Fabrizio Dulla che lascia e non si ricandida dopo aver passato in quest’aula 15 anni ininterrotti.
“Devo dire che il mio incontro con la politica è avvenuto circa 20 anni fa nella sinistra giovanile - ha spiegato - Non arrivo da un’estrazione cattolica ma come tanti altri abbiamo sempre considerato l’impegno politico come servizio alla città. Ringrazio le persone che 15 anni fa hanno insistito a farmi candidare a cominciare da Enrico Capirone e Luciano Lenzetti. In quest’aula sono stato il consigliere più giovane per un mandato poi nel secondo è arrivato qualcuno più giovane di me e sono tornato ad essere il più giovane per gran parte di questo mandato. Anche io auspico un ricambio. Ricordo Gianfranco Moia che decise di dimettersi per consentire a me di ricoprire la carica di capogruppo che poi tenni anche nel successivo mandato...”.

Diego Borla
Saluti e ringraziamenti a tutti anche dal presidente Diego Borla che ha preso la fascia da lui proposta e istituita e l’ha rimessa a disposizione appoggiandola sul tavolo
“Non è stato facile fare il presidente e rimanere sempre al disopra delle parti. Ho cercato di farlo come meglio potevo. Grazie per avermi dato questa possibilità. Grazie per esservi scontrati ma nella correttezza. Durante questi cinque anni solo qualche scivolone. ma quando si è presi dalla passione a volte si va anche oltre le righe..”.
Infine il sindaco Stefano Sertoli. Anche lui ha ringraziato tutti “Non avevo nessuna esperienza ma mi è piaciuto molto - ha confessato - Ci sono state difficoltà ma ho sempre agito con passione cercando di tenere unita la squadra nell’interesse dei cittadini e della città. Alla fine devo dire che il clima è sempre stato molto corretto. Scivoloni nella norma e per fortuna pochi. Al di fuori del gioco delle parti i rapporti sono sempre stati corretti e civili. Ringrazio le Opposizioni per avermi fatto capire come funziona quest’aula e Perinetti per aver portato qui una storia che non conoscevo...”.
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