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Chivasso

CORTOCIRCUITO: Giunta di sinistra voleva trasformare il dormitorio dei POVERI in un HOTEL!

In Consiglio stava per essere votata una delibera che prevede tariffe e prenotazioni per i nullatenenti che non sono di Chivasso. E' scoppiata la polemica: "Atto vergognoso". E l'amministrazione ha fatto marcia indietro...

Chivasso

Senza tetto (foto d'archivio)

“Pronto, è il dormitorio?”

“Sì”

“Vorremmo prenotare una stanza per due persone: un adulto e suo figlio. Nulla tenenti, grazie”.

“Chi paga?”

“Noi di Foglizzo”.

“Ok, bene. In che periodo vorrebbero soggiornare?”.

Benvenuti al Grand Hotel “Dormitorio” di Chivasso. 

C'è mancato poco che diventasse realtà.

Incredibile - e vergognoso davvero - l’amministrazione comunale di centrosinistra chivassese voleva introdurre tariffe e prenotazioni per il centro di accoglienza di via Gerbido.  Il servizio che dà un tetto, per una notte, due, tre, una settimana, agli ultimi, alle persone in difficoltà, a chi non ce la fa.

Non paga il povero, che già è povero e sono “affari suoi”, come da commento (brutto) del consigliere comunale Giovanni Scinica (Pd) ieri in Consiglio. Paga il Comune dove vive, per lui.

Sempre che dal Municipio qualcuno risponda alla richiesta di aiuto, negli orari di ufficio. 

Possiamo dirlo? 

Lo diciamo.

Che schifo.

Per fortuna è intervenuta l'opposizione e la maggioranza ha frenato e s'è presa del tempo.

Ma il dibattito in Consiglio merita di essere raccontato.

Non foss'altro perché a proporre l'improponibile sono stati quelli stessi che, pochi minuti prima avevano approvato la delibera di conferimento della cittadinanza onoraria ai figli di stranieri nati in città o che abbiano compiuto un ciclo di studi, dando ampio risultato con un dibattito durato quattro sedute a questo provvedimento “simbolico”, dettato dalle necessità di far arrivare un messaggio di accoglienza e integrazione.

E qualche minuto dopo quegli stessi amministratori chivassesi hanno proposto (e insistito per farlo approvare) un provvedimento che di fatto, così com'era, sbugiardava ogni presunta velleità caritatevole di un’amministrazione comunale che nelle parole dà una carezza agli ultimi, nei fatti (se fosse passata la proposta di delibera) un calcio nel sedere

Riepiloghiamo.

Nell'idea dell'amministrazione chivassese presentata in maniera un po' confusionaria al Consiglio e messa nero su bianco in una proposta di deliberazione, per passare una notte al caldo, il senza tetto di Chivasso può accedere direttamente al dormitorio. 

Il senzatetto di un Comune del Ciss deve invece rivolgersi al suo Comune, che deve prenotare (se c’è posto) e deve pagare 10 euro a notte. 

Il senzatetto di un qualsiasi Comune italiano che non è del Ciss deve rivolgersi sempre al suo Comune, che deve prenotare (se c’è posto) e deve pagare 18 euro a notte.

Le tariffe del dormitorio contenute nella proposta di deliberazione, poi emendata

Incredibile.

Quando abbiamo chiesto ai sindaci dei Comuni vicini di aiutarci nelle spese del dormitorio, tutti quanti hanno fatto orecchie da mercante!”, ha sbottato Scinica durante il dibattito. “La modifica che si vuole fare è giusta! Perché dobbiamo farcene carico solo noi del dormitorio?”.

Quindi, in quel posto al povero di Cavagnolo. Per esempio. O di Brusasco. Peggio ancora se viene da Settimo Torinese, Torino, Novara o Verona.

La proposta di deliberazione che è stata presentata

Su 12 posti letto siamo arrivati a 9 posti letto fuori Ciss - ha spiegato il sindaco Claudio Castello nel difendere il provvedimento -.Sono gente di Torino, di Settimo, Verona, Novara”. Come dire: perché dobbiamo pagare noi per loro?

Sul sociale e l’accoglienza il nostro welfare ha un cuore d’oro”, ha aggiunto. 

Ah, ok. Se lo dice lui...

Claudio Castello sindaco di Chivasso

Non fate demagogia su questi temi, per favore, non speculiamo su chi ha veramente necessità”, così la consigliera comunale Cristina Peroglio.

E sticazzi, Peroglio.

Una giustificazione dell’ingiustificabile l’ha provata a dare il consigliere e primario dell’ospedale di Chivasso Claudio Moretti, ex assessore alle Politiche Sociali (oggi al suo posto in Giunta siede Tiziana Siragusa, ndr): “I cittadini chivassesi si sono trovati a dover pagare e pensare anche per altri. Il dormitorio non ha mai risolto i problemi dei senza fissi dimora in pronto soccorso: la regola d’ingaggio per andare al dormitorio è che si deve essere sobri. Quindi i senza fissa dimora che vanno in pronto soccorso continuano ad esserci… Il dormitorio non ha mai risolto il problema. Altra cosa importante da sapere è che molte persone che sono al dormitorio sono degli habitué che lo usano come social housing”.

Tiziana Siragusa, assessore alle Politiche Sociali

La cosa più clamorosa degli aumenti tariffari che avete previsto è che stiamo creando un hotel a Chivasso per senza fissa dimora - ha inforcato duramente in Consiglio Claudia Buo, assessore al Bilancio quando la Giunta Ciuffreda volle fortemente la creazione di un dormitorio, oggi consigliere comunale di Liberamente Democratici -. Noi stiamo dicendo a chi è in difficoltà - a chi non è di Chivasso ma fa parte di uno dei comuni del consorzio o è fuori - che deve prenotare e pagare mentre abbiamo dedicato quattro consigli comunali, dico quattro consigli comunali, alla cittadinanza onoraria simbolica?. Siamo qui a istituire una tariffa per il centro di accoglienza notturno?

Questo servizio è nato perché la città aveva problemi oggettivi: le persone che andavano a dormire  in pronto soccorso o sulle panchine. All’epoca ci sedemmo al tavolo con Ciss, Asl e Comune per creare questo progetto, poi l’Asl s’è sfilata. Ma il Ciss continua a mettere a disposizione gratuitamente i locali, anche per conto degli altri Comuni. La verità è che tate facendo una cosa vergognosa: il Comune di Torino non fa pagare i suoi dormitori. C’è un regolamento di accesso, ma non ci sono tariffe. Se il sindaco dice che è necessario reperire risorse perché l’Asl s’è sfilata, perché nel bilancio non è prevista una voce di entrata?”.

Per la cronaca, il contributo dell’Asl To 4 annuale per il dormitorio era di trentadue mila euro. Trentadue mila euro l’anno che hanno mandato in cortocircuito l’amministrazione comunale di centrosinistra.

Un cortocircuito da cui l'amministrazione c'è uscita grazie all'emendamento proposto da Claudia Buo.

Un emendamento che ha tolto - per ora - dalla delibera sui servizi, le tariffe di soggiorno al dormitorio.

Un emendamento che è stato votato, dopo la sospensione della seduta e un po' di "camera di consiglio", dall'intera maggioranza. All'unanimità.

Come dire: "ci siamo sbagliati".

Delle due, l'una: o la Giunta non parla con la maggioranza, o viceversa. E qualcuno, tra gli assessori a Bilancio - Chiara Casalino - o al Sociale - Tiziana Siragusa - dovrebbe fare un passo indietro. Perché non si propone una cosa così.

Resta la brutta figura di un'amministrazione di centrosinistra che stava per approvare un provvedimento che nulla aveva a che spartire con gli ideali, i principali, i valori a cui dice di richiamarsi.

Dormitorio: un po’ di storia

Era il primo novembre del 2015, quando, in via Nino Costa 48, apriva il dormitorio pubblico per senza fissa dimora. Nato da un’idea della giunta Ciuffreda, la cui assessora alle politiche sociali era Annalisa De Col, era stato realizzato attraverso una convenzione con il CISS, il consorzio dei servizi sociali. Quest’ultimo avrebbe messo a disposizione i locali, mentre il comune si sarebbe occupato della gestione, col solo onere del rimborso delle utenze verso il consorzio, come si apprende dalla delibera di giunta 77/2014, con cui vennero stanziati inizialmente 130 mila euro per il progetto.

 

L'ingresso del dormitorio di Chivasso

Inizialmente la struttura aveva a disposizione 12 posti letto, suddivisi in quattro camere. Inoltre la metà dei posti era riservata a residenti della Città, e poi a caduta, a cittadini degli altri 18 comuni del consorzio, i quali potevano usufruire del servizio per non più di 30 giorni. Sono accolti solo utenti di sesso maschile. Poi, col passare del tempo, conoscendo meglio l’utenza, le regole sulla permanenza si sono alleggerite, permettendo agli ospiti soggiorni più lunghi.

Durante la pandemia i posti letto sono stati ridotti da 12 a 8, per consentire un distanziamento all’interno delle camere. 

Ora sono tornati a 12.

La struttura apre tutti i giorni alle 19.15 fino alle 7:15 del giorno successivo: gli ospiti arrivano fino a tarda serata, mentre la sveglia suona alle 6, per la prima colazione, che si consuma nella cucina del dormitorio.

Inizialmente la struttura era sovvenzionata anche dall’Asl, che poi s’è sfilata (32 mila euro).

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