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ATTUALITA'. Gli antisistema spendono poco sui social

Elezioni

Elezioni (foto d'archivio)

ATTUALITA'. Le pagine delle sezioni locali dei partiti "antisistema", che propongono (o ci provano) una narrazione politica differente dal centrodestra meloniano e dal centrosinistra lettiano, spendono poco per le inserzioni su Facebook, ma consumano le suole delle scarpe per strada. Lo stesso vale per i candidati che le rappresentano Parliamo dei 5Stelle, di ItalExit, di Italia Sovrana e Popolare e di Unione Popolare. Quattro forze con percentuali e idee diverse, unite solo dall'uso "al risparmio" delle inserzioni sui social. Almeno per quanto riguarda i candidati del nostro territorio. Giusto per capire: tra i candidati "antisistema" candidati in qualche collegio uni o plurinominale della nostra zona, uno che ha proprio le mani bucate è Valerio Donato di Italia Sovrana e Popolare. Quanto avrà speso? 5-6mila euro? No, secondo la libreria inserzioni di Meta (cioè Facebook) ha speso meno di 100 euro negli ultimi tre mesi per due inserzioni con la sua pagina "Vincenzo Valerio Donato Candidato alla Camera dei Deputati". E, lo ripetiamo, è il più "spendaccione". Tra chi, come lui, è candidato sul territorio per una lista antisistema c'è Valentina Pretato, di Italexit. Lei non ha speso nulla: preferisce rilanciare le iniziative di Paragone, soprattutto quando Paragone arriva a Torino. Lo stesso vale per Aldo Querio Gianetto, l'altro candidato di ItalExit. Sempre secondo quanto riportato dalla Libreria Inserzioni di Meta, neanche qualche sezione regionale o locale di ItalExit spende qualcosa per la campagna elettorale. Eppure, per il partito guidato da Gianluigi Paragone non è la regola: in Abruzzo, ad esempio, i sovranisti hanno speso 2mila 300 euro malcontati negli ultimi tre mesi. Una curiosità? Se è vero che le sezioni locali di ItalExit spendono poco, non si può dire lo stesso per il leader Paragone: negli ultimi tre mesi, il politico ed ex giornalista ha speso ben 11mila 462 euro per la campagna elettorale. Le due candidate di Unione Popolare del nostro territorio, Giulia Sopegno e Cadigia Perini, non spendono granché sui social. Il loro lavoro politico ruota soprattutto attorno alla militanza di base, tra i banchetti, i volantinaggi e le relative foto rilanciate sui social network. Neanche le forze che animano maggiormente UP, il PRC di Maurizio Acerbo e Potere al Popolo, spendono granché. In compenso, la pagina nazionale di Unione Popolare ha speso 1223 euro fino ad oggi per la campagna elettorale sui social, mentre Luigi De Magistris ha speso 102 euro. Questo non deve stupire: non è assurdo pensare che le liste e i partiti più piccoli, dotati di mezzi finanziari più ridotti e che spesso vivono grazie alle sottoscrizioni degli iscritti, preferiscano spendere quei mille/duemila euro sui social piuttosto che piazzare i faccioni dei loro candidati sui tram e sui pullman, misura largamente più dispendiosa alla portata di partiti più grandi. Prima del "buio", i sondaggi davano i 5Stelle molto più avanti delle liste che abbiamo raccontato fino ad ora. Addirittura, il Movimento guidato da Conte potrebbe arrivare sul gradino più basso del podio dopo FdI e PD. I candidati pentastellati del nostro territorio, Matteo Localetti e Roberto Falcone, non hanno però speso nulla per la campagna elettorale. Locatelli, soprattutto, preferisce, pure lui, stare tra la gente a distribuire volantini e a parlare di politica, scattare la foto ricordo con gli altri partecipanti ai banchetti e rilanciarla sui social.    
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