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Favria
30 Gennaio 2023 - 11:23
il sindaco Vittorio Bellone
Durante lo scorso consiglio comunale c'erano da confermare le aliquote IMU per il 2023. Un'operazione semplice, che rientra nei compiti basilari di un consiglio comunale, ma che a Favria è più difficile che altrove. Qui, infatti, non esiste una commissione bilancio.
Non esiste cioè quell'assemblea che, prima del consiglio comunale, esercita una funzione consultiva e preparatoria degli atti che saranno discussi nel parlamentino cittadino. Si tratta di un organo in cui rientrano consiglieri di maggioranza e di minoranza, e che è indispensabile per portare in discussione dei documenti che tutti i consiglieri conoscono al meglio.
Niente, per l'amministrazione del sindaco Vittorio Bellone è troppo difficile insediare la commissione. Tant'è che il capogruppo di minoranza Francesco Manfredi ha votato contro tutti i punti all'ordine del giorno che includevano in qualche modo il bilancio. Con una motivazione ben precisa, che il capogruppo ha lasciato da depositare al segretario comunale.

Francesco Manfredi, consigliere di minoranza
"Il nostro voto è contrario - ha detto Manfredi - in quanto non avete mai costituito la commissione bilancio e non avete mai convocato i capigruppo per spiegare il bilancio. Non conoscendo il bilancio e non avendo il tempo per esaminarlo ma trovando tutto qui in consiglio preconfezionato il nostro voto sarà contrario".
A questo punto la replica sarebbe spettata all'assessore al bilancio nonché vicesindaco Lucia Valente. Non fosse che in un primo momento, il sindaco Bellone, sull'orlo di una crisi, l'ha interotta chiedendole (anzi, ordinandole) di non rispondere. Poi, forse vedendo la faccia che ha fatto la Valente, si è ricreduto: vabbè, ha detto, rispondi... Della serie, troppa grazia signor sindaco, com'è umano lei.
"Il bilancio è stato regolarmente depositato e gli uffici sono stati a disposizione per spiegazioni in merito" ha così potuto rispondere, su esplicita autorizzazione del sindaco, la Valente. E ha ragione, il bilancio era lì, ma la consultazione "in solitaria" del documento non potrà mai sostituire una discussione in commissione.

Il consiglio comunale di Favria (foto di archivio)
Già prima delle elezioni dello scorso anno, Manfredi aveva denunciato il problema. Nello specifico, secondo il capogruppo, nel corso del primo mandato di Bellone "c'è stato lo zero assoluto in fatto di democrazia. I tavoli di lavoro hanno funzionato quando io ero in maggioranza: prendevamo atto di quanto diceva la minoranza e la ascoltavamo".
Quando si è insediata, invece, l'attuale maggioranza avrebbe "addirittura modificato lo statuto del consiglio comunale per togliere certi tavoli di lavoro. Modifica, questa, avvenuta dopo meno di un anno dall’insediamento. Alcuni tavoli di lavoro e alcune commissioni sono sparite".
E va bene che il sindaco che precedeva Bellone, e cioè Serafino Ferrino, veniva un po' considerato da tutti come "il signore del paese". E di decisioni in solitaria Ferrino ne ha prese fin troppe. Lo denunciava l'assessore ai lavori pubblici Silvio Carruozzo, non solo in consiglio comunale ma anche ai nostri microfoni.
"Ferrino era il signore di Favria, la persona attorno a cui ruotava tutta la vita del Comune". Tanto da aver voluto "bloccare il bilancio per quattro anni" firmando una transazione illegittima e dannosa per le casse del Comune. E probabilmente Carruozzo aveva ragione. Certo è che l'esecutivo di Bellone non pare invece un esempio di liberalità democratica...
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