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08 Aprile 2023 - 11:17
È ancora scontro, durante l’ultimo Consiglio Comunale, sull’elezione dei comitati di quartiere.
I cittadini il 28 maggio saranno chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti del proprio quartiere.
Perché tutto sia valido occorrerà che almeno il 10% degli elettori (circa 2800 persone) si rechi alle urne.
Esiste dunque un quorum da superare.
Se questo non dovesse accadere l’elezione non sarà valida.
I Comitati di Quartiere nella città di Venaria Reale sono nati nell’anno 2005, attraverso un lungo e faticoso percorso politico. Hanno funzionato, ininterrottamente, per 9 anni. Da 9 anni, invece, le elezioni non si tengono più.
Ora, l’amministrazione Giulivi, dopo una modifica del regolamento, ha scelto di riproporli.
I consiglieri di minoranza Alessandro Brescia, Mariachiara Catania (Uniti per Cambiare) e Caterina Terrizzi (Movimento 5 Stelle) hanno presentato una mozione per chiedere la cancellazione del quorum e l’esclusione dei commercianti (non residenti) dall’albo degli elettori.
“Questa mozione - spiega il consigliere di minoranza Alessandro Brescia - nasce dall’evidenza che c’è stata una pubblicità tiepida sui comitati di quartiere, il tempo per le assemblee pubbliche è stato ravvicinato così come lo è il periodo da qui al voto. Il rischio che non si raggiunga il 10% o che non si trovino i candidati esiste. Lo stesso meccanismo mi pare discutibile. Uno che non ha partecipato ad un’assemblea ma vuole candidarsi chi deve chiamare? Il rischio è che questo strumento di partecipazione possa proprio non nascere. Prima c’era il quorum per quartieri ora c’è un quorum generale del 10%. Se alle elezioni comunali dovessero andare a votare 2 mila persone il voto sarebbe valido, qui invece non vale. Qualunque sia il loro numero poco importa, se ci sono 100, 200, 300, 1000 cittadini che hanno voglia di spendersi perché no? Cosa gli si dice: dovevate essere 3 mila, siete 1000 quindi non vale?!”.

Alessandro Brescia
L’assessore Pamela Palumbo, però, non ha voluto sentire ragioni.
“La mozione - interviene - presta molta attenzione alla partecipazione politica nei comitati di quartieri. Il comitato però nasce spontaneamente per presentare le istanze di quella zona. Non ci sono da molti anni e quindi dovrebbe essere interesse dei cittadini interfacciarmi e avere a cuore la cosa pubblica. Voi partite negativi, pensate che non si raggiunga il quorum. Ne abbiamo messo uno generale altrimenti ci sarebbe stato il rischio di avere quartieri con comitati e altri no. Noi abbiamo pubblicizzato le assemblee pubbliche con tutti i mezzi. La possibilità di partecipazione dei commercianti l’abbiamo presa dal regolamento di Collegno, ma non credo che ci sia questo grande afflusso di partecipazione da parte loro. Il quorum è importante, per una questione di rappresentatività. Cambiarlo mi sembra prematuro. Il comitato di quartiere deve essere legittimato dai cittadini e non essere un comitato che porta gli interessi di una via o un condominio… Se voteranno 2600 persone ragioneremo in un modo, se saranno 100 in un altro”.

Il Sindaco con l'assessore Pamela Palumbo
Sta nel mezzo, invece, la consigliera di minoranza del gruppo misto, Barbara Virga.
“Questa mozione - precisa è frutto del fatto che quando ci fu la commissione erano emerse opinioni contrastanti che avrebbero meritato una ulteriore riflessione prima di portare il regolamento in Consiglio. La riflessione si è deciso di non farla e quindi siamo di nuovo qui. In quella occasione io mi ero concentrata sul criterio della rappresentatività. Io sono convinta che o un’associazione di cittadini è qualcosa di spontaneo e non è sottoposta a regole di rappresentatività ma quando l’amministrazione va ad istituzionalizzare il comitato allora il quorum serve. Bisogna avere la certezza che chi viene eletto rappresenti il quartiere e non il condominio. D’accordo con Brescia sulla questione dei commercianti. La preoccupazione sussiste. In più avevo posto una questione che secondo me era di vitale importanza dal punto di vista dell’educazione civica. Si parlava del fatto che giovani non eletti, solo perché giovani, avrebbero avuto diritto a partecipare al comitato. Mi pare un errore”.
Favorevoli alla mozione, anche se con qualche spunto polemico verso i 5 Stelle rappresentanti da Terrizzi, gli esponenti del Partito Democratico.
“Siamo favorevoli a questa mozione. - spiega il consigliere del Partito Democratico, Stefano Mistroni - I comitati di quartiere sono un’opportunità. Una delle discussioni si basa sul quorum, i comitati nascono con la giunta Pollari, vengono caldeggiati dal Partito Democratico, vengono utilizzati, sono stati promossi anche dall’amministrazione Catania. Vengono poi messi in un cassetto e fatti morire dall’amministrazione Falcone. Il quorum fu introdotto dal Sindaco Falcone. Si rischia un po’ la brutta figura, se prima si osteggiava un provvedimento poi non si può improvvisamente ergersi a paladini (il riferimento è a Terrizzi, ndr). Noi siamo favorevoli all’abolizione del quorum, io lo suggerisco come aiuto all’amministrazione, per avere un occhio attento al quartiere. I comitati di quartiere hanno bisogno di essere creati. Abbiamo preso esempio dal regolamento di Collegno, quel regolamento in seconda battuta non prevede il quorum. Il quorum taglierà le gambe ai comitati di quartiere. Sento parlare di rappresentatività, io preferisco avere persone che hanno voglia di lavorare per un quartiere. Ricordiamoci che nella scorsa legislatura c’è gente entrata in Consiglio Comunale con un voto. Lo prevedeva il regolamento, che rappresentatività avevano? Io preferisco persone presenti piuttosto che rappresentative”.

Stefano Mistroni
Duro anche l’intervento del consigliere del Partito Democratico, Raffaele Trudu.
“I comitati - commenta - di quartiere hanno un ruolo consultivo, quindi? A cosa serve il quorum? Dov’è il ragionamento? L’amministrazione deve fare una seria riflessione sull’obiettivo che vuole raggiungere con i comitati di quartiere. Avvicinare persone? Istanze? Oppure diciamoci che non li vogliamo e teniamo il quorum ed evitiamo di spendere i soldi dei cittadini. Io non riesco a capire la necessità del quorum. Invece andate avanti con una soglia tracciata, rigida. I comitati di quartiere rappresentanti anche del 4% della città che problema avrebbero? Qual è la paura? Che abbiano politiche contro l’amministrazione? Ma è un atteggiamento serio? A me piacerebbe che diceste che non li volete. Il quorum limita le potenzialità di questa istituzione”.

Raffaele Trudu
La consigliera del Movimento 5 Stelle, Caterina Terrizzi, ha precisato così la sua posizione: “Questa mozione è frutto di incontri con i cittadini, io mi sento di votare questa mozione perché i cittadini hanno chiesto di portare la loro voce in Consiglio Comunale. Per rispondere a Mistorni: ha ragione, l’amministrazione Falcone ha introdotto il quorum. Era il 2018, era l’amministrazione Falcone. Oggi siamo nel 2023, c’è Giulivi, si è evoluto il Movimento ed è possibile che oggi qualcuno abbia cambiato opinione.

Caterina Terrizzi
A difendere l’amministrazione ci ha pensato il consigliere di maggioranza, Venaria Riparte, Andrea Carlomagno.
“Non vorrei - interviene - passasse il messaggio che questa amministrazione non vuole i comitati di quartiere, visto che non ci sono da 10 anni. Io ero partito per non mettere il quorum. Poi ci ho ripensato: alle scorse elezioni eravamo 15 liste, 400 persone, non si riesce a portare 10 persone a testa a votare? Il 10% quindi è il minimo credo. Proprio perché si parla di consenso e del regolamento di Collegno io mi chiedo: ha senso fare la seconda elezione dei comitati senza quorum? A quel punto fallo direttamente senza quorum. L’ultimo punto riguarda i commercianti: perché c’è questa fobia? Anche se fossero eletti solo commercianti sarebbe un dramma? Anzi forse loro che vivono la città potrebbero rappresentarla meglio di chi va via al mattino e torna in città solo per dormire”.

Andrea Carlomagno
La mette giù pesante il consigliere della Lega, Edoardo Baffigo.
“Il discorso quorum - spiega - serve ad evitare infiltrazioni politiche, il comitato deve essere apartitico e apolitico. Nell’ultima tornata dei comitati di quartiere si era perso di vista l’interesse del cittadini e si guardava all’interesse dell’amministrazione o di qualche partito”.
Dunque: nulla da fare. Il quorum non sarà abolito.
“Di questa cosa - replica Alessandro Brescia, consigliere di minoranza - ne avete un po’ paura, avete modificato il regolamento a ottobre del 2021, poi la cosa si è inabissata per un anno. Poi siete tornati in Consiglio per innalzare il quorum. Non ha tanti significati: vuol dire rendere più difficile l’utilizzo dello strumento”.
Per il Sindaco Fabio Giulivi, invece, è tutto dverso: l’amministrazione lavora per far nascere i comitati di quartiere.
“I comitati di quartiere si sono inabissati? Brescia - conclude Giulivi - dimentica un particolare: ci sono state le elezioni politiche e gli uffici si sono dovuti occupare di quello. Questo spiega lo scostamento temporale. Abbiamo approvato un regolamento ed invece di essere solo pubblicato è stato illustrato in 5 assemblee pubbliche. Abbiamo girato tutti i quartieri per spiegare cosa sono i comitati, il regolamento, il quorum, perché si è deciso aumentare la partecipazione dei cittadini per farli avvicinare alla politica. È stato tutto spiegato ai cittadini. Parliamo del quorum del 10% non del 40%, se non avessimo voluto i comitati avremmo agito diversamente. Il quorum è importante perché il comitato deve essere la voce di un quartiere e non solo di 10 persone. Se non parteciperanno 2800 persone una riflessione andrà fatta. Non dobbiamo fare il requiem con le campane a morto sul quorum. È evidente che nei comitati ci sono persone che hanno visione politica ma forse quelli sono il luogo dove parlare di dossi, potature, problemi. Sono 9 anni che non ci sono, il tentativo di riproporli è importante. Se noi ci spaventiamo di un quorum del 10% siamo in difetto con la nostra stessa attività. Sono 2800 persone in tutta Venaria”.
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