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Politica

Un "Tavor" per la maggioranza

Non ha i numeri per far votare al primo turno l’inserimento dello “Ius Scholae” nello Statuto Comunale

Chivasso

Un po' di malessere e insofferenza nella maggioranza del sindaco Claudio Castello

Se due convocazioni di conferenze di capigruppo non fanno una prova, per lo meno sono un indizio del mal di pancia che negli ultimi giorni ha colpito la maggioranza del sindaco Claudio Castello.

Parlare di malumori è un po’ troppo, ma di ansia e insofferenza non è così azzardato.

Facciamo un passo indietro.

Al centro del dibattito politico tra i partiti e le liste civiche della città c’è oggi la modifica del regolamento dello Statuto comunale che, dopo un tira e molla durato un paio di settimane e chissà quando si esaurirà, verrà portata all’approvazione del Consiglio di domani sera, martedì 4 aprile. 

E’ il secondo punto all’ordine del giorno. 

Ed è qui che si concentreranno le “mirabolie” della maggioranza per far passare una modifica allo Statuto comunale che, altrimenti, non vedrà la luce fino a primavera inoltra.

Il motivo è semplice: la legge tutela le minoranze e per votare una modifica allo Statuto è necessario che ci sia il voto favorevole, nel caso di Chivasso, di dieci consiglieri comunali (la maggioranza) più uno dell’opposizione. 

Sono richiesti, in totale, undici sì.

Il voto del sindaco non conta. Ecco perché sono state necessarie due conferenze di capigruppo: intanto per contarsi e capire se ci sarà la garanzia di tutti i consiglieri comunali presenti. Poi per cercare una sponda nella minoranza. 

Ci hanno provato, i vari Mazzer, Pasteris e Gasparri, lusingando per un sì prima Claudia Buo (Liberamente Democratici), poi Clara Marta (Forza Italia).

Stefano Mazzer capogruppo Pd

Risultato, nulla di fatto: dunque la maggioranza non avrà i numeri per votare la modifica dello Statuto e il punto verrà ritirato e proposto nella prossima seduta. 

Fino a che, al terzo tentativo, sarà sufficiente il voto della sola maggioranza e non sarà più richiesto anche il sostegno dell’opposizione.

Ma perché si rende necessaria la modifica allo Statuto comunale?

Claudia Buo di Liberamente Democratici

Semplicemente per introdurre il riferimento simbolico allo “Ius Soli” e allo “Ius Scholae” in attesa della riforma della legge sulla cittadinanza, allo scopo di promuovere l’eguaglianza e l’effettiva partecipazione senza distinzione di origine o provenienza. 

Una bella causa, per quanto un Comune possa fare: di fatto è un tema che non è nelle competenze di un’amministrazione comunale.

Nonostante questo, in apertura del suo secondo mandato da sindaco, Claudio Castello annunciò - e poi seguì l’approvazione del Consiglio comunale - la volontà di riconoscere, sempre come atto simbolico, la “Cittadinanza onoraria del Comune di Chivasso” ai minori stranieri residenti nel comune stesso, nati in Italia da genitori stranieri regolamento soggiornanti, o nati all’estero ma che abbiano completato almeno un ciclo scolastico. 

Un atto politico “molto di sinistra” ed è il motivo per cui s’è cercata una sponda con Claudia Buo, unica consigliera comunale di opposizione di centrosinistra.

Non fosse che l’approccio è fallito praticamente sul nascere visto e considerato che gli emendamenti proposti da Buo alla delibera dello “Ius Scholae” chivassese sono stati bocciati senza colpo ferire. Senza neanche provare a mettere in piedi un “gentlemen agreement”, pardon un patto tra gentiluomini e gentildonne che in questo caso non solo sarebbe stato necessario, ma addirittura auspicabile. Un piccola astuzia,  ma tant’è.

La modifica allo Statuto comunale domani sera verrà bocciata e alla maggioranza consigliare non resta che farsi una pastiglia di Tavor per superare ansia e stress, aspettando la prossima seduta.

A proposito: all’ordine del giorno del Consiglio comunale di questa sera non figura ancora la delibera sull’affidamento in concessione della gestione del sistema musica di Chivasso. Che avrebbe dovuto già essere pronta.

Il motivo è che si sta cercando la quadra - finanziaria? - per togliere dal complesso del “Sistema Musica” il Teatrino Civico (la cui gestione sinora è affidata alla Blu Room, ndr) per lasciarlo completamente in capo al Comune.

Non ci sarebbe però ad oggi, ancora, la copertura finanziaria a garanzia della gestione comunale del teatrino. 

“Arriverà con il bilancio”, trapela da Palazzo Santa Chiara.

Intanto, oltre al Tavor è consigliata anche una pastiglia di En e così anche questo grattacapo, per Castello & compagnia, sarà meno fastidioso. 

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