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IVREA
11 Gennaio 2023 - 18:02
Costanza Casali
Botte da orbi in commissione cultura. E’ successo ieri. Un colpo di scena dietro l’altro.
Il primo: Maria Piras, inaspettatamente, è stata eletta presidente. Tre voti su cinque, ma mancava Tony Cuomo.
Oltre al suo, quello di Francesco Comotto e Fiorella Pacetti. S’è invece astenuto Marco Neri dei Fratelli d’Italia la cui candidatura a far parte della Commissione al posto di Anna Bono, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, aveva colto tutta la maggioranza impreparata. Era riuscito a farsi eleggere grazie ai voti dell’Opposizione con il chiaro obiettivo di stroncare sul nascere le polemiche nei confronti dell’assessora Costanza Casali per il modo in cui ha gestito tutto il progetto di “Ivrea Capitale del libro” e soprattutto la gran quantità di denaro.

Marco Neri, consigliere comunale di FDI
Pare che Neri, nel corso di una telefonata con alcun esponenti del Pd, qualche giorno prima, pur di non far eleggere Piras, si sarebbe offerto di votare Fiorella Pacetti e di fronte al “no”, avrebbe messo la sua candidatura sul piatto. Un suggerimento che le Opposizioni avrebbero fatto cadere nel vuoto, non foss’altro che fanno opposizione e più c’è sangue in maggioranza meglio è.
Fin qui la premessa, il bello, s’è materializzato subito dopo, con Piras che, ogni promessa è un debito ancor più se si è presentata una mozione (e lei e Bono lo han fatto), s’è messa a fare il pelo e il contropelo.
La parola è subito andata a Paolo Verri. “E chi sei tu…?” gli avrebbe più o meno chiesto Piras, con l'animo di chi non è che non sa "chi è lui" ma vuole fare fino in fondo il pesce in barile per sottolineare quanto i consiglieri comunali siano stati tenuti all'oscuro di ogni decisione ...

Paolo Verri
“Come chi sono io? Sono Paolo Verri, l’estensore del dossier di Capitale italiana del libro…, direttore della Fondazione Atrium, direttore del Comitato 150, promotore della candidatura di Matera capitale europea della cultura, direttore della Fondazione Matera-Basilicata…. eccetera eccetera….”
Un affronto? Non secondo Piras che se n’è fottuta dei titoli e se rivolta a Casali chiedendole perchè non si sia costituito il “Comitato di scopo” previsto nel dossier, preferendogli un tavolo tecnico con i funzionari del Comune. E poi perchè si siano spese svariate decine di migliaia di euro per la pubblicità sui giornali e per la sistemazione di Palazzo Giusiana, soldi a suo dire buttati nel cestino considerando che presto partiranno i lavori veri e propri di Città Metropolitana per fare spazio al Licelo Botta…
Offeso Paolo Verri, ad un certo punto (ha detto di avere un appuntamento) ha preso la borsetta e se n’è andato via…
Sulle barricate Costanza Casali: "Se volete far saltare tutto ditecelo e andiamo a casa...!"
“E’ la prima volta che subisco un processo per aver portato dei soldi ad un Comune… Non mi era mai capitata una cosa così…” avrebbe più o meno stigmatizzato.
“Neri si è imposto in Commissione su ordine di Casali ma non gli è andata così bene… Gli ho chiesto che intenzioni avesse ma quando si è proceduto alla votazione il suo nome non è uscito….” si sarebbe poi vantata Piras in una chat a cui hanno accesso solo alcuni della maggioranza.
Tra i presenti, come semplici uditori, ma con diritto di parola, anche Anna Bono e Donato Malpede.
“Il Comitato di scopo non ‘è fatto perchè non lo si voleva fare….” ha sentenziato Bono. E poi Piras: “Sono stati programmati un mucchio di eventi ma non se n’è mai parlato …”.
Insomma, dito indice puntato su Casali che ha provato a giustificarsi raccontando il gran lavoro di questi mesi, ma a nessuno è importato granchè. “E’ proprio questo che noi recriminiamo - l’ha redarguita Piras - il fatto che tu abbia fatto tutto da sola….”. Critiche aspre anche da Donato Malpede concentrato a capire se siano o meno aumentate le entrate del Museo Garda.
“Abbiamo speso 92 mila euro per allestire una mostra a Palazzo Giusiana. Sono tanti soldi non tanto collegati alla mostra in sé, ma al fatto di averla voluta fare lì. Questa avrebbe dovuto essere una scelta politica e non personale dell’assessore….” ha inforcato Piras.
Nell’elenco delle scelte tecniche e non politiche anche quella d'aver puntato tutto sulle mostre e non solo sui libri
“A parte alcune manifestazioni già esistenti come il festival del Jazz e la Grande invasione che esistevano anche prima, abbiamo solo visto mostre di quadri che con la lettura c’entrano pochi. Sono un’altra arte. Non si sono fatti eventi legati alla lettura…” ha stigmatizzato Piras.
Fine della prima puntata, ma ce ne saranno altre...
Allibito Francesco Comotto di Viviamo Ivrea, ha assistito allo scontro, insieme a Fiorella Pacetti, a bocca chiusa e con gli occhi sgranati....
"Piras ha lamentato di non essere mai stata coinvolta politicamente sulle scelte, noi è da 5 anni che lo diciamo e non solo su questo... Sul Comitato di scopo non so che dire, farlo sarebbe stato più comodo anche per loro. Se non lo hanno fatto forse è perchè non c'è stato il tempo..".
La maggioranza non c'è più. Finita! Cancellata! Si è sciolta come neve al sole. Questo era venuto a galla chiaramente già nel corso dell'ultimo consiglio comunale con quattro della maggioranza (Maria Piras, Anna Bono, Enrico Marchiori e la new entry Fernando Pivato) a dir pochi "stufi" di dover tutti gli anni - e da quattro anni a questa parte - sentire discorsi sulle "aziende partecipate" fuori controllo, ma mai che ci sia stato un vero e proprio dibattito all'interno della maggioranza...
Morale? Si erano astenuti, lasciando la giunta senza i numeri sufficienti per l'approvazione della delibera.
All'ordine del giorno, bocciato con 6 voti contrari e quel che restava della maggiorana a favore (appena in 5, sigh) la relazione annuale su "Ivrea Parcheggi" di cui il Comune detiene l'85%, di SCS con il 22,95%. E poi quote minori di tantissime società, tra cui Smat, Ativa, Banca Popolare etica ma anche di Mozart partecipata dalla Fondazione Guelpa con un 11,99%
"Sono anni che a dicembre sentiamo dire le stesse cose - aveva inforcato Maria Piras - Ne parliamo solo in questo momento. Negli altri 12 mesi silenzio completo. Il mio voto sarà sfavorevole a livello personale e non di gruppo...".
Idem la leghista Anna Bono: "Mi allineo anche io alle critiche. Anche il mio voto non sarà favorevole. Spero si cambi registro e nei mesi che rimangono si possa discutere di progetti e prospettive...".
Allibita e sconcertata l'assessora Costanza Casali che delle "partecipate" possiede la delega. Questa davvero non se lo sarebbe mai immaginata e come lei il sindaco Stefano Sertoli.
"Ma perchè dite che non c'è stata discussione - aveva ribattuto sconfortata - Abbiamo convocato l'Amministratore di Ivrea Parcheggi. Lo abbiamo ascoltato per ore..".
Niente da fare....
"In quell’occasione - aveva messo le mani avanti Piras - si è parlato con loro e non tra di noi su che cosa facciamo. La teniamo o non la teniamo? Poi non c’è solo Ivrea Parcheggi. Di Guelpa, per esempio, non s’è più parlato .......".
Insomma una rottura totale perfettamente allineata alla litigata dei giorni precedenti in conferenza dei capigruppo sulla mancata convocazione di una commissione cultura per discutere dei soldi che Casali sta spendendo per "Ivrea capitale italiana del libro". Bono e Piras avrebbero voluto "processarla" il 19 dicembre, Casali ha detto che per il 19 aveva un altro impegno ma che sarebbe stata disponibile per il 23 e per il 24 e questa cosa qui è stata vista come una provocazione.
Ma non è tutto.
S'è aggiunta, sempre in consiglio e sempre per la serie "dei lunghi coltelli" una bel teatrino iniziale intorno alla sostituzione della consigliera comunale dimissionaria Monica Girelli nelle commissioni di cui faceva parte. La proposta iniziale della Maggioranza pare fosse quella di assegnare il "commercio" a Tony Cuomo, il posto in "assetto e uso del territorio" a Fernando Pivato e la cultura a Bono. E con Bono alla cultura, la consigliera Maria Piras che ne fa già parte (con Francesco Comotto, Antonio Cuomo e Fiorella Pacetti) avrebbe ben potuto aspirare al ruolo di presidente e avrebbe fatto vedere i sorci verdi a Casali, chiamandola a rapporto un giorno sì e l'altro pure....
Altro colpo di scena. All'ultimo minuto era arrivata la candidatura di Marco Neri dei Fratelli d'Italia.
"Come Marco Neri? Quando è arrivata?..." aveva cominciato a cristonare Piras. "E che ne so - le aveva risposto il presidente del consiglio Diego Borla - E' arrivata e io la dico!".
Risultato del scrutinio segreto? Neri aveva battuto Bono 9 a 4... Bocciata! Un affronto come non se n'erano mai visti prima. Plateale e sadico nello stesso tempo. Talmente ben organizzato che a Fernando Pivato gli era proprio scappata e pure ad alta voce: "Cosa aspettarsi da quegli stronzi di sinistra...!".
Non l'avesse mai fatto. Gabriella Colosso del Pd, tutta orecchie, non ci aveva pensato un attimo a chiedere al Presidente Diego Borla di richiamare all'ordine il consigliere della maggioranza. "Ma lo ha sentito che cosa ha detto? Questa è un'aula in cui siedono i rappresentanti dei cittadini...." ha urlato.
Imbarazzato Borla, disperato il sindaco.
"In quattro anni e mezzo non era mai avvenuta una cosa del genere - aveva cercato di calmare le acque Sertoli - Mi scuso. Non succederà più...".
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