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Hip hip urrà per Bolatto, da Salassa alla Camera di Commercio

Nel '94 creò una lista "di rottura" con cui fu eletto sindaco: ad oggi chi ha imparato da lui governa ancora

Guido Bolatto

Guido Bolatto

Canavesano (di Cuorgnè), coniugato con due figli, laureato in Economia e Commercio, giornalista pubblicista e segretario generale della Camera di Commercio di Torino. È questa la biografia essenziale di Guido Bolatto, che il 7 gennaio scorso ha compiuto 60 anni, di cui ben 22 passati alla guida dell'associazione di imprese di Torino e provincia.

Eppure pochi, soprattutto tra i torinesi, sanno che quando a "Guidone", come lo chiama qualcuno, vennero dati lo scettro e la corona di segretario generale, lui stava concludendo il suo secondo mandato da primo cittadino di Salassa, 1700 anime (a voler abbondare) in Alto Canavese.

Tanti di quelli che l'hanno conosciuto durante questa esperienza amministrativa erano presenti l'8 gennaio alla festa di compleanno del potente segretario generale, organizzata dalla moglie Elena Pedon.

Una festa che, riportava lo Spiffero il giorno dopo, avrebbe visto tra i partecipanti pure Maria Luisa Coppa, canavesana pure lei, oggi presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia (carica che ricopre dal 2005) e, a partire dal 2012, presidente di Confcommercio Piemonte.

Maria Luisa Coppa

Coppa ambirebbe alla presidenza della Camera di Commercio torinese, in questo momento occupata da Dario Gallina. Guerre interne, insomma, che si sarebbero placate per celebrare il 60esimo di Bolatto. Una sorta di "tregua di Natale" in tempi di Epifania, per fare gli auguri al segretario canavesano.

Alla festa, riporta sempre lo Spiffero, c'era un po' di tutto, pure il sindaco di Torino, Stefano Lorusso, e l'ex parlamentare del PD Davide Gariglio. E c'era pure Claudia Porchietto, venariese doc rimasta pure lei senza poltrona dopo il 25 settembre. Non avrebbe invece ricambiato la cortesia Michele Vietti, ex deputato, ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Eppure alla sua festa estiva tra le montagne di Ala di Stura, nel luglio scorso, Bolatto c'era eccome.

Dall'Oratorio alla Giunta: la parabola salassese di Bolatto

A Salassa, Bolatto se lo ricordano un po' tutti. Ha fatto il sindaco dall'aprile del '95 al giugno del 2004, quando ha lasciato il posto al suo consigliere Giuseppe Jarno Ansinello, ad oggi nella Giunta guidata dalla giovanissima Roberta Bianchetta dopo due mandati da primo cittadino. In mezzo, l'esperienza da sindaco di Sergio Gelmini

Tra i suoi assessori sempre Ansinello, con Bianchetta capogruppo di maggioranza. A Salassa come a Pertusio, Prascorsano, Pratiglione e Canischio, i primi cittadini sono tutti sulla trentina. Un'epidemia di passione per l'amministrazione che però ha bisogno di reggersi sull'esperienza di chi quel compito l'ha svolto per tanto tempo.

Roberta Bianchetta, attuale sindaco di Salassa

Come quella di Ansinello, che con Bolatto ha cominciato la propria vita amministrativa. "Era un neofita - racconta l'attuale assessore ed ex sindaco - e aveva formato questa lista elettorale che era un po' una lista di rottura, qualcosa di diverso rispetto a chi aveva governato prima".

Con quella proposta politica Bolatto aveva vinto, insendiandosi dopo i due mandati del sindaco Adriano Vajra, in quota Partito Socialista Italiano. A ben vedere, la lista di "Guidone" ha fatto scuola: in un modo o nell'altro, quell'esperienza di rottura ha inaugurato una nuova stagione politica in paese: da Bolatto ad Ansinello, poi da Ansinello a Gelmini e infine da Gelmini a Bianchetta. 28 anni di ininterrotta continuità amministrativa, con Ansinello che l'ha vissuta dall'inizio alla fine. Prima da "studente" e poi da "membro esperto" delle Giunte Gelmini e Bianchetta.

Prima ancora di cominciare a fare il sindaco, Bolatto faceva l'animatore del gruppo dell'oratorio del paese. Aveva fatto il militare tardi e in giro avevano iniziato a chiamarlo "il Colonnello". Figura carismatica, una volta, si racconta, tenne addirittura un seminario in oratorio sul problema della povertà.

Da sinistra: Ansinello, Gelmini, l'assessore Rosanna Barengo e Bianchetta, all'epoca capogruppo (foto del 2014)

In paese era "il figlio del pastin", perché il padre, Renato, faceva il panettiere in uno dei tre forni che allora c'erano a Salassa, e si dice che pure lui non se la cavasse male a impastare. Ma Guido aveva deciso di non seguire le orme del padre. Si era laureato e dal 1988 aveva iniziato la scalata all'Arthur Andersen. Qui aveva fatto il revisore contabile, il manager, e pure il dirigente.

"Si trattava - prosegue Ansinello - di una figura autorevole, mai autoritaria. Aveva creato un gruppo di giovani, tutti di fine anni sessanta/inizio anni settanta", quindi di 5-10 anni più giovani di lui. Alcuni di quelli l'hanno seguito anche in politica. Quando Ansinello ha vinto le elezioni nel 2004, Bolatto venne eletto nel suo gruppo come consigliere. "La sua presenza - dice Ansinello - mi faceva sentire tranquillo".

Dopo quei nove anni alla guida del paese, di Bolatto la gente ricorda soprattutto un paio di progetti realizzati: la riqualificazione di Piazza Marconi, che non fu esente da critiche all'epoca, che venne pensata e cominciata dall'oggi segretario generale e terminata da Ansinello; e poi la riqualificazione dell'ex Mulino, che oggi è un centro polivalente. "In questi progetti, lui credeva molto" spiega Ansinello.

Piazza Guglielmo Marconi, che Bolatto e Ansinello avevano riqualificato

A Bolatto, lo dice lo stesso Ansinello, deve molto: "Mi ha insegnato i trucchi del mestiere, quelli che aveva imparato nel corso della sua formazione economica. Aveva il pallino di non sprecare, di fare sempre attenzione al bilancio e ai conti".

Professionalmente, questa sua indole l'ha portato a lavorare, negli anni in cui ha fatto il sindaco, un po' ovunque, tra pubblico e privato: direttore generale del Comune di Rivoli per qualche mese, e ancora prima dirigente in staff all’Assessorato alla Gestione Azienda Comune della Città di Torino. In Canavese, poi, è stato presidente del Consorzio del Distretto Tecnologico del Canavese di Ivrea (dal '98 al 2004) e poi consigliere di Canavese Sviluppo spa (2001-2004).

Ma non finisce qui, e se elencassimo tutte le cariche di Bolatto servirebbero due giornali. Era però, e probabilmente lo è tutt'ora, tutt'altro che un tipo un po' "palloso", tutto bilanci, cariche (elettive e non) e conti apposto: "Quando ci incontravamo, anche nei palazzi, non disdegnava la battuta in piemontese, anzi in salassese, con quella parlata tipicamente canavesana" sorride Ansinello.

Quando qualcuno lo criticava o gli parlava dietro - anche se Salassa non è stato mai teatro di grosse polemiche: basti pensare che da tempo ormai c'è una lista unica in consiglio comunale - lui rispondeva in piemontese: "Lasa ca disa...".

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