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Ivrea

L'Amministrazione comunale caccia via l’Auser ... Scandaloso

Quest’estate la vicesindaco Elisabetta Piccoli aveva annunciato l’accordo con l’Associazione Picche per il giardino...

L'Amministrazione comunale caccia via l’Auser ...

C’è quasi da non crederci. Da strofinare gli occhi più e più volte nella speranza di non aver letto bene. Eppure è lì. Tutto scritto nero su bianco in uno degli ultimi provvedimenti “appiccicati” all’albo pretorio. 

E’ la delibera di una giunta presieduta dalla Vicesindaca Elisabetta Piccoli (assente il sindaco, e l’assessore Michele Cafarelli) in cui si è deciso, senza tanti patimenti di animo, di recedere dal contratto di “Comodato d’uso gratuito” con l’Associazione Auser Argento Vivo. 

I locali di proprietà comunale sono quelli in via Arduino (380 metri quadri), e piazza Boves (127 metri quadri).

“Il  contratto in oggetto - si legge nella delibera del 29 novembre - prevede la gratuità dei locali, del riscaldamento dei medesimi, delle spese relative all’acqua e di quelle condominiali, mentre per le utenze elettriche e per il gas è previsto un rimborso solo nel caso in cui queste siano superiori ad euro 5.000,00”.

E ancora: “Si ritiene pertanto opportuno rivedere le condizioni di assegnazione dei locali oggetto del contratto rep 9978, considerata la situazione generale vigente, che ha visto un notevole incremento dei costi energetici e dei materiali e rende necessario richiedere una contribuzione onerosa per l’utilizzo dei medesimi…”.

Insomma l’Amministrazione comunale li ha mandati a quel paese per colpa della crisi economica.

Ci si chiede? 

Elisabetta Piccoli, vicesindaca

Ma lo sa l’Amministrazione comunale che cos’è l’Auser e di che cosa si occupa? 

Probabilmente no. Lo sapesse ci avrebbe sicuramente pensato non una ma cento volte e alla fine avrebbe fatto un passo indietro come farebbe chiunque con un minimo di sale in zucca. 

E parliamo di anziani, di accompagnamento, di cure, di servizi alla persona, di sostegno alle fragilità e di contrasto alla solitudine.

E dire che qualche mese fa sui giornali, a proposito di Auser, sembrava proprio si volesse andare in tutt’altra direzione. 

Alla ribalta su alcuni giornali l’accordo con l’Associazione Aranceri Picche per la manutenzione a loro carico del giardinetto del Castellazzo o giardino dell’Auser, situato  a strapiombo sulla fontana di Camillo Olivetti.

Molto in sintesi la gestione veniva affidata ai Picche che avrebbero potuto  sfruttarlo per un certo numero di giorni all’anno ma l’accesso sarebbe stato libero a tutti, agli anziani dell’Auser, ai ragazzi del centro diurno del Consorzio Inrete, e, infine, “a quei cittadini che non hanno a disposizione un cortile, un giardino e non sanno dove festeggiare i compleanni dei loro figli, dei loro nipoti”.

A raccontare il “sogno” che prendeva forma, colore e sostanza, c’era di nuovo lei,  la vice sindaca con delega al Patrimonio Elisabetta Piccoli 

«Diventerà una sala Santa Marta a cielo aperto - aveva più o meno commentate - Vale anche per chi vorrà fare un evento culturale, un matrimonio, qualsiasi tipo di festa…” 

E poi con chiaro intento elettorale una lunga serie di elogi agli aranceri “che hanno al loro interno le risorse necessarie per occuparsi di un luogo”.

Sempre Piccoli e  in quel contesto però già aveva accennato che un parte dei locali sarebbero prima o poi andati in mano ai Picche. 

“Torneranno a usare quella che fu la loro storica casa che affaccia sul terrazzo e che ad ogni Carnevale vede srotolare il loro mitico bandierone….”- dichiarava con la verve di Napoleone il conquistare..

Ora delle due l’una. O Piccoli ha in testa delle cose e non ha avuto il tempo di spiegarle bene ai soggetti interessati, o non le ha e sta navigndo a vista. Di certo scrivere quello che si è scritto in delibera non sta facendo bene ai membri dell’Auser e agli anziani che la frequentano. C’è chi non dorme la notte. C’è chi ha già cominciato a chiedere aiuto... C’è molta preoccupazione e senso di sconforto... 

Non sarà per caso che qualcuno ha letto da qualche parte che l’Auser nasce come una costola dello Spi Cgil? Vedremo...!.

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